Stella, stellina: la notte s’avvicina (a proposito di costellazioni -tutte intere- che cadono)

by lacapa

[Sottotitolo da cartoni animati Disney: tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente, e il sogno realtà diverrà…]

Per quanto io possa capire, la genitrice di Miamiglioreamica non mi sopporta. E non ha nemmeno torto: sono anni e anni che si sorbisce le mie telefonate ad orari improponibili, le mie visite inaspettate, i pranzi e le cene che scrocco senza dignità.

Io e Miamiglioreamica, fino a poco tempo fa, ci chiudevamo nella sua mansarda per ore, mangiando patatine e bevendo chinotto mentre ci raccontavamo stupidaggini, sogni e segreti.
Non siamo di quelle che si chiamano tutti i giorni, che si vedono costantemente e che si tengono perennemente aggiornate sulle vite l’una dell’altra. A dirla tutta, non ci salutiamo neanche e siamo capaci di non parlarci per settimane, però lei c’è e c’è sempre stata.

Miamiglioreamica non fuma, beve solo quando è tesa, ha un caratteraccio, ma è buona come il pane. Arrossisce quando si sconfina in discussioni piccanti e non dice parolacce, figurarsi le bestemmie.

Io, per sua madre (attenta alla forma come quasi tutte le madri), potrei essere l’Anticristo.

Però abbiamo un rapporto cordiale, mi fa piacere parlarle e lo sa anche lei il bene che voglio a sua figlia.

Un paio di giorni fa, esattamente all’ora di pranzo, ho telefonato a Casa Miamiglioreamica.

«LaCapa, mi dispiace, lei non c’è…», ha detto la signoramamma di Miamiglioreamica, lasciando quei puntini di sospensione ad indicare che voleva che la conversazione continuasse.

«Che ne pensi di Teramo?», m’ha chiesto un microsecondo dopo.

Anche se non fossi d’accordo con lei (e non è questo il caso), io a Miamiglioreamica la spalleggerei comunque.

«E’ bello che Miamiglioreamica abbia la forza che ha nell’inseguire il suo sogno!», ho risposto.

A quel punto, la signoramamma di Miamiglioreamica s’è trasformata in un fiume in piena.

Sogni? Quali sogni?! Testardaggine, ecco cosa. Ci vuole concretezza, a vent’anni, bisogna pensare alla pagnotta da portare a casa nel prossimo futuro. E poi, come lasciar fuggire via una figlia? Non sapere che fa, con chi è, se sta bene. Non poterla raggiungere se ha un problema, non poterle evitare difficoltà e delusioni.
Inoltre, cos’è una madre senza una figlia? Non è forse lecito volerla al proprio fianco, non nei secoli dei secoli ma quasi?
Sì, Dearfriend Ballerina è a Milano. Ma sono scelte operate da altre famiglie, sicuramente non condivisibili.

«Non dimenticare, LaCapa, che tu sei l’esempio perfetto, per mia figlia. Avevi dei sogni, ricordi? Delle aspirazioni… E le hai messe da parte, sei rimasta qui, rinunciando alle tue prospettive!», ha concluso. Stoccata finale. Ferita che sanguina ancora.

Eh no, signoramamma di Miamiglioreamica, questo non poteva dirlo.

Io non ho rinunciato a niente, ho soltanto perso un treno, a diciott’anni.

Ai sogni non si voltano le spalle, perché poi tornano a bussare. Il mio sogno m’insegue tutti i giorni, si affaccia alla mia finestra quando studio per esami che, altrove, non avrei mai dovuto dare, quando mi tappo da sola le ali perché in questo cielo, quello che m’è rimasto sulla testa, non c’è abbastanza spazio anche per me.

Signoramamma di Miamiglioreamica, ma lei lo sa quanto ho pianto? Lei ha idea di cosa abbia significato uscire da quell’università bellissima, lì a Roma, e sapere che non ci avrei mai messo piede da studentessa? Lei riesce ad immaginare cosa ho provato io iscrivendomi alla facoltà sulla quale ho ripiegato? E’ stata un’ammissione di fallimento, una resa forzata e senza bottino.
Volevo altro per me. E lo voglio ancora.

Le prospettive sono cambiate (in questo le do ragione in parte): desideravo non rivedere Catania neanche in cartolina, e poi Step1 mi ha dimostrato che sbagliavo, mi ha fatto capire che restare, per migliorare quello che c’è e dare una mano a creare quello che ancora non c’è, è un bel proposito. Più coraggioso di una fuga.

No, signoramamma di Miamiglioreamica, non intendo essere un esempio che lei usa per dimostrare a sua figlia di non avere torto. Io non ho rinunciato a niente, ho soltanto rimandato la realizzazione di un proposito che non mi toglierò dalla testa tanto facilmente.

Miamiglioreamica se non molla non è per testardaggine, è per passione. E quella non si spegne da un giorno all’altro, brucia dentro e scotta più del sole preso alle 14 senza protezione.

Così, se non ce l’accompagna lei a fare quei test, io prendo il suo posto.

Il sorriso di Miamiglioreamica che, nervosa, corre incontro ad un pezzo del suo sogno non voglio proprio perdermelo.