Cinque splendide trentenni

by lacapa

Quando siamo sotto casa mia, io e Dearfriend Ballerina discutiamo, e facciamo voli pindarici che neanche Icaro.
Tipo: machicel’hapiùgrosso-domaniportalamacchinafotografica-puttanadieva’stacazzodiautoradiononfunziona.

Tra gli altri argomenti, un evergreen è il futuro. Abbiamo vent’anni, una vita davanti e decine di sogni che prendono polvere in fondo ai cassetti.

«Non sarebbe bello, LaCapa, se avessimo un televisore che ci mostrasse appena un istante della nostra vita tra dieci anni?»

Sì, sarebbe bello. Ma ci toglierebbe gran parte del divertimento e di quel senso di sospensione che ci lascia in bilico, col groppo alla gola e lo sguardo smarrito.

Come saremo tra dieci anni?

Dearfriend Ballerina abiterà a Milano, ancora. Sarà una donna in carriera, sempre di fretta, in tacchi a spillo e tailleur. Lavorerà in uno studio di design e progetterà grandi alberghi, sale conferenze, interni di barche di lusso. Siederà dietro una scrivania di mogano e sarà impeccabile. Capelli lisci, scuri, sempre in ordine, calze mai smagliate e palmare ultramoderno. Arriverà in ufficio con la bicicletta, in tuta, e si cambierà d’abito appena arrivata a destinazione, cinque minuti prima di tutti i suoi colleghi. L’apparenza è importante, ma l’essere, nel profondo, non cambia mai.
Dearfriend Ballerina ci riuscirà, a lavorare nell’ambiente che sogna. Avrà fatto dei compromessi, avrà sudato mille camicie però sarà soddisfatta e, dopo le dieci ore quotidiane di progetti, telefonate e disegni, chiamerà Dearfriend Porno, per un aperitivo al Thirty (che ora si chiama Twenty, ma tra diec’anni…).

Dearfriend Porno sarà tornata da poco da un quinquennio in Spagna, dove avrà lavorato nel mondo dello spettacolo, dietro le quinte. Cinema e teatro, soprattutto. Si occuperà di grandiosi allestimenti, organizzerà le prime delle pellicole più importanti e dei balletti con le etoile più acclamate. Conoscerà sempre la gente giusta e avrà la rubrica zeppa di numeri di telefono. Jeans e t-shirt, capelli biondi e abbronzatura trecentosessantacinque giorni l’anno. In vacanza, niente Rimini o Riccione, né Sardegna bella ed elitaria: tornerà a Catania, lei, perché il suo mestiere le piacerà ma non si potrà dire altrettanto della gente che dovrà frequentare. E avrà un uomo bellissimo, pieno di talento ed intelligente, ne sono certa.

Miamiglioreamica la si vedrà poco, in giro. Finita l’università, avrà lasciato tutto e sarà partita col WWF, in una nave pronta a fare il giro del mondo. Per qualche anno, non studierà che alghe e meduse, poi cederà al fascino di delfini, squali e balene. Sarà una di quelle biologhe che si sdraiano sui ghiacciai per protestare contro la mattanza delle foche, per intenderci. Sorriderà alle telecamere, un po’ civettuola, e affermerà, con aria di sfida: «Fa freddino, vero?». Lei si sarà sposata, con un uomo devoto che l’aspetta, paziente, a casa.
Tornerà in città, di tanto in tanto. Farà la cameriera o la commessa, giusto per campare, in attesa di salpare di nuovo. Sarà diventata vegetariana, nel frattempo, lei che pranza un giorno sì e l’altro pure da Mc Donald’s.
«L’Alaska è noioso», ci scriverà in qualche e-mail.

DearLowe sarà chiusa, per il 70% del suo tempo, in una casa editrice. La vita l’avrà portata alla deriva e, tra un’occasione persa ed un’altra colta al volo, lei si sarà trovata con gli occhiali sul naso a leggere bozze e creare best-seller. Sarà quella che valuta i manoscritti, per una piccola ma prestigiosa società fiorentina. Le arriveranno storie di tutti i tipi e, col suo piglio pignolo e sarcastico, deciderà chi cestinare e chi innalzare agli allori della buona letteratura. Tratterà con scrittori e manager, vivrà nel backstage, però -quei giornalisti infami non lo diranno mai- quell’arrogantone che ha vinto il premio Strega l’avrà scoperto lei e il romanzo tanto osannato dalla critica per il suo finale a sorpresa-troppo-sorpresa, nella prima versione, si chiudeva con "e vissero tutti felici e contenti".

Io. Bè, io non avrò mollato. Mi sarò laureata un anno dopo DearLowe e, dando ascolto al consigliobattuta di un prof, avrò scritto un romanzo al posto di una tesi. Tanti complimenti e un 109 sudato, ma neanche troppo.
Avrò provato a pubblicare qualcosa e non ci sarò riuscita, finché DearLowe, amica sincera, mi avrà spiegato che scrivo bene, ma non quello che alla gente piace leggere.
Terrò una rubrica di commento all’attualità politica su un quotidiano nazionale, però figuratevi se qualcuno mi prenderà mai sul serio! Sarò sempre la stessa inguaribile ottimista, quella che anche se il gioco non vale la candela perché non tentare?
Lavorerò a Catania, facendo la spola tra la mia città, Roma e, perché no?, la Firenze di DearLowe, cercando di capire cos’è che alla gente piace leggere.

Ogni tanto, impegni permettendo, io, Dearfriend Ballerina, Miamiglioreamica, Dearfriend Porno e DearLowe ci vedremo da qualche parte, per una birra, una sigaretta e quattro chiacchiere nella reciproca compagnia.

Saremo amiche, abitudinarie, legate e sempre più diverse.
Ah, dimenticavo: saremo cinque splendide trentenni.