Balla balla, ballerino.

by lacapa

Ho questo mal di testa che mi martella le tempie: tum, tum, tum, tum. Praticamente ho una sfilata di percussionisti che mi oscilla sul collo.

Una tragedia.

Tum, tum, tum, tum, tum, tum, tum.

Un batterista africano sta dando il meglio di sè. Jussef, si chiama Jussef.

Mentre Jussef si diverte con suo bongo dentro il mio cervello, i neuroni viaggiano e mi provocano pensieri spiazzantemente ritmati: questo post, ad esempio, sta ballando la Macarena.

RedaStrega ha apprezzato il mio servizio e sarà pubblicato nel prossimo numero della rivista, così, proprio come l’ho scritto: non c’è bisogno di tagli, modifiche, correzioni. Io scrivo, lei pubblica. Se le cose funzionassero così anche in futuro, non sarebbe affatto male. Anzi, portatemi il contratto, ché lo firmo immediatamente.
Ho fatto un’intervista, che forse andrà nel numero dopo ancora, se Redastrega approverà. E Redastrega approverà se io invierò il pezzo. Peccato che io ancora lo senta incompleto.
Come se mancasse qualcosa.

Tum, tum, tum, tum, tum, tum, tum.

Jussef s’è buttato sul "Ballo del Mattone". Ha pensato, probabilmente, che fosse il caso di compiacere il corpo che lo ospita con un po’ di italianità. Che uomo, il mio bonghista!

Io e Miamiglioreamica, che mi ha accompagnata in redazione, abbiamo sbagliato strada. Forti dei ventieuro con i quali ho dato da bere a Vanda, ci siamo intrufolate in vicoli sconosciuti della città. Dove siamo finite? Dai, che lo sapete.

Se tutte le strade portano a Roma, tutti i vicoli portano all’Ostello. Amen.

In realtà, non siamo proprio finite all’Ostello. Siamo finite al CastelloAntico, che poi è alle spalle dell’Ostello.

Io: << Due volte in pochi giorni, mioddio. >>
Miamiglioreamica: << Dov’è che abita MisterCameriere2008? >>
Io: << Là davanti. L’ho visto lì, poi non so. >>
Miamiglioreamica: << E ‘stavolta, se lo incontrassimo, lo saluteresti? >>
Io: << Assolutamente no. Continuerei a sperare che non mi veda… >>
Miamiglioreamica: << Sai che non vengo qua da un sacco di anni? Non me lo ricordo neanche CastelloAntico, l’interno dico. >>
Io: << Se vuoi ci fermiamo ed entriamo, tanto è gratis. >>

E per la seconda volta in pochi giorni, mioddio, ho visitato CastelloAntico. Mi assumeranno come guida turistica, se ci torno nuovamente.
MisterCameriere2008, fortunatamente, non era in giro.

Nel frattempo, però, io e Miamiglioreamica ci siamo fatte un giro da quelle parti, alla disperata ricerca delle mie sigarette.
Ci siamo accorte che, vicino casa del mio bel cameriere, c’è un servizio Onoranze Funebri.
Davanti alla porta del negozio di bare c’erano due tizi, secondo me e Miamiglioreamica due becchini, vestiti di nero, che osservavano la situazione.

Io: << L’avvoltoio sulla poltrona della vecchia bacucca. >>
Miamiglioreamica: << Adesso stanno sperando che ci metta sotto un’auto. Sarebbe ottimo per i loro affari, due in un colpo solo. >>
Io: << Quello di fronte a quel bar è il carro funebre? >>
Miamiglioreamica: << Sì. Immagino che i tizi dentro al bar avranno tutti le mani in tasca. >>
Io: << Già. >>
Miamiglioreamica: << Quando si dice: "mors tua, vita mea". Che brutta cosa campare della morte altrui. >>
Io: << Però ho capito perché MisterCameriere2008 sorride sempre! >>
Miamiglioreamica: << Perchè? >>
Io: << Coi becchini sotto casa, quando si sveglia, festeggia. Me lo immagino che apre gli occhi e realizza: "sì, sono vivo anche oggi". >>
Miamiglioreamica: << Ogni giorno è una conquista, per lui. >>
Io: << Quando torna a casa, in tarda notte, esausto, sicuramente i becchini: "sei stanco morto, vero?". >>

Mentre i beccamorti scherzavano tra loro, io e Miamiglioreamica ci allontanavamo ideando scenette che li coinvolgevano assieme al mio bel lavorante.

Pover’uomo, altro che fischio alle orecchie: avrà avuto il fratello di Jussef, Hashin, a suggerirgli che qualcuno lo stava pensando.