L’isteria della venerenera

by lacapa

Parliamoci chiaramente: io non sono Naomi Campbell.
Non sono una stangona stra-bella, stra-ricca, stra-magra, stra-figa.

Io sono una modestissima LaCapa coi fiori di zucca al posto dei capelli, le gambe depilate tre mesi l’anno, gli incisivi un po’ storti e le occhiaie a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Indosso pigiamoni larghi da donna incinta e non ho idea di cosa sia la manicure. Qualora questo non bastasse, aggiungo che fumo, che ho una voce fastidiosa, che sono fisiologicamente incapace di accostare i vestiti in maniera da non sembrare un pagliaccio depresso in pensione, che se sudo un po’ le ascelle mi puzzano neanche fossi un giocatore di rugby dopo quindici partite consecutive.

Parliamoci chiaramente: io sono l’antidonna.

Avendo la femminilità di un piede di porco, non corro il rischio di essere attraente.

Eppure, qualche essere insano di mente, ha il coraggio di provarci con me.
A costoro direi volentieri che farebbero bene a farsi controllare la vista, ma metti che poi devono mettersi gli occhiali, io sono condannata alla singletudine a vita e non è una prospettiva che, al momento, mi pare felice.

Batteristalcolizzato.

Con Batteristalcolizzato ci sono le premesse affinché si crei un nuovo "caso-MisterCameriere 2008".
Lui ha i capelli ricci come i miei, è del mio stesso segno zodiacale, più grande di me di un paio d’anni e camperebbe volentieri di musica. Scrive, pure.
Frequentavamo lo stesso liceo, ma non ci siamo mai nemmeno guardati, a scuola.
Quando è cominciata l’Università, l’ho visto spesso con Fratello di Dearfriend Porno o col Fidanzato di AmicaBionda, e così -scherzando- ci siamo presentati.

Quasi quattro mesi fa, io e Batteristalcolizzato ci siamo visti in Facoltà e abbiamo scambiato quattro chiacchiere davanti ad un caffè.
Amichevolmente, figuratevi.
Galeotto fu il compleanno di DearLowe, all’Ostello.
Io ero ubriaca e lui non era sobrio.
La mia macchina, al ritorno, l’ha dovuta guidare Miamiglioreamica, però io mi ricordo tutto.
Mi ricordo che camminare in linea retta era un’acrobazia da equilibristi, e che non capivo come potesse baciarmi, con l’alito che mi ritrovavo.

Da quella sera all’Ostello ad oggi sono passati due mesi e mezzo.

In questo frangente mediamente lungo (per me lo è) le cose sono rimaste assestate sulla linea del "quando capita capita e facciamo qualcosa per farlo capitare ma se non capita non è capitato e amen".

Lo intravedete? E’ la, sullo sfondo… Batteristalcolizzato come MisterCameriere2008.

Parlano poco entrambi, e raramente fanno il primo passo. Giocano, e non si capisce se sono interessati per davvero o per passatempo, oppure se l’interesse è frutto dell’immaginazione dell’ingenua LaCapa.
Sorridono da lontano, o fanno le smorfie, ti danno un buffetto sulla guancia neanche fossi una piccola idiota e ti spettinano i capelli. Ti si siedono accanto, ci si fuma una sigaretta in compagnia e si parlotta, del più e del meno.
Poi tu pagheresti per una mano intorno alle spalle, per un gesto affettuoso o un mini-complimento, ma anche se firmassi un assegno circolare non saresti granché presa in considerazione.
Per non parlare, inoltre, del "mutismo da gruppo": io, lui, amici miei e amici suoi.

Lui tace, la plastica del silenzio.

Parliamoci chiaramente: io non sono Naomi Campbell.

Ma il prossimo taciturno ubriacone che mi attraversa la strada lo metto sotto con Vanda, neanche fossi la venerenera in preda ad un attacco acuto d’isteria.