Ho i muratori in casa

by lacapa

Ho i muratori in casa perché Padre ha deciso che per il mio compleanno non ci fosse niente di meglio che regalare un nuovo bagno alla famiglia, dopo ventiquattro anni che quell’altro faceva debitamente il suo dovere.

I muratori sono arrivati ieri mattina alle 7.15 e mi hanno scossa dal mio torpore distruggendo in poche ore – producendo un rumore assordante – il bagno dentro il quale, per diciotto anni e trecentosessantatrè giorni, ho riflettuto.

Tutto ieri li ho evitati come meglio ho potuto, uscendo furtivamente dalla mia camera senza tornare a casa fino al pomeriggio, quando loro hanno staccato e, silenziosi, se ne sono andati.

Tutte le stanze sono quasi ugualmente impolverate, e pare che i lavori dureranno per quindici giorni. Quindici. Quindici sveglie alle 7.15 con trapano e martello. Invitante.

I sanitari vecchi, quelli che avevano la stessa età di Sorella, sono stati gettati, assieme alle altrettanto vecchie mattonelle ormai infrante, dentro ad un camioncino posteggiato sotto la mia finestra, in attesa che fossero portati nel luogo del loro eterno riposo: una discarica, credo.

E’ accaduto che, mentre i suddetti sanitari prendevano il sole accasciati sul retro del camioncino, un tale sia passato per caso.

Il Tale non l’ho visto in faccia, non ne ho sentito la voce, non ne ho incrociato nemmeno l’ombra, eppure me lo immagino calvo, distinto, con un vestito grigio topo, e una bombetta dello stesso colore in testa. Una persona orientativamente strana, un po’ sulle nuvole, distratta.

Tale, raccontava Madre, s’è fermato all’improvviso in mezzo alla strada ed è rimasto ad osservare la ceramica candida del lavandino. L’ha guardata a lungo, con ammirazione. S’è messo gli occhiali, per non perderne nemmeno un dettaglio.

Dopo qualche minuto, estatico in volto, ha cominciato un dialogo con uno dei muratori.

Tale [indicando il nostro ex-bagno]: << Dovete buttarli, per caso? >>
Muratore: << Sì, perchè? >>
Tale: << Sono proprio dei bei sanitari. Veramente un bel bidet, per non parlare del lavandino. Quanti anni hanno? >>
Madre [che s’era trovata, senza volerlo, ad osservare la scena]: << Ventiquattro. >>
Tale: << Si mantengono bene, complimenti signora. Sono puliti, sono molto puliti. >>
Madre: << Grazie. >>
Tale: << Signora, giacché dovete buttarli, posso prenderli io? >>
Madre: << Come scusi? >>
Tale: << Giacché dovete buttarli, posso prenderli io? >>
Madre: << Lei vuole il bagno che io devo buttare? >>
Tale: << Sì, signora. Lo passo a prendere nel pomeriggio. >>

Tale ha cordialmente salutato ed ha continuato per la sua strada. Nel pomeriggio una macchina si è fermata più e più volte sotto la mia finestra.
Tale, pezzo dopo pezzo, ha portato via un bagno quasi venticinquenne e, anche se non l’ho visto, sono sicura che, guidando verso casa, avesse un gran sorriso sulle labbra.