Finché LaCapa va

by lacapa

Madre è entrata in casa, una settimana fa o poco più, e mi ha trovata in pigiama, seduta sul mio letto, impegnatissima in una conversazione telefonica con nonsopiùchi. Erano le 17, o giù di lì. Ha fatto una smorfia a metà tra il disprezzo e il disgusto e ha esordito: «LaCapa, dobbiamo fare qualcosa per la tua faccia».

La mia faccia? Cos’ha che non va, la mia faccia?

Sono rimasta interdetta, con la bocca semiaperta, ho liquidato la conversazione telefonica e mi sono dedicata al delirio materno.

«Ti ho prenotato taglio, piega e colore». Bè, una madre deve fare qualcosa per la propria figlia, ogni tanto.

Ho deglutito. Io, dal parrucchiere. Io, che i miei capelli sono fiori di zucca indomabili. Io, che non me ne potrebbe importare di meno di cos’ho al posto della testa.

Superato lo sbigottimento iniziale, ho cominciato a vedere i lati positivi di un cambiamento radicale, di un rinnovamento totale.

Dicono che le donne siano solite dare una spuntatina ai capelli quando chiudono una relazione e hanno voglia di guardarsi allo specchio e vedersi diverse, rinate, nuovamente desiderabili. Io non ho chiuso nessuna relazione vera, di recente. Ho solo rimesso apparentemente ordine dove il caos ha regnato sovrano per mesi. Metterci di mezzo il mio cranio, per così poco, era davvero eccessivo.
Ma Madre aveva prenotato…

La capa de LaCapa (cit.) bionda. Passare dal somigliare a Maradona all’essere la nuova Marilyn. Sì, mi sarei fatta bionda.

Le Dears ed altri loschi figuri incrociati durante le mie riflessioni sul colore dei capelli hanno tentato di farmi desistere dal mio ossigenato proposito.
Bionda? Ma le bionde sono stupide. Poi non hai la carnagione da bionda. E vuoi mettere la ricrescita? Saresti ridicola.

Con "Le intermittenze della morte" di Saramago nella borsa, sono andata dal parrucchiere, anzi dal mio nuovo hair stylist, ché se lo si chiama parrucchiere ormai si offende.

Il mio nuovo Hair Stylist è un po’ in carne, biondo tinto, col caschetto tipo Beatles e la parlata alla Cristiano Malgioglio.

Hair Stylist: «Gioia, che ti serve?»
LaCapa: «Voglio farmi bionda!»

S’è messo una mano sulla bocca, incredulo.

Hair Stylist: «No! No! No! Tesoro, se ti faccio bionda ti rovino».

A quel punto, finalmente, ha ridotto la distanza fisica che ci separava, m’è venuto incontro, m’ha messo una mano tra i capelli (inorridendo: «Oddio, ma questo è un nido di vespe!») e ha messo in atto tutte le sue armi di persuasione.

Hair Stylist: «Sono ricci bellissimi, così nutriti, così tondi, così spontanei. Non posso farteli biondi! Mentre pensi se darmi ragione, vuoi che ti porti un caffé, un bicchiere d’acqua, una barretta di cioccolato, un thé freddo? Comunque, ora ti porto il catalogo dei rossi, così scegli quello che vuoi».

Vista la sua insistenza, vista la mia totale assenza di coraggio, e visto che bionda non mi ci vedevo per niente, mi sono accomodata su una poltrona di pelle fuxia e ho analizzato il catalogo dei rossi.
Hair Stylist, dopo un paio di minuti, è venuto a sedersi al mio fianco.

Hair Stylist: «Ti piace questo?», indicandomi una ciocca di finti capelli tinta come una melanzana.
LaCapa: «Non sarebbe meglio qualcosa di più sobrio e più rosso?»
Hair Stylist: «Allora, hai detto che va bene il color melanzana?»
LaCapa: «Vedi, io non sono proprio convinta. Cioè, è un bel colore…»
Hair Stylist: «Perfetto, proprio come credevo! Vado subito a preparare tutto».

Le mie possibilità di scelta, capirete, sono state totalmente annullate. Davanti ad uno specchio, osservavo il mio Hair Stylist (che canticchiava la nuova canzone di Giusy Ferreri) scolpire in aria i miei capelli, acconciandoli in maniera da farmi somigliare, di quando in quando, alla brutta copia di Helena Bonham Carter in "Sweeney Todd". E ridevo.

Dopo più di due ore, Hair Stylist aveva fatto di me una donna nuova, con la testa color melanzana, i capelli lisci e lo stesso taglio di Sophie Marceau ne "Il tempo delle mele". Un amore, tanto che Fratello non s’è sentito di commentare, per non farmi troppo male, e Sorella s’è accodata, ché ci sono momenti in cui bisogna saper stare in silenzio.

Padre, uomo attento, non s’è accorto di niente.

Madre, però, non poteva astenersi da una qualsiasi osservazione. L’ha fatta nascere e crescere in questi giorni, fino ad esternarla non appena fosse matura.

A cena, stasera, mentre in tv sfilavano le Miss aspiranti al titolo di più bella d’Italia, Madre ha avuto l’illuminazione: «Ecco a chi mi somigli: a Orietta Berti