La (ra)gazzetta dello sport I

by lacapa

Ci sono cose che capitano. Tipo, capita che tu, che mal sopporti il calcio e che, soprattutto, non lo capisci, tenga una rubrica, tutti i giorni, alle 10:40 (minutopiùminutomeno), su Radio Fantastica, all'interno di una trasmissione simpatica e divertente, sui Mondiali. In pratica, parlo per dieci minuti (solitopiùomeno) in cui do mostra di essere quello che sono: una ragazzetta svampita che dice un sacco di cose senza senso. Contenti loro…
Comunque, ho deciso che vi faccio leggere le mie robette. E magari mi dite che ne pensate. Di seguito, la puntata di martedì 8 giugno.

Io di calcio capisco tantissimo. Capisco talmente tanto che quando ero a Milano e l'Inter ha vinto lo scudetto (l'anno scorso, non questo) ero contenta perché mostravano apprezzamento per il mio essere catanese. «Catania? Zenga!», dicevano. E io rispondevo che Zenga come attaccante non era male. Poi ho scoperto che Zenga faceva il portiere nell'Inter e che era l'allenatore del Catania, prima di passare al Palermo. E che è passato al Palermo lo so perché mio fratello ha pianto, quel giorno. Parlava con la televisione, aveva gli occhi lucidi e piangeva. Diceva qualcosa tipo: «Mio dio, mio dio, perché mi hai abbandonato?». Il seguito lo conosciamo tutti, si è oscurato il cielo, la terra ha cominciato a tremare ed è arrivato Bertolaso.

Adesso cominciano i mondiali. Lo si intuisce da tre cose:

1) La quantità di casse di birra di cui si riempie la casa. Ci sono uomini che fanno avanti e indietro dal supermercato quindici, sedici volte. Poi guardano il frigo pieno di lattine e bottiglie e, con gli stessi occhi del camaleonte della pubblicità della Findus, di Belen nella pubblicità della Tim, o di Calderoli sempre, quindi intelligenti proprio, si domandano: «Ma sarà abbastanza?».

2) Il volantino della Auchan rosa come la Gazzetta dello Sport. Che è, oggettivamente, un pugno in un occhio. Le offerte promozionali di posti come Elco Trony, Bruno Euronics, Saturn. A tal proposito, qualche giorno fa, uno dei TG della Rai (mentre dava notizie tipo l'elezione di Miss Padania e il commento di chi, alla vittoria di Francesca Schiavone al Roland Garros, rispondeva: "Però è brutta come il peccato") ha intervistato il responsabile di una di queste grandi catene. Non faceva il nome del negozio, però dietro al tizio, nell'inquadratura, c'era un cartellone gigantesco. "Media World". Insomma, gli hanno fatto quest'intervista e lui ha spiegato che vendono un sacco di televisori enormi, che sono tanto felici e che nel quiz che loro proponevano il 75% degli acquirenti ha scommesso sul fatto che l'Italia non porterà a casa i mondiali. E poi è partita la musichetta del "ti piace vincere facile".

3) I maschi, al bar, parlano in austroungarico. Finché discutono di Totti, Del Piero, Mascara e della moglie di Maxi Lopez una ci può anche arrivare. I problemi si fanno grossi quando li senti discutere di squadre di paesi che, fino ad una settimana fa, neanche avrebbero saputo che esistevano al mondo. Non so se avete dato un'occhiata ai calendari. Germania, Francia, Stati Uniti… E poi, Ghana, Serbia, Camerun, Honduras, Cile, Costa D'Avorio, Paraguay. Io ho deciso di tifare Burundi, di comune accordo con Renzo Bossi