Bello

by lacapa

Stasera ho fatto una cosa che non facevo da un sacco di tempo. Avevo da lavorare e non ho lavorato, lo farò stanotte. Stasera avevo da lavorare e invece no. Invece mi è tornata in mente una cosa che avevo letto una volta e mi sono detta: «Adesso la ritrovo, basta cercare bene su Google, mi pare pure di ricordarmi il titolo». Allora sono andata là, sulla barra in alto di Chrome e ho messo quel titolo che mi pareva di ricordare, perché io sono fatta così: le cose importanti non le ricordo – tipo gli autori, tipo i momenti, tipo le trame delle storie – ma i dettagli sì. E di quella cosa che avevo letto ricordavo un dettaglio, che secondo me era il titolo. Però era solo una frase là in mezzo.

Sono andata lì, sulla barra in alto di Chrome, e ho messo quel titolo che mi pareva di ricordare. Google ha risposto in un nanosecondo. Quando ho letto il link ho sorriso: «Maddai?», mi sono detta. Con stupore. Ho pensato che la testa fa giri strani, a volte. A volte sorridi a una persona e poi passa qualche giorno, esci, fai cose, vedi gente, una sera devi lavorare e tutt’a un tratto ti torna in mente quel personaggio che avevi letto una volta. Chissà perché. Ti dici: «Ma come ho fatto a scordarlo?». E quel personaggio l’aveva scritto quella persona, te lo dice l’internèt, l’internèt non sbaglia.

Ho riletto quel post. E quando ho finito stavo piangendo. Stavo piangendo in silenzio, perché questa cosa di far scorrere le lacrime senza fare rumore ormai l’ho imparata. E ho cliccato sui commenti, ce n’erano tantissimi. «Per forza la gente ha commentato – ho pensato – è così bello». Così bello. Tra i commenti ce n’era uno mio. Neanche questo mi ricordavo. Forse ho un problema con la memoria. «Bello», avevo commentato. Anzi, LaCapa aveva commentato «Bello», nel 2010. Secondo me, LaCapa nel 2010 aveva pianto lo stesso. Magari aveva pianto un po’ di più. Se la conosco bene, LaCapa, a gennaio 2010, quando ha lasciato quel commento, piangeva come una fontana, con tutto il mascara che le colava sulle guance. E però ha scritto solo «Bello».

Allora mi sono arrabbiata. Ché avrei potuto trovare mille parole migliori. Avrei potuto scrivere mille cose. E invece ho scritto solo «Bello». Perché in fondo sono fatta così, e sono fatta male. Sono fatta che penso un miliardo di cose, tutte stupide, e non dico niente. E sto zitta. E non parlo. Infatti poi quando bevo un pochino dico tutto. Ma non è questo il punto. Il punto è che taccio, mi mordo la lingua. Passo oltre. E scrivo «Bello». E dico «Bello». E dico «Ciao». Le altre parole le mando giù come queste lacrime stasera.