Hai un momento, dio?

by lacapa

E’ capitato, una volta, che io e Dearfriend Porno ci trovassimo in macchina e parlassimo. Eravamo stanche entrambe, stanche di tante di quelle cose che non saremmo neanche state capaci di elencarle tutte. Vanda macinava chilometri e io e Dearfriend Porno ridevamo di noi, sotto un cielo buio e nero, in mezzo a vie senza illuminazione in pieno centro città.

Dearfriend Porno ha abbassato il finestrino, nel freddo di febbraio, ha messo la testa fuori e ha urlato verso le stelle che non c’erano: «Dio? Ci sei, dio?»

Io e lei non siamo proprio credenti, cioè, non lo siamo per nulla.

«Dicono che esisti, dio», ha continuato Dearfriend Porno «quindi, se ci sei, ti pregherei di battere un colpo, come in una seduta spiritica. Dai: uno, due, tre. Batti un colpo!»

Io la guardavo mentre, con gli occhi un po’ lucidi, gridava e rideva, rideva e gridava. Gli stessi occhi ce li avevo io, quella sera, e pure la voglia di strillare finché avessi avuto voce, però lasciavo fare lei, ché in comunicazione è più brava di me e, se vuole, sa farsi ascoltare.

«Vedi, dio, ci sarebbe proprio da chiederti qualcosa, tipo: ma non ti senti un pochino in colpa? Non dico soltanto per le cose brutte che succedono in giro per il mondo, dico per me, visto che c’ho una gran voglia di essere egoista, stasera. Il bello è che uno può chiamarti per giorni, e tu non rispondi, non ti fai sentire, non accenni nemmeno a scuoterti dal tuo torpore. Che t’ho fatto? Dimmelo, cosa ho fatto? In un’altra vita devo essere stata una persona pessima, evidentemente… Dev’essere la legge del contrappasso: nella vita andata mi sono comportata male, in questa mi butti addosso una sfiga cosmica qualunque cosa io faccia.
«Dio, non ti offendere, ma in millemila anni di storia non sei riuscito ad imparare a fare il tuo lavoro. Quel povero Cristo di Gesù s’è impegnato, è sceso qua nel sottoscala e ha fatto un po’ di scena, tipo sangue e crocifissioni. E dopo? Niente. I tempi cambiano, dio. Ce l’hai un numero di cellulare? Un indirizzo e-mail? Un contatto msn? Un profilo su Facebook? Se non hai un profilo su Facebook è sicuro che non esisti, lo dico sul serio.
«Parliamoci chiaramente, dio, se la gente fosse un minimo furba ti avrebbe mandato a quel paese da un bel pezzo, e se io fossi un minimo furba non starei in questa macchina, adesso, in mezzo alla strada. Forse, se fossi un minimo furba, sarei ad ubriacarmi disperatamente. Con una canna in mano.
«Dio, non vorrei sembrarti infantile: sento spesso che le persone ti chiedono qualcosa, tipo di vincere al superenalotto, di finire di pagare il mutuo prima dei centododic’anni e, soprattutto, d’innamorarsi, sposarsi e non divorziare mai. Sono pazze, totalmente pazze. Ma lo sanno che significa innamorarsi, loro? E’ una cosa che fa un male cane, che ti fa perdere non so neanche più quante notti di sonno, che ti fa gli occhi languidi e che ti fa attribuire alla gente diminutivi scemi.
«Dio, un desiderio lo voglio esprimere pure io, neanche tu fossi il genio della lampada: fagli venire, a quel disgraziato che mi sta facendo parlare da sola da mezz’ora, un clamoroso e devastante attacco di dissenteria. E vaffanculo.»