Terminal partenze

by lacapa

Quando Dearfriend Ballerina riparte è sempre un po’ brutto.
Sì, perché si sta per dieci giorni tutti assieme felici e contenti, ma poi la si deve salutare. Bisogna correre all’aeroporto, in ritardo, sperando che non la lascino a terra, abbracciarsi davanti al check-in e salutarla con la manina mentre passa sotto al metal detector.

Se piove, poi, è anche peggio. Perché la città è così malinconica, e noi questa malinconia non ce la meritiamo mica.

Noi Dears, che quando ci guardiamo ci rendiamo conto di quanto sia speciale la nostra amicizia. Ce lo siamo sentite dire spesso, perché chi ci osserva da fuori si domanda come sia possibile che siamo così legate.

E Dearfriend Ballerina, ogni volta prende quel maledettissimo aereo, ce lo ricorda, e non lo fa apposta.

Sì, perché prima che torni -ormai è un rito- mi telefona domandandomi quanto ci troverà diverse, quanto saremo cambiate ai suoi occhi, quanto il nostro rapporto sarà più freddo, o più caldo, o più distaccato.
Io la conforto -ché lei scoppia a piangere- e le assicuro che siamo sempre uguali, che l’accoglieremo a braccia aperte, come facciamo ogni volta e come continueremo a fare finché lei partirà e tornerà.

Se Dearfriend Ballerina è a Catania, non ci sono esami che tengano, non c’è studio che non si possa rimandare, non ci sono ragazzi a cui non si possa negare un’uscita, non ci sono genitori che possano impedire di andare a fare un giro, anche se sono già le undici e mezza di sera e chi esce più a quell’ora?
Se Dearfriend Ballerina è a Catania, c’è da mostrarle l’Università, casa dei colleghi, spiegarle l’origine dei soprannomi e presentarla a destra e a manca.

Se Dearfriend Ballerina è a Catania, Madre dà il meglio di sè ai fornelli perché sa che, da un momento all’altro, potrebbe dover aggiungere un posto a tavola.

E’ tutto così strano: aspettare la scadenza, intendo. E fare come se non dovesse arrivare mai, quella scadenza. Eppure c’è.
Dearfriend Ballerina passa con noi un terzo dell’anno. Quattro mesi su dodici, in cui sono bandite allusioni ad attività future varie ed eventuali.

Però lei, lassù, nella gelida Milano, è contenta. C’è una persona speciale che la sveglia ogni mattina con un bacio (immagine romantica e, magari, non proprio realistica, ma mi va bene così), ci sono tante possibilità e degli studi che le piacciono, c’è il desiderio di partire e il poterlo fare quando vuole, senza dover dare spiegazioni e giustificazioni.

Dearfriend Ballerina pensa al suo futuro, ad andare all’estero per fare la gavetta, a cercare lavoro perché è ciò che conta e a tante altre cose che io vedo lontane lontane lontane.

Adesso è lontana pure lei, un’altra volta. E che mi manchi già penso sia normale.