Hallelujah

settembre26
Quando ieri notte sono tornata a casa ero ubriaca.

In prima serata sono andata al cinema a vedere "Gomorra", ché mi aspettavo un gran capolavoro, invece era solo un bel film. Probabilmente perché ho letto il libro, che ho amato profondamente. I film non sono mai all’altezza dei romanzi da cui sono tratti, c’è poco da fare. Oddio, Trainspotting e Fight Club, però…

Ad ogni modo, sono tornata a casa ubriaca.

Perché dopo il cinema sono andata all’Ostello e Dearfriend Porno ha fatto credere a me e alle altre Dears di essere in partenza per Madrid, così, quando MisterCameriere2008 è passato a prendere le ordinazioni:

<< Una vodka lemon. >> Ho detto.

Salvo continuare, dieci minuti dopo:

<< Me ne porti un’altra, per piacere? >>

Ed ero a digiuno.

Figuratevi, c’ero. Con la testa, dico, c’ero.
Molto più che in altre occasioni.

Salutando MisterCameriere2008.

Io: << Visto che hai trovato il bigliettino, potresti anche deciderti a usarlo. Cioè, puoi anche non farlo, ma se lo facessi mi farebbe piacere. Ecco. >>

Sapete quando mi sono resa conto di essere ubriaca? A casa. Quando mi sono buttata sul letto, credevo di trovarmi su una nave del Settecento in balìa di onde oceaniche. Mi girava tutto, sentivo caldo, sudavo e avevo una nausea terribile. Volevo alzarmi e andare a vomitare, ma non riuscivo a reggermi in piedi.

Ero ubriaca. Che piacevole sensazione [nausea, caldo e onde a parte]!

Oggi pomeriggio, io e Dearfriend Ballerina siamo andate a fare un giro in centro. Abbiamo scoperto di non aver mai visto CastelloAntico, qua in città. Ce l’abbiamo sempre avuto a due passi, ma non siamo mai entrate ad osservarlo. Oggi l’abbiamo fatto.
Bel posto.
Uscendo, è accaduta una cosa strana.

Dall’altra parte della strada, una fisionomia conosciuta s’incamminava.

Io: << Non ci credo. >>
Dearfriend Ballerina: << A cosa? >>
Io: << Quello è MisterCameriere2008, vero? >>
Dearfriend Ballerina: << Sì, è proprio lui! >>

Dearfriend Ballerina starnutisce, MisterCameriere2008 si volta nella nostra direzione, io mi nascondo dietro un albero, pregando tutti i santi in cui non credo affinché non mi vedesse.
E, forse, non m’ha vista.

Ogni tanto, le preghiere vengono esaudite.

Detenuto sei-cinque-cinque-tre-due-uno

luglio16
Ebbene sì, abbandonando ogni preconcetto, mi sono lasciata andare alla visione di una delle più controverse pellicole cinematografiche che siano mai state concepite: A Clockwork Orange o, all’italica maniera, Arancia Meccanica.
Stanley Kubrick è un dannatissimo genio, signori.

Quel film è talmente bello che non mi sono limitata a guardarlo una volta, o due volte, bensì sono rimasta incollata allo schermo per l’intera durata di tre visioni successive.
L’ultraviolenza, in realtà, non mi ha spaventata. A dire la verità, aveva un ché di attraente, qualcosa di avvincente e di bello.

Arancia Meccanica non è un horror, non è un thriller, non è una commedia, non è una tragedia, non è un giallo, non è nemmeno la bella copia filmica di un Harmony. Non è niente che si possa definire, per essere duramente schietti.

Alexander De Large è un personaggio semplicemente meraviglioso, che si attira l’indiscriminata simpatia degli spettatori, la mia su tutte.

Il Korova Milk Bar, i Drughi, Ludovico Van e la sua Nona Sinfonia, la lettura della Bibbia… Partendo da questo film si potrebbero scrivere sceneggiature per i prossimi due secoli, ogni volta traendone qualcosa di originale ed affascinante.

E poi, la colonna sonora. Cioè, ma voi avete presente la colonna sonora di Arancia Meccanica? Avete mai visto scene così profondamente e perfettamente intrise di musica?

Per non parlare delle innumerevoli citazioni che si possono trarre dai 137 minuti diretti da Kubrick.

Eccone un paio, entrambe affidate all’eccellente protagonista, Malcolm McDowell:

<< Capii che il pensare é per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all’ispirazione! >>

<< E’ buffo vedere come i colori della vita diventano reali soltanto quando li vedi sullo schermo… >>

http://i123.photobucket.com/albums/o316/miguecastano/a_clockwork_orange.jpg

Personal movie maker

giugno21
Io e Miamiglioreamica ci lanciamo sempre in conversazioni che, ascoltate dall’esterno, non avrebbero alcun senso logico.

Tipo:

Io: << Ho letto questa storia bellissima, di uno con un vero talento… >>
Lei: << Ah sì? E come scrive? >>
Io: << Cazzo. >>
Lei: << Davvero? >>
Io: << Molto cazzo. >>
Lei: << Capisco. >>
Io: << Già. >>

Ecco, visto che con costei passo la maggior parte del mio tempo, oramai mi risulta piuttosto naturale usare un linguaggio criptico che non tutti riescono bene ad interpretare.

