Famiglia in corso

by lacapa

Le questioni irrisolte sono ciò in cui la famiglia LaCapa dà il meglio di sè.

Il mutismo è una caratteristica che ci ha sempre contraddistinti: non siamo capaci di affrontare fatti e litigi a viso aperto, così tendiamo a nasconderci, a voltarci dall’altra parte e a fischiettare a mezza bocca, guardando quant’è bello il cielo lassù, pure se piove.

Insomma, come in tutte le famiglie-più-di-là-che-di-qua che si rispettino, le sfuriate sono all’ordine del giorno.

Troppo tempo davanti al computer, poca collaborazione con l’esausta Madre, assenze continuate dalla vita della happy-family, disordine generalizzato, Cane trascurato, benzina sprecata inutilmente… E chi più ne ha più ne metta.

La verità è che le liti servono a mantenere vivo l’interesse su vicende che dovrebbero essere morte e sepolte da secoli.

Famiglia LaCapa è una famiglia che sta in piedi zoppicando, che arranca, sbanda e, sempre più spesso, inciampa e si sfracella rovinosamente al suolo. E’ una famiglia uguale a milioni di altre, i cui componenti, per citare Il piccolo principe, non si sono vicendevolmente addomesticati, e se non avete letto il libro sono fatti vostri.

La casa, dico, il luogo fisico dove abitiamo, riflette il nostro modo d’essere più di quanto chiunque riuscirebbe ad immaginare.

Padre è elettricista, ed è un anno, forse più, che la lampadina del corridoio è fulminata. Madre non muove un dito per cambiarla, e quando ci prova uno dei figli lei s’inalbera, pretendendo che sia il marito a svolgere un compito così semplice.

Il battiscopa della camera di me e Sorella, quello della stanza di Fratello e quello del corridoio: inesistenti. Poco dopo o poco prima dell’inizio del secondo millennio, non ricordo con precisione, si decise di rifare casa, incorporando anche il piano di sotto, che un tempo fungeva da ufficio e magazzino per Padre.
Volendo essere generosi, sono nove anni che Madre, ogni volta che può, ricorda a Padre che c’è il battiscopa da completare, un pezzo di parete da stuccare, uno scaffale della libreria da montare.

Ora che il bagno si avvia alla conclusione, io e Sorella ci guardiamo perplesse: i muratori non si fanno vedere da una settimana, e c’è il box doccia da montare… Avremo un’altra grande opera incompiuta tra le nostre quattro mura?

Vivere coi lavori in corso non è semplice, tutt’altro.
Oltre ai mobili impolverati, e alla sensazione di precarietà che non va via, ci sono le pareti da controllare.

Se insisti troppo con lo scalpello, si formano le crepe. Le ignori, ti nascondi, ti volti dall’altra parte e fischietti a mezza bocca, guardando quant’è bello il cielo lassù, pure se piove, eppure, se per sbaglio i tuoi occhi ci passano sopra, ti rendi conto che le crepe non si risanano da sole.

Anzi, s’ingrossano. E sai che, prima o poi, ti faranno crollare il mondo addosso.