La luna sorrideva

by lacapa

Oggi non mi è concesso il buio.

Ero in macchina, poco fa, e mi sono ritrovata a fissare la luna, grande, tonda e bianca davanti a me, resa opaca dalla pioggia. Il parabrezza gocciolava, e ogni goccia scivolava lenta e pesante.

La luna mi guardava, e mi diceva, sorridendo, che stanotte non mi è concesso il buio. Non mi è concesso il silenzio, non mi è concessa la stanchezza.

Quando io e il Parolaio abbiamo cominciato la nostra non-storia, non mi ricordo la faccia della luna, però mi ricordo che nemmeno quella sera il buio stava dalla mia parte, ricordo che c’era troppa più luce di quanta ne volessi.

Quando io e il Parolaio abbiamo cominciato la nostra non-storia, lui stava con un’altra. E non era facile. Credevo che fosse comoda la sua situazione, e ci ho messo un po’ per capire che non lo era, che gli pesava. Ma poi me ne sono resa conto e ho capito che non sarei riuscita ad andare avanti per molto, così, una sera, ancora una volta in un posto col rumore del mare di sottofondo, l’ho incontrato decisa a dirgli che non ero in grado di continuare.
Quella sera, lui m’ha spiazzata. Ero certa che tra me e l’altra, lui avrebbe scelto l’altra. E, invece, mi disse che l’aveva lasciata, il giorno prima.

La mia testa sosteneva che io gli dovessi dire qualcosa tipo "midispiace", e invece dovevo reprimere un sorriso a duemila denti, perché ero contenta.

In questi mesi, pochi, ho capito tante cose di me, e del Parolaio.

Ho recuperato un po’ di quella fiducia nelle mie potenzialità e negli altri, fiducia che avevo perso e che non sapevo dove si comprasse.

In questi mesi, pochi, qualcuno ha detto che sono cambiata. Dearfriend Ballerina, appena tornata da Milano [a Natale], come al solito, ha avuto bisogno di un solo sguardo. Mi ha scritto un messaggio, poco dopo esserci salutate, quella stessa sera, e aveva capito tutto, tutto.

Tornando a casa, in macchina, col parabrezza bagnato di pioggia, stasera la luna mi guardava e sorrideva. Oltre al danno, la beffa.

L’altra del Parolaio, che poi non è l’altra, è quella vera, perché l’altra ero io, bè, insomma, lei è tornata. E’ tornata in punta di piedi, ma forse non se n’era mai andata, per il Parolaio.

Lo so che leggi, Parolaio, lo so che dirai che sono ingiusta. Lo so che non hai giocato, che non mi hai presa in giro, che mi vuoi bene davvero. Lo so che ti faccio star bene, ogni tanto, quando non sono inopportuna, quando non parlo troppo o troppo poco, quando non penso a niente se non al fatto che sono con te, e solo questo importa.

Parolaio, vedi, ero sicura che oggi sarebbe arrivato. Ero certa che, prima o poi, saremmo arrivati al punto. Il punto è che non hai dato all’altra la possibilità di riprenderti, e lei se la meritava. Non ti sei dato la possibilità di aspettare, e capire quanto lei ti mancasse, e in che termini, e te lo meritavi.

Non voglio essere un tappo, riempire dei vuoti. Ho sperato di diventare qualcosa di più che un antistress, e magari adesso sono quel qualcosa in più, ma magari no.

Ti ho dato tutto, davvero. Oggi ti ho dato anche quella forza che non sapevo di avere… Non so da dove l’ho tirata fuori, ma eccola là.

Hai detto che, secondo te, io ti ho romanzato. Hai detto che, quando stai con me, hai l’impressione che io sia lassù, da qualche parte, a scrivere quello che viviamo.
Oggi ero lassù, da qualche parte, a guardarmi vivere. A guardarmi mentre ti davo tempo, mentre mi abbracciavi e ti respingevo senza volerlo, mentre avevo le lacrime bloccate, e il respiro mozzo in gola.
Mi guardavo e non mi riconoscevo.

Tempo fa, ti avrei urlato contro, ti avrei imposto di non chiamarmi, di non cercarmi.

Oggi, da lassù, mi vedevo dirti che è giusto che tu capisca, mi vedevo lasciarti lo spazio che ti serve ed andarmene, eclissarmi, sapendo che lei ti manca e che forse ti mancherò anch’io, per un po’, e poi no.

Mi vedevo scendere le scale, con le gambe che tremavano, uscire dal portone e quasi correre alla macchina. Mi vedevo ferma, al volante, senza mettere in moto.
Mi vedevo rimpiangere, da subito, d’essermene andata senza dirtelo con rabbia, che ti amo.

Poi ho acceso la macchina, ho tolto il freno a mano, ho messo la prima, e sono tornata a casa.

Nel tragitto, ho visto la luna, opaca per la pioggia, solo che non pioveva.

[Vi prego, risparmiatemi i commenti-processo ai comportamenti]