Ci sono coppie-che e coppie-non-proprio-coppie-che

by lacapa

Ci sono coppie che hanno tutte le fortune, che sono felici e sorridenti, che parlano un sacco e di tutto, che hanno molti amici in comune ed altrettanti ognuno per i fatti suoi. Queste coppie non vengono neanche sfiorate dal tarlo della gelosia e il loro amore è una brace sempre ardente, è un camino scoppiettante. Lui e lei sono due metà della mela che si completano, che s’incastrano alla perfezione.
Attorno a queste coppie, tutto è sereno e felice: la suocera adora la nuora, il cognato stima il genero, il fratello di lei è un carissimo amico di lui e lui è un figlio unico che non è mai stato viziato dai genitori.
Lui e lei fanno due lavori diversi, appaganti e quasi per nulla faticosi, sono ben retribuiti e si vedono ogni giorno. Vanno a cena fuori, bevono vino con moderazione, e concludono la serata nella casa al mare di lei, o nel piccolo appartamentino in centro di lui, sotto candide e calde lenzuola, ascoltando musica soft mentre sono accoccolati vicini vicini, ancora un po’ sudati ma soddisfatti.

Ci sono coppie pessime, tristi e nervose, che parlano poco e di niente, che hanno solo amici in comune che non ne possono più di loro. Queste coppie sono state rovinate dal tarlo della gelosia e il loro amore s’è spento come carbone dentro un camino senza cappa. Lui è una pera e lei un’arancia: insieme hanno un sapore pessimo, ed è meglio tenerli lontani, perché poi lo stomaco brucia ed è un fastidio che non passa.
Attorno a queste coppie, tutto è buio e sconsolante: la suocera odia la nuora che la ricambia con tenacia, il cognato pensa malissimo del genero che lo pesterebbe volentieri, lei ha una sorella bella e dolce che lui guarda con volgare desiderio, e lui è cresciuto in una famiglia talmente sfasciata da apparire normale.
Lui e lei fanno due lavori diversi, inappaganti, noiosi, che causano sonnolenza. Guadagnano uno stipendio nella media e si vedono ogni giorno, sì, ma per abitudine e non per reale piacere. Mangiano una pizza, bevono una coca cola lei e tre-quattro birre lui. Salgono in macchina, e lui la riaccompagna a casa. Non hanno alcuna voglia di fare l’amore, perché non sarebbe amore. Si salutano con un bacio sulle labbra, lei ha già le chiavi del portone in mano e, appena chiude la portiera dell’auto di lui, sbadiglia.

E poi ci sono coppie normali, tranquille e serene, che parlano tanto e si raccontano un po’ di questo e un po’ di quello, che non hanno amici in comune, ma mica è un problema. Ci sono coppie che non sono troppo coppie, che non litigano e non si fanno scenate, che la gelosia la fingono per giocare e non per altro, che non sanno neanche che senso abbia parlare di mele a metà, pere e arance. Coppie che lui la chiama per cognome e lei gli riserva lo stesso trattamento, coppie che non c’è motivo che lui si presenti ai genitori di lei e viceversa, anche perché l’incontro non sarebbe proprio piacevole. Sì, perché lei torna a casa piena di lividi e lui, che lavora in radio, ha spiegato, durante la trasmissione, che i movimenti inconsulti in auto hanno delle conseguenze ben evidenti sul corpo, e proprio in quel momento i genitori di lei stavano ascoltando e lui è come se avesse detto "sì, conosco vostra figlia in senso biblico, eppure lei non ha una fede al dito".
Ci sono queste coppie-non-troppo-coppie in cui lui e lei fanno cose tanto diverse, sono contenti di farle e guadagnano a tratti poco, a tratti niente. Non si vedono ogni giorno e quando s’incontrano a distanza di meno di ventiquattr’ore dicono "eh, bisogna recuperare: facciamo che la prossima settimana non ci vediamo per nulla?", ma scherzano, e lo sanno. Guardano un film, bevono birra, chiacchierano in un pub, poi si mettono in macchina.
Lei domanda dove stanno andando, lui dice che non lo sa però guida verso il porto.
Al molo ce l’ha portato lei, per la prima volta, quando ancora erano solo conoscenti, era giorno e non pensavano nemmeno a come sarebbero finiti, di lì a pochi mesi. Poi, ci sono tornati spesso, col sole. Una volta no: hanno preso un paio di birre e si sono chiesti come fosse di notte, con la luna e le stelle e le birre. Hanno finito le birre ma si sono dedicati ad altro, e non hanno guardato né la luna né le stelle.
Ci sono coppie-non-troppo-coppie con le case che non si svuotano mai, però hanno scoperto un bel posto.
Ma un porto è un porto, un molo è un molo.
Ci sono coppie-non-troppo-coppie che, una sera, si rendono conto che c’è troppa luce, in quell’automobile sul molo, e non può essere colpa soltanto della luna piena, e allora, con le mani, ripuliscono il vetro appannato e cercano di capire cosa stia succedendo. Lui e lei vedono sfilare, a pochi metri, una nave gigantesca, con tanti operai sul ponte. Possono scorgerne i lineamenti, per quanto sono vicini. La nave si ferma e lui e lei sono lì, immobili e stupiti, con fari da millemila watt che danno l’idea che sia mezzogiorno, e non l’una di notte.

«Ci ha posteggiato una nave accanto, vero?», è incredulo lui.
«Pare proprio di sì», risponde lei.
«Ci stanno guardando. Potremmo anche salutarli…», continua lui, a bocca aperta.
«Potrebbero spegnere la luce, se fossero un minimo educati», risponde lei.

Ci sono coppie-non-troppo-coppie che sguazzano nell’assurdo, si accusano a vicenda («ti ostini a non avere una casa al mare» «e tu pure»), hanno lividi ovunque e la schiena perennemente a pezzi, perché un sedile va indietro ma non si reclina e l’altro si reclina ma non va indietro.
Queste coppie-non-troppo-coppie si coprono in fretta, mettono in moto ma, prima di andarsene, fanno "ciao ciao" con la manina al transatlantico che ha buttato l’ancora accanto alla loro macchina. L’indomani mattina, tornano nello stesso posto, ma il Titanic non c’è neanche a pagarlo oro. E mica è piccolino e può nascondersi da qualche parte. E’ sparito, ecco tutto. Lui non si esprime, lei crede che abbiano avuto un’allucinazione.
Lei si chiede come sia possibile che, ogni volta che è con lui, le situazioni improbabili si accavallino a vista d’occhio. Sa che non può rispondersi, quindi ride.