Gaudente autostima

by lacapa

[Avvertenza: post altamente futile.]

Ci sono giornate che se si ripetessero più spesso io sarei tanto felice.

Dovete sapere che la mia autostima bazzica le zone che vanno dalla suola delle mie scarpe al terreno sul quale cammino. Insomma, mi sento bella, simpatica e intelligente come un asino tibetano pieno di pidocchi.

L’1 Ottobre, però, quasi per tradizione, capitano delle cose che mi fanno stupidamente contenta.

L’anno scorso, ad esempio, sono andata ad una festa. Appena arrivata, ho notato questo tizio e mi son detta:

<< Caspita, carino. >>

Pare che lui si sia detto la stessa cosa in relazione alla sottoscritta, sicché son tornata a casa con una rosa gialla, la promessa di rivedersi, e un paio di lividi sul collo gentilmente concessi dal tizio carino.

A 365 giorni di distanza, la giornata si è prospettata positiva, non quanto quella di un anno fa, eppure…

Dopo che una guida turistica ha manifestato il suo apprezzamento nei miei riguardi non staccandomi gli occhi di dosso per tutto il tempo che sono stata dalle sue parti e tentando di intavolare un discorso con ogni mezzo a sua disposizione, è capitato che, mentre ero in macchina con Miamiglioreamica, un lavavetri, ignorando il mio diniego, abbia deciso di pulire il parabrezza della mia bellissima e lucidissima Vanda.

Eravamo imbottigliate nel traffico, e il dannatissimo semaforo non sembrava intenzionato a scattare.

Mentre io e Miamiglioreamica cercavamo spiccioli da dare al lavavetri, dalla macchina accanto, un ragazzo che aveva subìto la nostra stessa sorte, ha abbassato il finestrino del passeggero.

Lui: << Non è che paghereste anche per me, vero? >>
Io: << Il problema è che non abbiamo i soldi nemmeno per noi! >>
Lui chiude la conversazione telefonica nella quale era impegnato. Io e Miamiglioreamica paghiamo il tizio.
Lui [al lavavetri]: << Hanno pagato anche per me, eh! >>
Io rido, Miamiglioreamica ride, il RagazzoDellaMacchinaAccanto non molla la presa.
Lui: << Adesso mi permetti di offrirti un aperitivo? >>
Io: << Ma come? Non hai soldi per il vetro e mi vorresti offrire un aperitivo? >>
Lui: << Mi mancavano le monete, solo per questo. >>

Davanti a noi, il semaforo era verde.

Lui: << Dai, accetta quest’umile invito. Non capita tutti i giorni una bella ragazza nella macchina accanto. >>
Io: << Mi dispiace, non posso accettare. Ho fretta. >>

Le altre automobili, alle nostre spalle, cominciano a suonare il clacson, giustamente infastidite.

Lui: << Allora. A giudicare dall’abbigliamento… Lunedì sera sei all’Ostello, vero? >>
Io guardo Miamiglioreamica che, nel frattempo, era scoppiata a ridere.
Io: << Sì, può essere. A giudicare dall’abbigliamento cos’altro capisci? >>
Lui: << Uhm. Universitaria… Ambito umanistico. Lettere? >>
Io: << E bravo, anche questa l’hai indovinata. >>

Semaforo giallo. Rosso.

Io: << Qua dietro ci uccideranno se non ci decidiamo a camminare. >>
Lui: << No, aspetta, non scappare. Dove stai andando? >>
Io: << Accompagno lei e poi torno a casa. >>
Lui: << Vai, quindi, nella mia stessa direzione! >>
Io: << Che casualità, eh? >>
Lui: << Anni, anni… Hai ventidue/ventitrè anni. >>
Io: << Peccato. ‘Stavolta hai toppato. Diciannove. >>
Lui: << No, io sono troppo più grande di te! >>
Io: << Ventisette? >>
Lui: << Ventinove. >>

Scatta un altro semaforo.

Lui: << Prima di andare, vuoi almeno dirmi il tuo nome? >>
Io: << LaCapa, è stato un piacere! >>
Lui: << Io mi chiamo RagazzoDellaMacchinaAccanto. Allora… Ci vediamo all’Ostello! >>
Io: << A presto, dunque. >>

Miamiglioreamica era incredula, io altrettanto. Non m’era mai capitato d’essere abbordata in questa maniera così sfacciata.
RagazzoDellaMacchinaAccanto era pure notevolmente apprezzabile.
Lunedì sera, forse, vado all’Ostello. Magari lo incontro e, stavolta, qualcosa da bere me la faccio offrire sul serio.

Tornata a casa col sorriso sulle labbra, mi connetto su msn. Dopo non so quanto tempo di assenza, trovo in linea una persona.

Quasi un anno fa, a dicembre 2007 per la precisione, andai per cinque giorni ad Agrigento per un concorso su Pirandello. Il concorso era molto ben organizzato e coinvolgeva miei coetanei da tutta l’Italia.
Trattandosi di un progetto per le eccellenze, partii assieme ad altre cinque persone, solo una delle quali io conoscevo discretamente bene.
Non so cosa accadde, in quei giorni. So solo che, appena tornata a casa, avevo conosciuto moltissime persone e cinque ragazzi si dichiararono ammaliati dalla sottoscritta. Due di questi li ho persi per strada, ma tre ci sono ancora, e non si danno per vinti, continuano a proporre incontri, a fare apprezzamenti, a dire che in quei giorni io li colpii più di quanto altre ragazze avessero mai fatto prima.

Ahimè, i miei gusti, per quanto sia universalmente riconosciuto che facciano cagare, sono difficili. Di questi tre, solo uno incontra la mia approvazione.

Lui è romano. Là, al pirandelliano, le ragazze gli sbavavano dietro. Quelle che sono partite con me commentavano che fosse bello, che avesse quel sorriso, e quel fisico. A me non piaceva mica tanto, almeno all’inizio. Eppure lui mi guardava… E le altre ragazze avevano notato questo suo interesse nei miei riguardi, e si mostravano evidentemente infastidite.

Romano ed io abbiamo continuato a sentirci in chat fino a metà agosto, più o meno, poi lui è sparito. Ieri era stranamente on line. Mi ha contattata e, dopo qualche chiacchiera spassionata, finalmente, ci siamo scambiati i numeri.
Col fatto che ci sentivamo quasi quotidianamente su msn e che parlavamo per ore e ore, non avevo mai pensato di poterlo chiamare al cellulare. Adesso posso, e lui può.
E credo che lo farà, quando tornerà da Londra. Sì, perché adesso è a Londra.

L’1 Ottobre dovrebbe essere rosso nel calendario. Festa nazionale.

In breve, se ogni singolo giorno fosse come ieri, la mia autostima, almeno, arriverebbe alle ginocchia.