Non voglio scriverlo

by lacapa

Non voglio scriverlo il post sul mio compleanno, perché c’ho un groppone alla gola che non ne vuole sapere di andarsene al solo pensiero di quello che è stato e di quello che sarà…

Le Dears sono state splendide, tutto è stato magnifico, meraviglioso, perfetto.

I volantini della Compagnia di Pulizie attaccati alle pareti dell’Ostello, con me, Dearfriend Ballerina e Miamiglioreamica che facciamo le facce strane e i ragazzi nei tavoli vicini tutti a chiedersi cosa fossero quei fogli alle pareti, cercando in seguito di accaparrarsene alcuni. La curiosità non è donna, è folla.
MisterCameriere2008 che, mentre forte forte tutti cantano tanti-auguri-a-te, si avvicina e mi porge un bellissimo mazzo di girasoli, da parte delle Dears ovviamente. Ma il fattorino era gradito quasi quanto il dono.

Tra i petali e le foglie, due pezzi di carta. Un messaggio delle Dears, e il biglietto per il concerto dei Negramaro del 26 Novembre ad Acireale.

L’asino ballerino da parte di E’solounamico, che AmicoPina e un giovane tedesco che ha passato la serata con noi hanno modificato aggiungendo uno spinello improvvisato fatto unicamente di carta, ahimè.

M’è sembrato perfetto anche GiovaneTedesco, conosciuto sul luogo, che era particolarmente prodigo di attenzioni nei confronti della festeggiata, fino a dirle:

<< You seemed beautiful, and savage and wild with the cake on your face. You look so pretty, tonight. >>

E io che mi destreggiavo come meglio potevo, forte di un inglese imperfetto e stentato con il quale riuscivo, a quanto pare, a farmi capire ottimamente.

Poi Dearfriend Ballerina, con le sue ciabattine rosa shocking e aracione fluo, ché le ha viste proprio brutte e ha pensato a me, mi ha spiegato donandomele.

Dearfriend Porno e la canzone della serata, che le si addice come nessun’altra e che ci ha fatte ridere fino alle lacrime.

La torta in faccia, e nei capelli, e MisterCameriere2008 [a proposito, è uffiiciale, non gli interesso] coi suoi auguri e io, presa da tutto il resto, praticamente non facevo caso alla sua presenza.
Grignani, nonostante il giorno libero, arrivato per abbracciarmi e dirmi "buon compleanno".

DearLowe e la sigaretta delle tre, lo straccio che sembrava un topo, il tipo che avete-da-accendere?-siete-sole?-perchè-non-venite-con-me-e-i-miei-amici?

Ieri sera ero l’immagine della felicità, e le Dears al mio fianco come sempre, come solo loro sanno fare, come le mie braccia e le mie gambe, gli arti che mi consentono di vivere senza problemi né preoccupazioni.
Le foto al mare, la bottiglia tra gli scogli, le lacrime dei saluti.

Loro non mi fanno finire di parlare, proprio non ci riescono, quindi ieri stappando una bottiglia avrei voluto dire due parole, ma non ho potuto. Le scrivo, ché tanto poi le leggono.

La bottiglia di ieri era per Lipari, per Roma, per Berlino, per Tropea, per Catania, per tutto quello che abbiamo vissuto insieme e che con nessun altro sarei riuscita a vivere. Per i viaggi e le avventure, per le risate e le battute, per i pianti e la disperazione. Perché siamo diverse dalle ragazzine che saltavano la scuola perché la prof di chimica interrogava: adesso stiamo affrontando la vita a testa alta, subendo le prime sconfitte e andando incontro alle prime vittorie, tenendoci per mano pure a millemila chilometri di distanza.

Questo avrei voluto dir loro, col freddo e il rumore delle onde di sottofondo.

Eccolo, il groppo alla gola.

Ciao Dearfriend Ballerina, e ho deciso che il tuo soprannome non lo cambio, anche se danza non la studi più. Perché tu balli sulle punte qualunque cosa tu faccia, con grazia, leggerezza e dolcezza.
Ciao Dearfriend Ballerina, e scusami se non mi vedrai piangere domani, quando sorriderò mentre la tua auto inizierà a macinare asfalto in direzione Milano. Non piangerò perché se piangessi sembrerebbe un addio, e non lo è. E’ un "ci sentiamo dopo, fammi uno squillo quando arrivi. Va’ piano, mi raccomando", come quando sali in macchina dopo una nostra serata.
Ciao Dearfriend Ballerina, cerca di non trovare un’amica migliore di me, lassù a Milano, perché io non credo che ne troverò una migliore di te qua a Catania, e non voglio nemmeno cercarla.

Ciao Dearfriend Ballerina, se solo provi a sparire dalla circolazione, a mettere l’articolo davanti ai nomi di persona, a dimenticare il dialetto, a vestire alla moda, a comportarti da milanese schizzinosa, ti prometto che prendo il primo aereo per l’altissimo nord e vengo a fare la terrona come-dio-comanda.

Ti voglio bene.