L’Amichetta dei succhiotti

by lacapa

Cara Amichetta di Fratello,
volevo dirti che sei molto carina. Sì, ho visto alcune foto su Facebook e che tu sia una ragazza graziosa, sicuramente, è innegabile. E poi, quelle volte che ti ho incrociata, non ho potuto fare a meno di capire perché Fratello ti venga dietro. Quando ci siamo incrociate, ti domandi? La prima volta, quando ho accompagnato Fratello a quella festa di compleanno. Tu eri incastrata dentro ad una di quelle macchinette infernali che guidano i minorenni, avevi una minigonna da urlo, un top niente male e sorridevi lasciva all'amico di Fratello che ti accompagnava. La seconda volta, avevi un vestito rosso alla Jessica Rabbit e dei tacchi che non finivano mai, altissimi, sottilissimi, di quelli che fanno fare pensieri impuri agli uomini, tipo che si farebbero calpestare e spegnere le sigarette sulla schiena. Eri in moto, avvinghiata a quell'altro amico di Fratello: lui, nel traffico, scivolava tra un'auto e la successiva, mentre la tua gonna svolazzava e non lasciava troppo all'immaginazione. Fratello, quando ti ha vista passare, diretto dov'eri diretta anche tu, ha sussurrato una bestemmia.
Non tanto perché tu fossi con qualcuno (l'ennesimo qualcuno), quanto perché un diciassettenne ha degli ormoni ai quali deve dare retta. E tu lo sai.
Sì, lo sai benissimo, e ti piace. Ti piace mettere jeans stretti e camminare ondeggiando ostentatamente coi fianchi, ti piace truccarti il viso e ammiccare sembrando più donna, ti piace chiedere qualcosa facendo la vocina da poppante e gli occhioni da cerbiatta, ti piace abbracciare i tuoi compagni di classe, dirti assonnata e mettere la tua testa sulla spalla di uno di loro a caso fingendo di appisolarti (o appisolandoti sul serio) durante le lezioni.
Cara Amichetta di Fratello, hai diciassette anni pure tu, lo so, e gli ormoni se la prendono anche con te.

In realtà, dei tuoi atteggiamenti non ce n'è uno che io non capisca e di cui io non sorrida. La femminilità civettuola di cui ti sei fatta portavoce è una gabbia dalla quale non riuscirai ad uscire facilmente (perché se hai un po' di sale in zucca, prima o poi, vorrai uscirne, dai retta a me) eppure te la sei scelta da sola e nessuno può darti torto.

C'è un però.

Amichetta di Fratello, vorrei spiegarti che ci sono delle cose che sono strettamente legate alla sfera intima che si crea tra due persone che hanno una relazione sentimentale. Tipo, i succhiotti.
Se un uomo porta sul collo i segni dei miei baci, o se io porto sul collo i segni dei baci di un uomo, le possibilità sono due: a) io e quell'uomo abbiamo un rapporto che va oltre l'amicizia; b) io e quell'uomo abbiamo avuto un rapporto che andasse oltre l'amicizia.
L'unica persona al mondo a cui io abbia permesso di farmi un succhiotto senza che ci fosse del tenero è stata Dearfriend Ballerina, quando avevamo diciassette anni (o diciotto?) e lei mi guardò con gli occhi supplicanti, perché aveva paura di fare una figuraccia con un tipo con il quale sarebbe uscita. «Devo fare pratica», mi pregò. Le donai il mio avambraccio.

Quando Fratello torna a casa col collo maciullato, la naturale reazione familiare è un ammiccamento condito da sorriso, perché Fratello è maschio e la virilità, per Madre, si misura in base alla quantità di esseri viventi di sesso femminile che ambiscono a marchiarlo.
Fratello, sfuggente di natura, schiva quesiti e non regala risposte. Ma io so come corromperlo: «Fratello, ti va una sigaretta?». Fratello cede e si confida, e sono pure momenti carini, quelli. Cioè, sarebbero momenti carini se tu, Amichetta, non intervenissi a spoeticizzare tutto il contesto.
Lui si confida, mi racconta i fatti suoi, mi fa sentire una sorella utile, e io sto là, generosa di orecchie e consigli. Ma lui di quel tatuaggio a tempo determinato sotto l'orecchio non parla. Così io intervengo: «Ma la tua Amichetta?». E Fratello mi spiazza: «Non è amichetta solo mia. È amichetta di tutti. Quasi ognuno dei miei amici ha gli stessi succhiotti».
Risposta sbagliata.
«Fratello, che significa che ce li hanno tutti?». «Che ce li hanno tutti». «Grazie per la risposta esaustiva».

Amichetta di Fratello, mi sento di dirti qualcosa: è vero che tira più un pelo di quelli che un carro di buoi, ma l'arte della seduzione (della quale io non sono edotta, ma sono sicura che qualcuna a cui puoi chiedere la trovi) non passa attraverso la volgarità del concedere, per gioco, attenzioni a destra e a manca. Hanno diciassette anni, i tuoi compagni di classe, ti sbaverebbero dietro anche se tu ti presentassi a scuola vestita da idraulico, e non c'è bisogno che tu metta la tua firma su nuche varie ed eventuali. Quella di dire «Io sono stato qui» è una tradizione che ha inaugurato Zorro molto prima di te, quindi non inventi niente di originale coi tuoi lividoni a mo' di timbro postale. E, qualora non lo sapessi, Twilight, New Moon, Eclipse e Breaking Dawn sono solo libri, storie, niente di reale: se continui a fingerti vampiro, non arriva nessun superfigo che ti promette mari e monti. Al massimo, arriva l'Avis che ti minaccia di denunciarti per concorrenza sleale.

Cara Amichetta di Fratello, non vorrei apparire moralista (perché LaCapa e moralista sono due parole che, in questo momento, se stanno vicine causano un'esplosione) e tantomeno vorrei fare la parte della sorella maggiore gelosa; vorrei unicamente dirti che la prossima volta che Fratello torna a casa tumefatto a causa dei tuoi morsi, mi premurerò di farti un regalo e di accertarmi personalmente che ti stia bene addosso: ti donerò una museruola. Sono convinta che sapresti renderla fashion.

Un forte abbraccio,
LaCapa