Letter bomb

by lacapa

Eh Babbo Natale,

non puoi mica aspettarti che la gente capisca che disprezzi il tuo mestiere con tutte le tue forze. Io, in un certo senso, non mi sento di darti torto: il sacco coi regali pesa, e la schiena non è più quella di una volta, poi il culo è ormai piatto, per lo stare notti intere accovacciato su una slitta… Per non parlare, inoltre, delle flatulenze delle renne.

Tutti là a festeggiare, e tu a sgobbare fino a notte fonda.

Io, alla tua esistenza, non c’ho mai creduto. Cioè, se i miei parenti maschi ed adulti si fossero impegnati a fingere meglio, indossando il tuo vestito rosso da lavoro, magari, quand’ero piccola piccola piccola, sarei stata convinta che tu fabbricassi davvero i doni con cui mi sarei trastullata per qualche tempo.

Lo zio calvo e senza barba, col cappello giusto, la giacca giusta e i jeans sbagliati, mi ha rubato l’innocenza del credere in te.

Senti Babbo Natale, parliamo di cose pratiche: ho deciso che tu ci sei. Non mi frega se stai al Polo Nord o al Sud, non m’importa se abiti in Lapponia o in Siberia, quello che mi preme é che tu faccia nella migliore delle maniere il tuo mestiere.

Cosa vorrei?

Intanto un carrozziere che sistemi Vanda gratis. No, perché devi sapere che, ieri notte, Sorella ha ben pensato di non fermarsi ad uno stop mentre era al volante della mia fantastica auto. Zac! In un attimo Vanda è incidentata. Sorella sta benissimo, non s’è fatta nulla, idem il tizio dell’altro mezzo coinvolto, ma la piccola Vanda è agonizzante e, essendo di Sorella la colpa dell’accaduto, l’assicurazione non ci darà nemmeno mezzo centesimo. Anzi, aumenterà la polizza che è a nome mio, e mi costringerà a girare per la città con una Fiant Panda blu romantico, graziosamente striata di nero, con lievi ammaccature più che evidenti.

Se tu, Babbo Natale, potessi trovarmi un uomo di buon cuore che mi sistemi la macchina gratis, te ne sarei infinitamente riconoscente.

Altra cosa che mi sarebbe estremamente utile è un cervello nuovo, fresco di stagione. Non riesco a studiare, e non va affatto bene. Sono usciti i calendari degli esami e le date mi hanno resa particolarmente felice, perché con un po’ d’impegno dovrei arrivare a studiare tutto e a preparare, tra gennaio ed aprile, cinque materie. Il problema è che il cervello non mi segue. Cioè, io apro il libro e comincio a scoprire che Petrarca amava parlare in latino quando stava in famiglia e subito dopo nella mia testa si affollano immagini tratte da varie sit-com americane [tipo "Otto sotto un tetto", per intenderci] che vedono il carissimo Petrarca mangiare crepès o giocare a bowling.

Dunque, un cervello riposato. Magari full optional, con concentrazione inclusa.

Il regalo numero tre devi sbrigarti a comprarlo, se vuoi risparmiare un pochino. Devo andare a Milano da Dearfriend Ballerina, prima o poi. I biglietti costano un occhio della testa e, considerate le mie scarne finanze, non posso permettermeli. Pensaci tu.
Magari, fammi atterrare a Linate, ché Malpensa è troppo lontano. Non preoccuparti, non ho preferenze per il posto a sedere. Corridoio o finestrino, la cosa ha scarsa importanza.

Se proprio vuoi farmi felice, regalami anche un blocchetto di buoni per la benzina. Per quelli potrei anche decidere di costruire in tuo onore una statua.

Senti, Babbo bello, non é che mi doneresti anche qualche libro? No, perché sul comodino ne ho ancora tantissimi, ma mi sembrano sempre pochi pochi pochi.
Vorrei leggere il libro con l’anno di nascita di Sorella, di George Orwell, e un’altro che parla di un cuore di carbone, "Cuore di tenebra", scritto da un tale che non doveva essere in buoni rapporti con la Befana.

Poi, già che ci sei, portami pure un po’ di calcina. Sì, quella che serve per l’edilizia. Ci devo costruire mura e barriere, ché quelle a cui avevo lavorato per tanto tempo sono cadute e stare scoperta potrebbe farmi male. Chessò, spifferi, correnti d’aria gelida. Per prendere un brutto raffreddore basta un attimo di distrazione.

Babbo Natale, ci sarebbero pure un computer portatile che mi devi da quando avevo sei anni, e una macchina fotografica, ché Sorella la sua non me la presta più e Redastrega vuole sempre delle immagini da associare ai servizi che le mando, visto che senza scatti la pagina del giornale risulta insulsa, vuota e poco attraente. Regole di mercato, cosa vuoi che ne sappia io?

Senti Babbuccio, io non insisto oltre.

Tu pensaci bene, guarda quella lista dove segni chi è stato bravo e chi invece no. Io penso di stare sulla prima, perché ho tenuto un comportamento esemplare, in tutto il 2008.

Se vuoi metterti là ad analizzare ogni mia azione, forse qualcosina che non è proprio il massimo della bontà la trovi, ma nulla di terribile.

Ci sentiamo l’anno prossimo.

Un saluto festante,

LaCapa