C’è sempre una prima volta (che non sempre prepara alla seconda volta)

by lacapa

Le prime volte sono le cose che nella vita finiscono più in fretta. E quelle che si ricordano con più intensità.

La prima volta che ho letto un libro si trattava d’un tascabile che davano in omaggio con "Famiglia Cristiana". Non facevo ancora la prima elementare ed imparai a leggere su "Cuore di ciccia", di Susanna Tamaro. La prima volta che ho letto un libro ho creduto che scriverne sarebbe stato il mio mestiere, poi mi hanno regalato una Barbie, io le tagliai i capelli e mi convinsi che, da grande, sarei stata una parrucchiera.

La prima volta che ho ascoltato le parole di una canzone e mi sono commossa era Samuele Bersani che raccontava di un mondo di mostri che chiamano mostro l’unico essere vivente un minimo umano. La prima volta che sono andata ad un concerto era Samuele Bersani che è salito sul palco, ha salutato il pubblico e s’è messo a raccontare di un mondo di mostri che chiamano mostro l’unico essere vivente un minimo umano. Ci ho messo tre secondi per scoppiare a piangere, perché per le stupidaggini piango pure io, che credete?

La prima volta che mi sono ubriacata avevo quattordici anni ed ero alla festa per il diciottesimo compleanno di un amico. Una sbronza allegrissima e divertente. Quella sera ho conosciuto un ragazzo, un diciannovenne affascinante, un po’ calvo e barbuto, con una fidanzata piena di fiducia che non aveva alcuna voglia di seguirlo ovunque andasse, anche perché lui coi suoi amici parlava di politica e a lei non interessava l’argomento. Due giorni dopo, io e quel ragazzo facevamo colazione assieme. Era la prima volta che mi prendevo una cotta per uno più grande di me, per di più fidanzato.

La prima volta che ho preso un aereo ero con le Dears e volavo verso Roma, per una vacanza organizzata in poco più di un giorno, il tempo di prendere i soldi e prenotare i biglietti, che costavano pochissimo ed erano stati una botta di fortuna clamorosa. Ci credevo ancora che sarei andata a studiare nella capitale, il giorno della partenza. Al ritorno, invece, sapevo che non ce l’avrei fatta. Per la prima volta avevo accantonato un piccolo sogno.

La prima volta che ho baciato sulla bocca (proprio bocca) un ragazzo, in realtà, era un bambino. Tredici anni lui, tredici anni io. Era un mio compagno di classe e, il primo giorno di scuola mi aveva scritto un bigliettino dicendomi ch’ero la più bella. Io decisi che lui sarebbe stato mio per i tre anni delle medie a venire. Così fu. Ero un’adolescente determinata e vincente. Mi baciò davanti al bagno dei maschi.
«Adesso dobbiamo cambiare le basi del nostro rapporto», mi disse, mentre io pensavo che quel bacio sulla bocca era stato la cosa più disgustosa del mondo. Forse s’era scordato di lavarsi i denti, quel giorno.
«Credo che la nostra storia non possa proseguire», risposi seria e compunta. Poi me ne pentii. Il giorno dopo gli chiesi di rimetterci insieme ma lui di me non voleva sapere più niente.

La prima volta che mi sono innamorata ho perso tutta la fiducia in me stessa perché per lui ero come le porte trasparenti dei supermercati: ti accorgi che ci sono solo quando ci sbatti contro. Lui non ha mai sbattuto contro la sottoscritta, e la prima volta che mi sono innamorata è stata anche la prima volta che mi sono chiesta se ne valesse davvero la pena.

La prima volta che ne è valsa la pena è stata la prima volta che sono andata a letto con un uomo. Per lui era la prima volta con una ragazza per la quale fosse la prima volta, e tremava. Io ridevo, scherzavamo, poi non parlavamo. C’era musica: a lui Samuele Bersani piaceva un sacco. Ecco cos’era fare l’amore.
Quel giorno si spezzò un braccialetto della fortuna che avevo comprato più di un anno prima. Si dice che quando lo indossi devi esprimere un desiderio e aspettare che il bracciale si rompa casualmente, a quel punto il desiderio s’avvererà. Quando me lo legai al polso m’ero innamorata per la prima volta, e avevo desiderato d’innamorarmi di nuovo.

La prima volta che ho fatto solo sesso ero arrabbiata, ero triste, ero delusa e il desiderio di cui sopra non me l’ero scordato. Per la prima volta, dopo, mi sono sentita uno schifo, mi sono rivestita in fretta e sono scappata. Per la prima volta non avevo una grande opinione di me e per la prima volta mi sentivo in diritto di giocare, senza farmi troppe domande. Quella è stata anche l’ultima volta, finora.

Le prime volte di piacevole hanno il senso della novità, il sottile brivido della scoperta. Le prime volte hanno il sapore dell’incoscienza, sono come un tuffo in buco nero.

Tipo: oggi, per la prima volta, sono rimasta chiusa fuori di casa. Pioveva, non avevo l’ombrello, Sorella era fuori, Fratello da un amico, Madre non so dove e le mie chiavi dalla parte sbagliata della porta. Mi sono chiusa dentro Vanda, osservando il diluvio dal parabrezza e, per la prima volta, non vedevo l’ora che Casa LaCapa si ripopolasse. Una sensazione del tutto nuova, una serie di sostanziosi brividi (di freddo).

Le prime volte sanno essere elettrizzanti. Ma, per fortuna, durano poco e tendono a non ripetersi.