You want me!

by lacapa

Lunedì affronterò il primo colloquio della mia giovine vita.

Vi ricordate quella e-mail che mandai alla redazione di una rivista, a Febbraio? Ebbene, all’epoca non mi presentai all’incontro fissato. Non ero pronta, suppongo. Avevo troppa paura che mi ridessero in faccia, che mi considerassero una piccola idiota sognatrice, che distruggessero tutte le mie aspettative.

Immaginavo la capo-redattrice come una specie di strega, coi capelli ispidi e un bozzo sul naso, pronta a mettermi all’ingrasso per poi chiudermi nel forno dell’inettitudine.

Persi l’occasione e me ne pentii amaramente.

Ieri, a mezzanotte, pensavo alle Dears che non fanno altro che incoraggiarmi, al mio futuro, alle conversazioni avute con gente che conosco bene e con altra gente che non conosco affatto: tutti là a dirmi la stessa cosa, cioé che se non mi metterò mai in gioco per il terrore di non essere all’altezza, allora all’altezza non lo sarò mai.

Ho scritto alla capo-redattrice/strega, le ho ricordato la mia e-mail di otto mesi fa e le ho chiesto se fosse ancora disposta a vedermi per parlare.

Stamattina, la Redastrega mi ha risposto.

Lunedì affronterò il primo colloquio della mia giovine vita.

Mi presenterò così:

"Piacere,

mi chiamo LaCapa e sono una pirla. MRCmiriconosci, un mio abituale commentatore, mi scrisse a febbraio che il coraggio è la scintilla che accende la vita. Io risposi che la mia vita era in stand-by, giacché di coraggio ne ho sempre avuto ben poco.
Adesso, però, mi sono annoiata dello stand-by. Insomma, lo schermo nero è accattivamente per i primi cinque/dieci minuti, poi stanca.
E io sono nata stanca, lo dicono sempre i miei.
Quindi, ho deciso di riconoscere che fare la giornalista [eventualmente la scrittrice] è un sogno che non ne può più di stare nel cassetto.
Gente talentuosa ce n’è a palate in giro per l’Italia, io non ho niente in più rispetto a nessuno.
Per questo, dovrò sgomitare come i comuni mortali.
Non mi è mai piaciuto farmi largo nella folla a suon di pugni nello stomaco, sicché sono sempre rimasta indietro, a godermi lo spettacolo dalle retrovie.

Adesso basta.

Adesso voglio arrivare in prima fila. Il sogno l’ho tirato fuori dal cassetto e ho deciso di appenderlo alla finestra, di lasciarlo sbandierare come uno stendardo azzurro dopo la vittoria dell’Italia ai Mondiali.

Ad ogni modo, non serve solo mettere in bella mostra un desiderio per arrivare sotto il palco. C’è da darsi da fare.
Io, a diciotto [tra 31 giorni, diciannove] anni, ho voglia di darmi da fare.

Ho bisogno di un inizio.
Spero che il mio inizio voglia essere Lei, Redastrega, e la Sua rivista indipendente.

Sono una di compagnia, non sporco in giro e non abbaio agli sconosciuti. Ululo alla luna, questo sì, ma a tutto c’è rimedio.

Che ne pensa?

Io sono esattamente quella che lei NON stava cercando, ma si accorgerà presto di non poter fare a meno di me. Lo assicuro!"