Io: << Senti, ma il robo là che risucchia? >>
Madre: << Cosa? >>
Io: << Dai, il coso che sniffa. >>
Madre: << Ma sei scema? >>
Io: << Uffa, passami là, dietro di te, da quel lato. >>
Madre: << Impara una lingua poi esponimi il tuo concetto. >>
Io: << Fratelloooo? >>
Fratello: << Che vuoi? >>
Io: << Come si chiama quel tipo là dietro. Che lo attacchi ai buchi e si accende e tura via tutto. Voilà, tutto pulito. >>
Fratello: << L’aspirapolvere? >>
Io: << Eh sì, l’aspirapolvere. Madre mi passi l’aspirapolvere? >>

Il mio reale problema è una sorta di dislessia catalitica. Nel senso che ci mette un po’ ad ingranare, ma poi risulta bella pimpante.
E Profia ha avuto il coraggio [!] di dirmi che questo blog le ricorda Arancia Meccanica. Arancia Meccanica. Proprio quel film là. Che io non ho mai avuto il coraggio di vederlo per paura.
Dovete sapere che la sottoscritta odia con tutte le proprie forze i film violenti e gli horror. Ma non è che li odio perchè non mi piace lo stile o sono film non impegnati. Li odio semplicemente perché mi spaventano.
Quando ero piccola, Sorella amava i film dell’orrore così, dopo essere stata al cinema, tornava a casa e tutta contenta li raccontava.
Ho avuto incubi su Psycho per anni.
Figuratevi che, per un periodo, non riuscivo a guardare neanche "Edward Mani di Forbice" visto che l’atmosfera era troppo cupa.
Arancia Meccanica mi hanno detto essere l’apoteosi della violenza. E io non voglio neanche sentirne parlare. A nulla valgono i vari "ma-guarda-che-è-geniale", "è-un-film-bellissimo", "un-cult-culturale"…

E’ violento? Sì. Allora io non lo vedrò.

Che volete farci? Sono una che ama i filmucoli impegnati o quelli romantici, che si stringe nelle spalle e  partecipa alla vicenda cinematografica con vivo interesse.
Nonostante tutto, ho deciso. Appena finiscono questi esami, mi prendo un pomeriggio intero e mi butto su Kubrick.

Citescìon

giugno14
Non illudetevi. Le romanticherie le lascio a chi si sente sempre in vena di dolcezza, e so che voi non siete tra questi. Ieri sera ho rivisto, per l’ennesima volta, "Le fate ignoranti". Io amo quel film, profondamente. Poi la parte finale, quando Michele (Stefano Accorsi) lascia cadere il bicchiere perchè Antonia (Margherita Buy) è in partenza e lui, nonostante sia gay, se n’è innamorato, l’adoro. E il bicchiere non si rompe. Quando un bicchiere s’infrange, dicono nel film, significa che qualcuno che ami se ne sta andando.

Bhè, c’è che ho voglia di citazioni, oggi.

Michele:

<< Per quella parte di te che mi manca e che non potrò mai avere, per tutte le volte che mi hai detto non posso, anche per quelle in cui mi hai detto: tornerò… Sempre in attessa… Posso chiamare la mia pazienza "Amore"? La tua fata ignorante >>

E sempre Michele:

<< Che stupidi che siamo… Quanti inviti respinti, quante parole non dette, quanti sguardi non ricambiati… Certe volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno. >>

Infine, Ernesto (Gabriel Garko):

<< Forse siamo ancora lì e nessuno ci vede, perchè nessuno ha capito il nostro amore… O forse lì ci sono rimasto solo io. >>

Iniziativa

giugno8
TROVIAMO UNO PSEUDONIMO AD ALTRADEARFRIEND

Effettivamente, lei ha ragione. Ha uno pseudonimo del piffero, che non le rende affatto giustizia.
Data la mia carenza d’inventiva, dovuta al fatto che anche quando dormo penso agli esami, non sono riuscita a trovare qualcosa di carino. La mia testolina si arenava sempre su tre possibilità:
  1. Dearfriend Avventurosa, perchè si lascia coinvolgere dalle cose più pazzesche senza la minima titubanza. Le è quella a cui: << Partiamo? >> << Va bene >> << Ok, ora dobbiamo solo decidere la meta >> O qualcosa del genere.                                                                                                                       
  2. Dearfriend Porno, perchè qualsiasi cosa faccia riesce a trasformarla in una esilarante performance lussuriosa. Perfino aggrapparsi ad una corda o mangiare un panino. Giuro, è assurda. E poi ha la lingua da pomiciata, che potreste capire solo se la vedeste.                                                                     
  3. SorellaDiSuoFratello, perchè io sono innamorata [si fa per dire] da tempo immemore di suo fratello maggiore. M’ero presa per lui una cotta alla tenera età di quindici anni, quando ancora non conoscevo sua sorella e lo guardavo da lontano nei corridoi di scuola. Questo, a mio modesto parere, è lo pseudonimo più brutto tra quelli proposti.

Ora, miei cari, voi sceglierete il nomignolo più decente, così lei la smetterà di dirmi che per scegliere come chiamarla mi sono sforzata troppo poco.
Le urne sono aperte. Prometto di non truccare il risultato di questo plebiscito.
Sono una blogger onesta, io.
Ah, già che ci siete, guardate un po’ il video che vi posto qua sotto. E’ il montaggio che ho preparato per la mia tesina. Mi direte che ne pensate, ok?

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