Se sopravvivo a questa, sopravvivo a tutto

by lacapa

La prossima settimana, se mi dovesse riuscire come voglio, sarà meravigliosa.
Sarà una di quelle settimane che resteresti a bocca aperta a contemplarle, perché troppe cose belle in poco tempo ti lasciano come Mormy, di "Castelli di Rabbia", ad osservare con stupore il mondo che scorre accanto.
Ora, lo so che sto esagerando.
Lo so che quando vi dirò cosa spero di riuscire a fare la prossima settimana voi mi prenderete per un’emerita idiota e mi inviterete ad andare a lavorare, ma che ci volete fare?
Ho riempito di ogni cosa possibile le mie giornate, non mi sono lasciata neanche il tempo per respirare. E adesso ci ho preso gusto, ho bisogno di essere iperattiva.

Ieri ho prenotato il volo per Milano, ché raggiungo Dearfriend Ballerina prima di sentirne troppo la mancanza: parto il 15 e torno il 18 Maggio. Visto che non ho un centesimo, morirò di sete e di fame, ma non è importante. Saremo le Dears e una capanna in affitto a Milano centro.

Il 7 Maggio intervisto i Modena City Ramblers. No, giusto per dire. Lunedì devo richiamare l’addetto stampa che organizza la manifestazione alla quale suoneranno, ma è orientativamente una cosa certa.
Non so se avete ben chiaro: i Modena City Ramblers.

Io non sono la cultura musicale fatta donna, questo c’è da dirlo. Ma i Modena sono i Modena, e "Ninnananna" mi commuove sempre un pochino, così come "Ebano" e -ovviamente- "I cento passi". Lo so che sono banale, e che ci sono millemila ragioni per essere felici di poter intervistare i Modena, è che a me, al momento, vengono in mente solo quelle note là…

[Maledetti scompensi ormonali primaverili: mi vengono gli occhi lucidi ogni tre per due.]

Quando torno a casa, dopo il concerto dei Modena [suona anche il gruppo di una persona di cui vi ho parlato per sommi capi, accennando a certe alcoliche effusioni], mi preparo psicologicamente all’indomani.
Sì, l’indomani c’è Stefano Benni a Catania. L’8 Maggio. Non me lo perderei nemmeno se mi pagassero per non andare, nemmeno se m’implorassero di rimanere a casa.
Stefano Benni, quello di "Elianto", "Baol" e "La compagnia dei celestini", per citarne alcuni.
C’ho le dita incrociate, ché spero di poter intervistare pure lui. A quel punto, sarei da raccogliere con il cucchiaino, perché mi tremerebbero le gambe al solo pensiero che quello scrittore là è un genio assoluto e che se io riuscissi a scrivere anche venti volte meno bene di come scrive lui mi sentirei una scrittrice fatta e finita. E dopo questa frase che è una specie di orrore grammaticale, posso risparmiarmela l’intervista a Benni, giusto per non fare una figuraccia epica.

Il 9 Maggio E’solounamico mi ha riservato un posto in macchina. "Dobbiamo andare a Cinisi", mi ha detto. Sì, dobbiamo andare a Cinisi. E’ l’anniversario della morte di Peppino Impastato e sono tre anni che ci promettiamo che saremmo andati là, con un piccolo fiore di campo appuntato sul petto, perché uomini così meritano di essere ricordati e rispettati. E quando se ne vanno piange la terra e piange il cuore, per citare una sua poesia.
Ad ogni modo, il 9 Maggio darò buca ad E’solounamico: tralasciando che dovrei mettermi a lavorare per l’articolo sulla serata di Benni, credo che non avrei le energie per fare nulla. E credo anche che non posso saltare altre giornate di studio, ché temo seriamente di non concludere niente con l’Università e comincio ad aver paura di farmi prendere dallo sconforto e di farmi vincere da quella voglia che, sempre più spesso, mi farebbe mandare a quel paese tutto, ché tanto che senso ha continuare?
Ma poi penso che ho Step1 -che adoro- e che un pezzo di carta in più mi potrebbe sempre servire. Mettete che decidono di razionalizzare le vendite di soffice Scottex a quattro veli…

Il giorno dopo il 9 Maggio è il 10 Maggio. Il 10 Maggio è domenica. Il 10 Maggio, a Marsala, si terrà la giornata conclusiva del 1° Festival del Giornalismo d’Inchiesta, e parleranno persone come Pino Corrias, Peter Gomez e Marco Travaglio, senza contare David Lane, del "The Economist", Roberto Morrione di "Libera Informazione" e Andrea Cairola, che per l’Unesco si occupava di controllare lo stato della libertà di stampa nel mondo.
C’ho la bava alla bocca tipo Homer Simpson.

Se non muoio di crepacuore entro il prossimo week-end, chi m’ammazza più?