Niente di nuovo sul fronte occidentale

by lacapa

Soltanto perché non ne scrivo più, non significa che ho smesso di interessarmi di vita-reale. E con vita-reale intendo la vita-sur-reale che si muove tutt’attorno al mondo di questi tempi.

Leggevo su Repubblica notizie alquanto confortanti.

Sì, decisamente confortanti.

Uno apre la home page del quotidiano che preferisce e si ritrova in una valle di lacrime di titoli. Pensa: "ohibò, approfondiamo. Che sarà mai?" E si ritrova a scoprire che tra un po’ i giornalisti che scrivono le notizie lo faranno in virtù della licenza elementare, giacché pare proprio che l’istruzione in Italia stia andando sempre più a fondo, senza possibilità di risollevarsi. Insomma, non è una novità che siamo tra gli studenti più ignoranti d’Europa, ma da qua a leggere che perfino in Cile studiano di più di noi ce ne vuole!

Così, dopo che il tizio ha aperto la home page e si è disperato al pensiero dell’Università che ancora deve iniziare e che si prefigura un’esperienza avvilente ed inutile, opta per cambiare argomento.

Il tizio in questione, di conseguenza, si butta sulla politica estera.

Felice e contento, legge che la Russia sta considerando la possibilità di ritirare le proprie truppe dal territorio georgiano. "Ecco, non è tutta una valle di lacrime", pensa.

Poi, prosegue nella lettura. Tiè, la Russia ritira le truppe ma piazza delle basi in Ossezia da riempire con settemilaseicento soldati. Bruscolini, insomma.

Il tizio riflette: "Eh bè, mica l’estero sono soltanto la Russia e la Georgia!". Sicché, si mette a smanettare con gli altri articoli.

In particolare, una scritta in grassetto lo colpisce: "Bush annuncia il ritiro delle truppe dall’Iraq".
Preso da gioia incontenibile, il tipo apre la pagina e si dispone alla lettura.

Il sorriso s’incrina sul suo volto, fino a diventare un ghigno ironico.

Bush ha scoperto il Risiko: sposta i carri armati da un posto e li posiziona altrove.
Iraq o Afghanistan, che cambia? Ottomila uomini in più, ottomila uomini in meno. E’ solo una questione di fortuna coi dadi.

Il tizio ha capito l’andazzo generale, e si sente idiota per non essere arrivato prima a quelle conclusioni. E’ un inguaribile ottimista, però, quindi prende una decisione: un’ultima news. Solo una.

Eccola, la compagnia di bandiera.
Passera. Legge "Passera" e gli occhi gli s’illuminano.
"Uhh, una cosa bella, finalmente!".

Speranze vane, totalmente vane. S’era detto "compagnia di bandiera" e il passero solitario informa, invece, che si farà una privatizzazione, quindi gli enti nazionali, quelli "di bandiera", devono proprio stare alla larga.
Pure Air France, pussi via!
Chissene delle richieste dei lavoratori. Con lo stato attuale delle cose, come direbbe il carissimo Di Pietro, o ti mangi ‘sta minestra o ti butti dalla finestra. Senza paracadute, tra l’altro.
Ed entro giovedì, se le condizioni saranno accettabili, la questione Alitalia sarà chiusa!

Il tizio clicca sulla crocetta rossa in alto a destra.

Io, che potrei essere il tizio di cui ho parlato, avrei preferito non leggere il giornale.