Voglio lamentarmi, piangere e darti contro, hai capito? Ma mi sa che aspetto lunedì.

by lacapa

[Il titolo del post l’ho rubato al messaggio di SuperMarioLegale, un certo biondo che studia giurisprudenza e che sostiene che la felicità sia fatta di quei funghetti di SuperMario, quelli che li mangi e sei subito 1Up. Mi ha detto "siamo in sintonia", ma io non ho capito di che parlasse.]

Il post subito prima di questo ho deciso che non lo cancello. Perché, a parte una cosa su Originale, ho sempre lasciato tutto, ché mi capita di rileggermi ed è una cosa che mi piace fare, e non voglio auto-mutilarmi.

No, non sono arrabbiata, non ancora.

Sono confusa, per via di quella strana attesa che mi lascia così, in bilico.

I consigli, le opinioni, i commenti ricevuti in questi giorni non li conto nemmeno più, e li lascio scorrere.

La verità è che, adesso, sto vivendo io. La verità è che ciò che è passato l’ho vissuto io.

E si va avanti a probabilità.

Quante probabilità ci sono che torni? Il 70% degli intervistati ha risposto "poche"; il 20% ha risposto "nessuna"; il 5% ha risposto "metà e metà"; l’ultimo 5% ha risposto "non ne ho idea, ma non sperarci".

Miamiglioreamica ha dichiarato: «Senti, secondo me, torna. Al centopercento. E sai perché lo dico? Perché non ci crede nessuno, e se magari accadesse sarei l’unica a poterti dire "te l’avevo detto". E’ un privilegio al quale non voglio rischiare di rinunciare.»

Al Parolaio tempo non ne ho concesso. Formalmente gli ho detto di prendersi quello che vuole, ma se anche gli avessi posto davanti un muro, se lo sarebbe preso comunque. E sarebbe stato peggio.
Così ieri non l’ho sentito, oggi nemmeno, e domani non lo sentirò.

Avete presenti quelle scene dei film in cui i pensieri del protagonista si accavallano, più voci e più visi si alternano nella sua testa e lui, il protagonista intendo, non capisce più nulla? Generalmente, le scene si concludono con un violento urlo.

«Chi ti assicura che lui, in questo frangente, non veda lei? In fondo, la pausa se l’è presa da te, mica da lei. Lei può chiamarlo, tu no. Lei può andare sotto casa sua quando vuole, tu no. Lui ha chiesto a te di sparire, non a lei. Adesso lei può recuperare, e tu devi starne fuori. Non puoi fare altrimenti. In questi mesi è stato il contrario, cioè lei perdeva terreno e tu ne guadagnavi. Una alla volta, senza spingere, in fila. Prendete il numeretto, come dal macellaio.»

Oppure.

«E se, invece, volesse solo verificare le reazioni di entrambe? Se volesse solo vedere chi lo cerca e come? Magari vuole che tu ti faccia sentire, che gli dimostri qualcosa. Sì, lo so che l’hai già fatto ma puoi insistere, puoi provare. No, aspetta, non farlo. Certo, in questo periodo di pausa si allontanerà, la cosa si raffredderà. Piano piano, si dimenticherà, lui si dimenticherà. Forse ha già cominciato a scordare.»

Se gridassi, lo farei troppo forte.

Miamiglioreamica: «Sai che c’è? Che devi fare solo quello che ti senti.»

Il Parolaio mi ha chiesto spazio, e io non lo voglio soffocare.

Per questo ieri, durante quella notte che non voleva finire mai, non l’ho chiamato.
Per questo oggi, tornando all’Università dopo un pranzo fuori con DearLowe, l’ho incrociato per strada, in macchina [tornava a casa dal lavoro, vista l’ora], ed ero contenta che lui non mi abbia vista.
Per questo ho rinunciato all’idea di chiedergli di passare questo week-end assieme, di andare non-so-dove, visto che ad inizio settimana non lavora.

Per questo non scriverò più nulla che lo riguardi, visto che lui da qua ci passa e non voglio che, giorno dopo giorno, sappia quello che provo.