La (ra)gazzetta dello sport VI

by lacapa

Questa puntata di "La (ra)gazzetta dello sport" è andata in onda su Radio Fantastica martedì 15 giugno.

La partita ieri è cominciata bene, con Carlo Paris, per la Rai, che commentava: «È emozionante vedere i giocatori cantare l’inno». Be’, ci hanno messo poco ad impararlo a memoria, visto che l’età media dei calciatori della nazionale è trent’anni, con punte di novantasettenni in panchina che rischiano di perdere la dentiera.

Ma quelli che contano sono i giocatori in campo. Ecco le mie professionalissime pagelle per Italia – Paraguay.

Cannavaro, voto 8: se l’è meritato sin dal secondo minuto, quanto ha tentato di recuperare una palla saltando a tre metri e mezzo da terra come minimo, con una grazia che neanche Baby, la protagonista di "Dirty Dancing" con la buonanima di Patrick Swayze.

Zambrotta, voto 4: perché al sesto minuto ha dato una pedata ad un giocatore del Paraguay, il quale giocatore è stato visto uscire dallo stadio col rossetto e i tacchi, ringraziando di essersi risparmiato un viaggio a Casablanca.

Iaquinta, voto 6: lo chiameranno "il re del pogo".

De Rossi, voto 9: l’ho visto tuffarsi a pesce come la cagnotto, affondando nell’erba senza essere stato sfiorato. Nota di merito all’obiettività dei giornalisti Rai, che hanno così commentato: «Non si vede dall’inquadratura, ma siamo sicuri abbia preso una botta sulla caviglia».

Buffon, voto 10: esce dopo il primo tempo, ma ne apprezziamo la solidarietà col portiere inglese. Non voleva che fosse l’unico ad aver fatto una brutta figura.

Montolivo, voto 8: il commentatore l’ha definito «uno che ci crede». Cos’è un uomo senza le sue illusioni?

Criscito, voto 5: già prevedo che il suo doppio taglio sarà d’esempio per le prossime sette generazioni di catanesi.

Marchisio, voto 5: sarà ricordato come "il cammello". L’unico uomo capace di farsi riprendere solo mentre sputa.

Gilardino, voto 1: perché nonostante qualche giorno fa io abbia pubblicamente dichiarato, qui in radio, che sono single, non mi ha mai richiamata.

Chiellini, voto 2: come il numero di volte che ha toccato la palla.

Pepe, non pervenuto: perché solo alla fine della partita ho capito, con grande stupore, che giocava per l’Italia.