Inverno – Primavera, andata e ritorno

by lacapa

La primavera è arrivata di domenica.
La domenica era assolata e calda, festosa e allegra. C'era una piazza in centro città con tanti tavolini e tante sedie e tanta gente e tanto fumo perché s'arrostivano la carne e le salsicce.
La domenica di primavera è arrivata accompagnata dal vino rosso e da fiumi di birra, con boccali che prendono il volo e finiscono sui giubotti di ragazze che non reagiscono granché bene: «Puzzerò per tutto il giorno, che schifo…».
In quella piazza c'erano giocolieri, palloncini, collane di fiori, cani randagi, conoscenti che si salutano, d'un tratto diventano amici e poi si ritrovano di nuovo conoscenti, dopo appena cinque minuti.

C'era una ragazza con una canna in mano che parlava con il tizio che gliel'aveva offerta, rideva, gli metteva una mano sulla spalla, lui s'illudeva, smetteva di ridere e cominciava a sorridere. Lei, però, conversava per educazione e per sfizio, mentre in testa c'aveva un altro.
C'erano due tipe che saltavano sulle note di una tarantella, inciampavano e battevano le mani. Una teneva in mano una sigaretta e, ogni tanto, tirava una boccata. Poi le girava la testa, prendeva la mano dell'altra e tornavano a sedere, ordinando un quarto di litro di vino rosso. Il quarto quarto di litro della mattinata.
C'era un giovanotto che era in gruppo con altri sei e raccontava loro avventure inventate anzichéno. Quella volta che la modella gli aveva aperto la porta in lingerie, quell'altra volta che era andato ad Amsterdam e s'era chiuso per due giorni di fila in un coffee shop, quell'altra volta ancora che aveva incontrato il professore in sala giochi e l'aveva battuto a biliardo e il professore gli aveva dato trenta all'esame, senza che lui dicesse una parola.
C'erano le due coppie che davano prova d'affiatamento con un torneo di scopone scientifico. Però stavano quattro pari, sei pari, otto pari, dodici pari. Arriviamo a quindici? No, ormai a ventuno. Facciamo venticinque? Sì, dai, facciamo venticinque. Noi abbiamo tutte le carte d'oro e, almeno, faremo un paio di punti di scopa. Se prendiamo il settebello, poi…
C'erano il tizio e la tizia che uscivano insieme dal bagno del locale, lui si sistemava la maglietta dentro i jeans, lei s'aggiustava i capelli con le mani e tutt'e due facevano finta di niente, però camminavano vicini e un po' stretti.
C'era il fotografo che cercava di immortalare il sorriso della cameriera simpatica e la sua fidanzata, quella del fotografo, che faceva finta di non essere gelosa e sorrideva in continuazione, ché magari lui si sarebbe accorto che il suo sorriso era più bello e le faceva fare la modella. Ma tanto lui continuava a volere la cameriera.

Quest'anno, la primavera è arrivata di domenica ed è stata, tutto sommato, una bella domenica.
Però il lunedì successivo era già inverno di nuovo.