Buco io, buchi tu

by lacapa

Vanda è un’automobile diversa dalle altre, è una compagna d’avventure, un porto quieto per chiunque voglia guardare la strada che si allunga alle sue spalle.
Le Dears lo sanno, e ne usufruiscono abbondantemente, consce del fatto che guidare è una delle azioni che mi rilassano di più e che se c’è una cosa che amo è fare benzina al faidate.
Vanda mi trascina all’Ostello e all’università, mi porta in periferia o in pieno centro, naviga sull’autostrada e sopporta lo sterrato bianco di certi posti vicini al mare. Vanda è una Panda pronta per un safari, è comoda per dormirci dentro assieme a DearLowe ed ha un portabagagli che, con centoquindicigradiall’ombra, in pieno agosto, teneva al fresco gli alcolici.

Vanda è la mia compagna d’avventure -lo so che l’ho già detto ma le cose importanti è bene ripeterle- e, qua e là, porta i segni di chi s’è messo comodo, non solo sui sedili, ma pure nella mia vita.

C’è Trentatrè, attaccato allo specchietto retrovisore. E’ un piccolo giocatore di basket di legno, con la maglia numero trentatrè, appunto. Me l’ha portato Dearfriend Ballerina da Milano la prima volta che c’è stata, quel giorno che, alle cinque del mattino, sono passata a prendere lei e Dearfriend Bellissima, in quel paese tra le montagne dove stanno, e le ho accompagnate all’aeroporto. I loro genitori sapevano che volavano verso Roma con tutte le Dears, invece raggiungevano i reciproci amanti in quel della Lombardia.

C’è il ciddì di Antichità Italiane, con le maiuscole, perché Cocciante e i Pooh meritano le maiuscole. DearLowe sa che, quando vuole vedermi ridere, deve farlo partire, sa che a "La donna del mio amico" non c’è più strada che tenga ed io mi esprimo al meglio delle mie capacità artistiche, sa che Silvia Salemi e Luca Carboni, messi vicini, sono una miscela esplosiva. E’ un ciddì di quelli che non ti lascia scampo: devi cantare.
Lo stesso dicasi per quello dal nome esplicativo "Marco Masini e altre melensaggini". C’è stato un periodo della mia esistenza in cui "Vaffanculo" era il mio motto, la mia filosofia di vita, la mia linea di condotta politica. Era un momento arrabbiato e la voce roca di Masini mi metteva allegria, così mi sono fatta la mia compilation di roba sua e la gridavo con Dearfriend Porno, ché un sano fattelametteredovenonbatteilsole non si nega a nessuno.

C’è Rana, che è una rana di carta, gentilmente concessa da Monsieur Déja vu ed attualmente incastrata nella fessura dell’aria (nome tecnico: fessuradell’aria). Rana è rossa ed è stata prodotta nella biblioteca della mia facoltà col volantino di uno sciopero generale, roba da comunisti. Quel giorno avevamo tutt’e due, io e Monsieur Déjà vu, una chupa chups alla cocacola in bocca e facevamo saltare a turno Rana da una parte all’altra del tavolo. Poi dice che all’università non si fa niente di divertente.

Vanda accoglie ogni minuzia, ogni pezzo di roba inutile che le abbandono dentro, e non si lamenta. Vanda subisce le mie sevizie, le mie dimenticanze (e solo una volta m’ha lasciata a piedi senza benzina, auto fedele quale è), i miei soprusi, ma si accontenta delle mie parole dolci quando ci entro, e del mio accarezzarle lo sterzo o la leva del cambio quando in autostrada supero una lanciatissima bmw da ricconi.

Vanda, però, ha dei limiti. Tipo i marciapiedi spartitraffico nelle notti buie, in zone isolate e sconosciute della città.
Se Vanda ci finisce contro ad una certa velocità (è spuntato dal nulla, lo giuro) accusa il colpo. Lo ammortizza come può, ma ci perde un copertone.

E’ così che io e le Dears, un paio di sere fa, ci siamo ritrovate circondate da cani randagi con le facce cattive, in mezzo al nulla, e con una ruota a terra.
SeMiRilasso s’arrabbiava con Dearfriend Porno perché non aveva portato la macchina fotografica per immortalare un simile momento, DearLowe faceva mente locale e cercava di capire dove poter andare per farsi cambiare la ruota, Miamiglioreamica mi chiedeva lamentosa di fare attenzione ai canidi, poverini, e sosteneva che, con la ruota così, potevo continuare a guidare, ché figurarsi se il cerchione si rovinava.
Poco dopo, nel parcheggio di un campo da calcio, cinque giovani donne erano circondate da un posteggiatore abusivo e da una squadra di aitanti aspiranti calciatori che, virili, sistemavano la situazione.
Dentro Vanda, Dearfriend Porno aveva trovato, tra le stazioni della radio, l’ultimo successo di Gigi D’Alessio.

Quando sono rientrata a casa, Vanda rantolava. L’indomani mattina l’ho trascinata dal gommista, il quale ha rimesso in sesto la mia provata e fedele amica, grata per le riparazioni.

Tania, l’automobile di DearLowe, non se la sentiva d’essere da meno. Ieri sera, dopo che le Dears avevano visto l’ultimo di Tarantino al cinema, sono salite sulla piccola e rossa Tania e si sono dirette verso casa (Miamiglioreamica, Dearfriend Porno, DearLowe e SeMiRilasso abitano tutte vicine). Guidava tranquilla, DearLowe, quando s’è resa conto che lei girava lo sterzo verso destra e la macchina sbandava a sinistra. Ha accostato e ha dato un’occhiata: c’era una ruota a terra.

Io ero altrove, e stamattina mi hanno raccontato l’incidente di percorso.

Dev’essere empatia, mi sono detta. Empatia tra automobili.