La (ra)gazzetta dello sport VII

by lacapa

Questa puntata di "La (ra)gazzetta dello sport" è andata in onda su Radio Fantastica giovedì 17 giugno.

Ogni evento mediatico che si rispetti porta con sé una serie di polemiche che, nel bene e nel male, sortiscono l’effetto di concentrare l’attenzione di qualunque essere vivente, crostacei compresi, sull’evento in questione.

Esempio pratico: il Festival di Sanremo. C’è un sacco di gente che lo segue, però la polemica su Morgan, quest’anno, ha tirato parecchio. E l’uso del verbo "tirare" non è casuale. Quando è finita quella, è cominciata la storiella sulla canzone del principe, del tenore sfigato e di Pupo. E Antonella Clerici ogni volta che vedeva i dati sugli ascolti stappava champagne, dietetico però, perché sennò nel vestito non ci entrava.

Anche questi Mondiali, come Sanremo (e mi rendo conto che la similitudine non sia proprio azzeccata), stanno facendo incetta di polemiche.

C’è la storia di Shakira che avrebbe copiato la canzone "Waka Waka" da un gruppo che si chiamava "Las chicas del can" e, negli anni ’80, interpretava una canzone intitolata "El negro no puede". A loro volta, però, le "Las chicas del can" pare copiassero da una canzone popolare africana di un decennio prima. Tra un po’, diranno che gli africani hanno copiato la loro canzone da Al Bano e Romina Power, e che "Waka Waka" è una versione ritmata di "Nel Sole".

Si parla molto anche della questione del pallone, che sarebbe troppo leggero e rimbalzerebbe in maniera strana. Prima di metterlo in campo, però, suppongo che qualcuno l’abbia provato. Ci vuole un ingegnere aerospaziale per far rimbalzare una palla sull’erba?

Anche Maradona ha detto che il problema palla «influisce molto e complica le cose». L’ha sostenuto durante una conferenza stampa in cui ha parlato anche di Pelé e Platini, che lo hanno contestato come allenatore. Ai due, Maradona, che accetta le critiche da uomo vero, a testa alta, ha risposto: «Non devono sparlare di me e non devono dire cavolate […] E comunque Pelé dovrebbe tornare al museo e a malapena gli dico "ciao". E Platini è francese e si sa come sono i francesi». Maradona, poi, immagino si sia alzato in piedi, con gli occhi lucidi e abbia cominciato a battere i piedi a terra, gridando: «Specchio riflesso, adesso facciamo bisticcio, e chi fa la spia non è figlio di Maria». Mi pare che il livello di maturità sia quello.