“Alla salute!”

by lacapa

In estate, è bello girare per casa coi piedi scalzi, le mutande in bella mostra, idem il reggiseno.

Casa LaCapa, però, non permette un lusso del genere che in rare occasioni, perché Padre non ama vedere le sue figlie seminude, Fratello è un adolescente in piena tempesta ormonale e Madre e Sorella sono timide donnine.

Ad ogni modo, capita che CasaLaCapa sia vuota, eccezion fatta per me e Cane. In quelle occasioni, la mia femminilità esplode: musica a tutto volume, cibo spazzatura, birra stappata coi denti e Play Station. In mezzo a questo ben di dio, il mio abbigliamento si adatta alla situazione, sicché mi approprio dei boxer larghi di Fratello (adoro i boxer larghi, perdonatemi) e di quelle canottiere strette strette e piccole piccole, che coprono le tette a stento e che, per sbracarsi sul divano come Homer Simpson, sono comodissime.

Io che, per ammissione perfino di Batteristalcolizzato, non sono poi tanto femmina, dimentico che esiste una cosa chiamata "pudore" e che causa l’imbarazzo in quelle esponenti del gentil sesso che non riescono nemmeno ad immaginare di poter ruttare in pubblico (nota: io non so ruttare, ma se sapessi farlo mi metterei a fare le gare con i camionisti).

Oggi sono tornata a casa prima del solito. Cane scodinzolava, davanti alla porta, e nelle stanze c’era il buio.

«Ommioddio, sono sola».

Ci ho messo un nanosecondo per lanciare sul letto di Sorella le scarpe da tennis e spogliarmi di tutti i miei abiti universitari per indossare quelli di cui sopra. Ho aperto il frigo e ne ho tirato fuori una birra ghiacciata.
Cane mi osservava, continuando a scodinzolare.

Insomma, seminuda e con una Heineken in mano, sono andata ad alzare la serranda della finestra della mia camera.
Abito al piano terra e nel palazzo di fronte al mio, sempre al piano terra, si sono trasferiti da qualche mese alcuni studenti.

Non avevo pensato che col caldo potessero stare a fumare sul balcone, non avevo considerato che fosse pieno pomeriggio.

Finisco di alzare la serranda, graziosa come una delle Tartarughe Ninja, e li vedo lì, muti, con gli occhi sgranati e quattro ghigni scemi stampati sulla faccia.

Non solo sono poco femmina, ma sono pure un po’ tonta. Così, incerta sul da farsi, ho sorriso, alzato la bottiglia di birra ed esclamato, allegra: «Alla salute!»

Chissà cosa avranno pensato…