La (ra)gazzetta dello sport IX

by lacapa

Questa puntata di "La (ra)gazzetta dello sport" è andata in onda su Radio Fantastica sabato 19 giugno.

A guardarli da lontano, questi Mondiali sono uno sfavillio di colori. Bandiere colorate, vuvuzelas colorate, tifosi colorati, giocatori colorati. Tutta questa allegria arcobaleno contrasta nettamente con il candore abbagliante di queste notti, in bianco, appunto.

Tranne che in alcuni fortunati casi, durante i Mondiali non si canta messa. E non dico che tutte, proprio tutte, andiamo in bianco, però la maggior parte sì.

E una può anche provarci, metterci tutte le buone intenzioni del mondo, ma il risultato rimane invariabilmente l’astinenza forzata.

Perché se l’Italia perde il cameratismo vi impedisce di provare voi a fare goal, risollevando – diciamo così – le sorti almeno della vostra vita; se l’Italia vince non ci sono avances che tengano: avete la birra con gli amici, il rutto libero, il turpiloquio facile, la bestemmia volante.

Se non è la nazionale a giocare, poco importa. Un uomo virile che si rispetti non intende mica perdersi Burundi – Biafra. E la malcapitata femmina, che comincia a credere invitante dal classico cetriolo alla leva del cambio, avrebbe qualche possibilità solo se si presentasse con un babydoll tricolore e due tette al vento grandi ciascuna come un pallone dei mondiali. Ma anche in quel caso c’è da preoccuparsi, perché il maschio calciofilo è là, col fischietto, a gridare: «Ehi, no, torna indietro, fuorigioco», oppure «fallo di mano» e, se ha gusti estremi, un «punizione!» potrebbe lanciarlo lì all’improvviso, implacabile.

Per dimostrarvi che il quadro che vi ho descritto non è frutto della mia frustrata immaginazione da single, vi racconto alcune iniziative lanciate qua e là in giro per il mondo. L’11 giugno, in occasione dell’apertura dei Mondiali, il celeberrimo parco divertimenti Gardaland ha promesso, alle prime venti donne che fossero entrate, di farle accompagnare da cinque baldi giovani con lo stesso fisico dei calciatori. Non so che hanno fatto queste, ma io mi sarei trascinata il tipo in tutte le attrazioni, ma proprio tutte, comprese quelle per bambini tipo il cavalluccio a dondolo.

Un’idea simile a quella di Gardaland l’hanno avuta i francesi del sito SecondSexe, che hanno preparato dei gigolò ad hoc. Paghi, e loro ti fanno scordare che il tuo fidanzato è stato in crisi di depressione per due settimane perché Lippi non ha convocato Cassano.

Ma il consiglio più economico e duraturo lo dà la televisione belga Channel Two. Il loro spot pubblicitario trasmette più o meno il seguente concetto: durante i Mondiali, donne, rinunciateci, ché se aspettate un uomo là sotto spuntano le ragnatele. Quindi fate da sole e rispolverate il buon vecchio vibratore. E, per restare in tema mondiali, potete attaccarci alla fine una bandierina tipo calcio d’angolo. Chissà che quella non attiri le dovute attenzioni.