Io esisto

by lacapa

Signori miei,
il vendidue Marzo, recandomi a casa di Dearfriend Porno a piedi, accadde una cosa normale. Estremamente normale.
Mi hanno scippato la borsa. Due gentilissimi fanciulli, in sella ad un motorino senza targa, mi hanno privata di qualcosa di mio, guadagnandoci i tre euro che stavano dentro al portafogli. Nemmeno il cellulare c’era, visto che quello lo tengo sempre in tasca. C’erano, invece, un pacco di Benson & Hedges yellow, due/tre assorbenti, e tutti i miei documenti e le chiavi di casa.

Immagino la gioia dei due fanciulli dopo aver verificato il valore del bottino.

Io ho dovuto rifare la serratura e girare per gli inefficientissimi uffici del Comune per ottenere nuovamente dei fogli di carta che attestassero la mia esistenza in questo mondo.

Il codice fiscale e la tessera sanitaria, però, non erano appannaggio del mio carissimo Comune, sicché ho dovuto fare la richiesta all’Agenzia delle Entrate.

Tutto questo è successo, fate un po’ i conti, sette mesi fa.

Stamattina, il postino ha portato una lieta novella.

"Gentile cittadina,
Le inviamo in allegato la sua Tessera Sanitaria, emessa ai sensi dell’articolo 50 del decreto-legge 269/2003 convertito, con modificazioni, dalla legge 326/2003, da utilizzare per usufruire delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.
"

Trattandosi di una robetta utile anche a livello Regionale, c’era allegata una pagina firmata da tale Salvatore Cuffaro, Presidente della Regione Siciliana.

Ecco un estratto:

"Le raccomandiamo di utilizzare la Tessera Sanitaria per richiedere ed ottenere prestazioni sanitarie presentandola unitamente al Libretto Sanitario, in particolare nei seguenti casi:

  • al medico di famiglia o al pediatra per qualunque tipo di prescrizioni;
  • al farmacista, unitamente alla ricetta, per ritirare i farmaci;
  • all’atto della prenotazione e dell’erogazione di prestazioni specialistiche. "

Ecco la mia risposta.

Gentilissimo Direttore dell’Agenzia delle Entrate e gentilissimo Presidente della Regione Siciliana,

mi prostro per ringraziarvi del favore che, entrambi, mi avete fatto.
Quale immensa gioia, oggi, nel rinvenire, in fondo alla selva delle comunicazioni postali a me indirizzate, la Vs lettera contenente la mia Tessera Sanitaria, valida anche da Codice Fiscale.
Ho stappato una bottiglia di prosecco, qualora Voi voleste favorirne, non Vi resta che presentarVi celermente in casa mia, prima che finisca.
Certo, se la Vs tempistica è uguale per qualsiasi tipo di incombenza, è inutile che io Vi aspetti.

Ho denunciato il furto subìto immediatamente. Ho chiamato i Carabinieri che, in cinque minuti, sono arrivati sul luogo dello scippo. L’indomani mattina, Pasqua, sono andata al Commissariato dove un incrocio tra Peter Griffin e un tricheco mi ha chiesto almeno venti volte dove fosse accaduto il fatto e quali documenti importanti io tenessi in borsa.
Una settimana dopo, ormai tristemente certa che la mia proprietà non sarebbe stata più ritrovata, tramite il sito internet www.agenziaentrate.gov.it ho inoltrato la richiesta di una nuova Tessera Sanitaria.

Come avete specificato nei Vs scritti, tale Tessera è essenziale per usufruire delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.
Per sette mesi, essendo stata vittima di un reato, sono rimasta priva delle copertura sanitaria che lo Stato garantisce a tutti i cittadini.
Cornuta e bastonata, oserei dire.

Sette mesi senza poter andare in farmacia a prendere delle medicine, sette mesi senza poter prenotare una visita specialistica, sette mesi senza poter compilare documenti importanti per i quali era richiesta una fotocopia della suddetta Tessera, facente funzione di Codice Fiscale.
Sette mesi.

Mea culpa, mea maxima culpa. Cercherò di non farmi scippare più, in futuro.

Sapete come funziona, uno cammina per le sicurissime strade della propria città, in centro, nemmeno in periferia. Quelli della televisione lo convincono che deve stare attento ai ragazzi di colore, agli immigrati, a quegli stranieri brutti e cattivi pronti a delinquere in ogni momento della loro esistenza, così non si preoccupa dei due italiani in motorino, orientativamente neanche maggiorenni, che percorrono una centralissima via di una civilissima metropoli.
Invece, sono proprio i due italiani in motorino che hanno contravvenuto alla legge e che mi hanno impedito, per sette mesi, di godere del privilegio della completa assistenza sanitaria.

Sono stata fortunata: in sette mesi avrei potuto ammalarmi e avere bisogno delle medicine. Non avrei potuto comprarle, senza la Tessera Sanitaria. In sette mesi avrei potuto sentire la necessità di farmi vedere da uno specialista. Non avrei potuto farmi visitare, senza la Tessera Sanitaria. In sette mesi avrei potuto dover fare richiesta per una borsa di studio. Non avrei potuto compilare la domanda, senza un Codice Fiscale del quale presentare una copia.

Voi, oberati di lavoro,  certamente non sareste stati in grado di fare di meglio.
Solo sette mesi. Che celerità.

Così, ringraziandoVi di vivo cuore

Vi saluto,

LaCapa