Donnina di casa

by lacapa

Sono diventata una perfetta donna di casa.

Madre, con l’età che avanza e gli acciacchi che si moltiplicano, sta passando un periodaccio. Nell’ultima settimana è stata spesso ospitata all’ospedale, in una suite extra-lusso, s’intende.
Insomma, mi sono trovata, forzatamente, investita d’un ruolo che non m’è mai stato proprio.

Io non cucino.
Io non faccio la spesa.
Io non stiro.
Io non faccio la lavatrice.

Io lavo i piatti.
Io spolvero.
Io passo l’aspirapolvere.
Io preparo da mangiare a Cane.

Le mie attività casalinghe, come vedete, sono sempre state estremamente ridotte. Non perché mi rifiutassi di fare il resto, ma semplicemente perché Madre faceva tutto da sola, quasi pretendendo che nessuno le desse una mano.

Vederla come negli ultimi giorni, a letto, zoppicante, poco attiva, ha fatto scattare la molla della figlia-perfetta nella sottoscritta.

Cucino e lavo i piatti, faccio la spesa e studio ricette. La lavatrice e il ferro da stiro, però, sono ancora mondi a me ignoti.
Ieri, presa dal delirio di onnipotenza, ho passato la giornata intera a studiare, salvo poi pensare, alle 22, che forse era il caso di mettermi a lavare il bagno. E ho lavato il bagno.
Signore e signori, ho lavato il bagno.

Madre non crede ai suoi occhi, Padre pensa che io abbia combinato qualche guaio che sono riuscita a tenere nascosto finora e che, quindi, io voglia farmi perdonare in anticipo. Fratello e Sorella approfittano della cosa, sostenendo che, dal momento che da quando è cominciata l’Università a casa ci sto poco, sto semplicemente riconquistando il ruolo di figlia, perso a causa delle assenze ingiustificate [come a scuola].

Dovreste vedermi, quanto sono carina!

Grembiulino bianco, tuta grigia, guanti gialli di plastica: scrosto pentole e padelle, su cui ho preparato manicaretti degni de "La prova del cuoco".

In sostanza, mi prendo un po’ cura di Madre. Mi prendo cura di chi s’è presa cura di me, e continua a farlo.
Ci rifletto da un paio di giorni, su questo discorso del prendersi cura di qualcuno, e ho concluso che non c’è niente di più bello.