Terrone a Milano

by lacapa

Nelle case normali ci si divide il lavoro: io cucino, tu lavi i piatti, egli pulisce la cucina, noi passiamo la scopa, voi spolverate, essi mettono ordine.
Nelle case normali ci si ritaglia il tempo per stare da soli, senza che nessuno disturbi o invada spazi.

Le case normali sanno di famiglia, abitudine e calma. Hanno il sapore delle cose che ti mancano, ma neanche troppo, di quelle cose che ami, ma dalle quali -prima o poi- vuoi proprio scappare.

Le case normali, però, sono anche altro. Sono un tavolo, cinque sedie, quattro sigarette e quattro tazze di caffè. Sono chiacchiere divertite e divertenti, mentre qualcuno taglia il formaggio, altri mettono il soffritto in padella e, altri ancora, stanno seduti per terra, con un computer portatile ad osservare la scena per raccontarla.

Casa di Dearfriend Ballerina, qui nella uggiosa Milano, è una casa normale.

Dearfriend Porno fa la raccolta differenziata, DearLowe piange, ché le cipolle fanno quest’effetto a tutti, e Miamiglioreamica apparecchia la tavola.

Io, tra una foto e l’altra, dopo aver fatto il mio dovere trascinando la spesa attraverso Piazza Grandi, le guardo e penso che, in fondo, non potevo sperare in niente di meglio.
E mi va bene tutto: i piccioni con una pappagorgia gigantesca, lo scarafaggio ucciso in camera da letto, il cielo grigio grigio, i viali silenziosi e il traffico ordinato.
Mi va bene l’asilo che sembra un convento, gli sguardi arrabbiati dei passanti distratti da noi che cantiamo Battisti sotto una pioggerellina fitta, senza ombrello, con le maniche corte e gli zaini in spalla.

Mi è andato bene anche il vicino di sedile in aereo, che mi osservava con disprezzo distogliendo l’attenzione, di tanto in tanto, dalla sua settimana enigmistica.
Il VicinoDiSedile, tra i denti, ha mugugnato: "Terrona…"

Grazie, gli ho risposto.