Lasciarsi un giorno non si sa dove

by lacapa

Che poi uno ci resta un attimino così, quando sfoglia un’agenda alla disperata ricerca di un numero che non gli serve a nulla, però s’è svegliato col pallino di quel numero e lo deve ritrovare, e tra le pagine sgualcite s’imbatte, invece, nel biglietto del concerto di Samuele Bersani di venerdì 17 novembre 2006, sala, fila 22, posto 19. Ma visto che il teatro non era granché affollato, e visto che Miamiglioreamica ha uno zio che queste cose le organizza, finii in ottava fila, ché lui mi cantava in faccia "Il Mostro" e io mi commuovevo.

Comunque, il numero non l’ho trovato. E il biglietto ero convinta di averlo perso tre anni fa.

Vi spiego: stamattina mi ha svegliata Sorella, chiedendomi a che ora fosse finito ieri sera lo spettacolo di Beppe Grillo, il suo Delirio.
Sorella, che m’ha procurato due biglietti, s’interessa a quello che dice Grillo come s’interesserebbe alla storia della politica in Quebec dal 400 a.C. al 1600 d.C. Giusto per darvi un’idea.
In sostanza, poteva seguire tutto lo show e ha preferito andarsene dopo mezz’ora, poiché assonnata.

Io, dalla mia tribuna D, fila 6, posto 11, ho ascoltato le due ore e qualcosa di amara comicità e devo dire che quell’uomo c’ha una presenza scenica mica da tutti. Sudava e, nell’infervorarsi, sputacchiava, però è stato bravo. M’è piaciuto, insomma.

Quando nominava Travaglio nei miei occhi s’accendevano le lucine dell’albero di Natale, ma vabbè, cchessaràmmai?

A mezzanotte, dopo che Beppe Grillo ha smesso di sbraitare, m’era venuta fame.

Tra i camerieri del posto dove sono andata a cibarmi, c’era un mio compagno di classe delle medie, che non era solo un compagno di classe, era pure un compagno di banco. Uno di quelli che lo incontri dopo anni e dici "no, non ci credo che sei proprio tu". Che era proprio lui ci ho creduto subito, a dire il vero.

E stamattina, quando mi sono svegliata con la fissa del numero di telefono, era a causa dell’ex condivisore del banco attualmente cameriere.
Io e le cifre non andiamo molto d’accordo, però i recapiti telefonici della gente li ricordo a memoria se li uso per più di un paio di volte digitandoli, e non cercandoli nella rubrica del cellulare.

Sostanzialmente, il numero di casa di A.Z. [non è parente del tipo del dentrificio], scuole medie anche lei, finisce con il 3 o con il 4?

Eh bè. Sei anni fa il dubbio non mi avrebbe nemmeno sfiorata. Alle 11 di questa mattina non potevo darmi pace. Il nodo non è stato ancora sciolto, non credete.

Tutta la situazione dei compagni delle medie, tra l’altro, è cascata proprio a pennello.

Sorella ha scoperto Feìsbuk e non se ne stacca più. Oggi ha ricevuto quindici telefonate: ha ritrovato conoscenti persi undici anni fa e, assieme a questi poveri pazzi, sta organizzando una mega-rimpatriata.

Ormai conosco le storie di ognuno degli invitati, ché Sorella non le ha risparmiate a nessuno dei quindici interlocutori.

Tipa, pur avendo cominciato a fare danza classica a soli undici anni, ha fatto strada e adesso è a Roma, ficcata in una compagnia importante. Cioè, c’avrà pure un corpicino magro magro, ma in faccia è inguardabile. Brutta brutta brutta. Ricordi quel naso? Quanto la prendevamo in giro per quel naso!

Orrore, il più mostruoso della classe, si rifiuterà di essere della compagnia. Gli abbiamo distrutto un’adolescenza con tutti i nostri insulti. Se non lo ritrovavo su Feìsbuk nemmeno mi ricordavo che esistesse. Una persona così inutile…

Detenuto sicuramente è in carcere. Uno com’era lui non può non essere finito in carcere, assolutamente. Lui e quell’altro, Sfigato, che non venivano mai a lezione e secondo me si dedicavano a loschi affari. Impossibile trovarli, e poi, alla rimpatriata non verrebbero né ci starebbero bene.

PadreDiFamiglia convive o s’è sposato, non saprei dir bene. Ha due figli… E il dubbio sorge: quale donna sana di mente è potuta stare con lui?

Alla fine di ogni conversazione, Sorella diceva "è stato un piacere ritrovarti!" e, dopo essersi accertata di aver chiuso, sospirava: "Oddio, che fine fa la gente".