Porto di mare

by lacapa

Casa di Dearfriend Porno è un porto di mare.

Martedì pomeriggio sono andata da lei con armi e bagagli, decisa a passare qualche giorno in compagnia di un’amica, senza orari e senza paturnie mentali.

Secondo voi, dove potevamo andare in serata?

Si era in quattro: io, Dearfriend Porno, e una coppia di amici. Erano quasi le due, credo.

MisterCameriere2008 era graziosamente in servizio, stanchissimo per aver passato tutta la serata in grotta, sorridente come sempre.

Passa dal nostro tavolo, mi mette una mano sulla spalla e rimane a scambiare due parole. Poi torna al suo compito giornaliero.
Non aveva la chiusura.

Alle tre i suoi colleghi cominciano a staccare, lui corre a cambiarsi.

Noi quattro ci leviamo d’impiccio, prendiamo un pallone da pallavolo dalla macchina e ci mettiamo nella piazzetta adiacente il locale a palleggiare un pochino.

MisterCameriere2008 e i suoi amici e colleghi si posizionano su una scalinata, quasi davanti a noi. Ci guardano giocare poi, piano piano, cominciano ad avvicinarsi. Prima uno, poi un altro, infine tutti in un grande cerchio a tentare di non far cadere questo pallone.

MisterCameriere2008, altrimenti detto "el pibe de Bari", mi ha deliziata sommamente con le sue prodezze, finché io non mi sono seduta su una panchina ad osservare la scena senza dispendio di energie.
Gli altri ragazzi perseverano nel loro gioco, MisterCameriere2008 si ferma e prende posto di fianco alla sottoscritta.

Una sigaretta, un dialogo stirato ma a tratti lusinghiero e poi il momento del saluto, ché non lo so che m’è preso ma sarei rimasta immobile in quel simil-abbraccio per ore ed ore, con le sue mani attorno alla mia vita, le mie sulla sua schiena e lui così dolcemente vicino.

Quando con Dearfriend Porno siamo tornate a casa, avevo gli occhi che sembravano due stelle comete della stessa intensità di quella famosa della grotta del presepe.

Ci siamo messe in terrazza da lei, a fumare e parlottare, a guardare altre stelle segnare il cielo e poi sparire, e a sospirare, entrambe, per ragioni diverse.

All’alba, stanche ed assonnate, siamo andate a dormire. O meglio, io dormivo e lei vegliava, pensierosa e rocciosa come sa essere.

L’indomani, rigenerate da una maschera purificante al viso, siamo andate in spiaggia con un gruppo di amici di Dearfriend Porno, per me totalmente sconosciuti, armati di chitarre ed altri strumenti musicali vari ed eventuali, nonché di voci grandiose e testi memorabili.

S’è cantato fino alle tre, inventando le parole di Bob Dylan e dei Beatles, guardando con ammirazione un novello De Andrè ed un affascinante giovane De Gregori che si alternavano ad altri e non meglio identificabili ma talentuosi figuri.

Dopo, tappa obbligata: Ostello.

MisterCameriere2008 stava seduto tutto solo, con uno sbrilluccicante taglio di capelli nuovo di zecca, una vodka lemon in mano e la testa persa nei suoi pensieri.

Stavolta si era in tanti e non appena ho potuto mi sono defilata per andare da lui.

Io: << Che fai qua? Tutto solo… >>
Lui: << Finalmente mi rilasso. >>

Io faccio per andar via, incerta se disturbarlo o meno.

Lui: << Ehi, ma dove vai? >>
Io: << Non vorrei disturbare, ti lascio ai tuoi pensieri! >>
Lui: << No no, mi fa piacere se resti con me… >>

E così ci siam messi a parlare, del più e del meno. Ero in piedi, davanti a lui, e mi tremava la mano dove tenevo la bottiglia di birra. Appena me ne sono accorta, ho agguantato suddetta bottiglia pure con l’altro arto, per limitare il tremore. Macché: risultato peggiore non potevo ottenere, così l’ho poggiata sul tavolo e mi sono seduta vicina a lui…

E Ibiza? Non doveva andare a Ibiza, lui?

Sinceramente? Non vuole andare a Ibiza. Non gli piace l’idea della vacanza da puttaniere. Non è tipo, lui. Okay, serate in discoteca, spiaggia, quello che volete, ma fare solo quello è spendere soldi inutilmente.
Vorrebbe andare a Valencia, o a Berlino.

E il futuro?

Vuole stare qua. Si è preso una pausa. Ha finito presto l’Università, quindi se lo può permettere. Sarebbe bellissimo se potesse vivere della sua più grande passione, ma non è possibile per il momento e la cosa gli fa tenere i piedi per terra. Vive con tre ragazzi, guadagna abbastanza da potersi permettere un sacco di divertimenti, è felice di essere indipendente dalla sua famiglia.

Ma io? Vogliamo parlare di me? Io chi sono? Che faccio nella vita e cosa voglio farne?

Io non voglio stare qua. Voglio correre e sbrigarmi, non prendermi nessuna pausa per finirre presto l’Università e vivere della mia più grande passione. Non ho i piedi per terra. Vivo coi miei, ma desidero andarmene con tutto il cuore e sarei felicissima di essere indipendente dalla mia famiglia.

S’è continuato così, fino all’arrivo della tizia con fare ochesco che ci ha interrotti.

Erano le quattro, s’è andati alle scalinate. Prima eravamo con molti dei camerieri, poi sono andati via tutti, a poco a poco, tranne il mio MisterCameriere2008 che è rimasto con noi.

Io ero taciturna per via di una discussione avvenuta in serata, nervosa e scazzata. Non parlavo, ma indipendentemente dalla sua presenza là.

Dopo un po’, con una scusa, se n’è andato.

Noi siamo rimasti ancora qualche tempo, poi siamo saliti in macchina e siamo andati via. Passando, lui è rimasto a guardare l’auto che si allontanava, facendomi un cenno lieve con la mano.

Abbiamo fatto colazione prima che albeggiasse indi, una volta tornate a casa, siamo salite in terrazza a fare due chiacchiere.

Alle sette siamo andate a dormire. O meglio, io dormivo e lei vegliava, pensierosa e rocciosa come sa essere.

Giovedì i piani erano proprio diversi. No, niente Ostello. Basta.
Siamo andate con Dearfriend Ballerina e un paio di altre ragazze a fumare il narghilé alla mela verde. Rilassante ed intimo, ottimo.

Finito quello, uscite dal locale, si doveva decidere cosa fare.

Dearfriend Porno: << Un Ostello? >>

E Ostello fu. Avevamo deciso che sarebbe durato pochi minuti, invece là abbiamo incontrato il novello De Andrè ed il fascinoso e giovane De Gregori e abbiamo indugiato in piacevoli conversazioni musicali e personali.

MisterCameriere2008 non era di turno, ma è venuto lo stesso.

Salutandoci sono stata un po’ acida:

<< Ma sempre qua sei? Non hai niente di meglio da fare? >>

E lui avrebbe potuto dire la stessa cosa di me, invece quasi si giustificava.

<< No, sono appena arrivato. Davvero, adesso soltanto. >>

E gli avrei voluto dire:

<< Caro, non devi spiegarmi niente. L’importante è che sei qui, bello come un sole! >>

Ma ovviamente non ho detto nulla, sono tornata dagli amici e ho passato l’ennesima bella serata, con lui al tavolo accanto. Alle tre, però, siamo andate via per tornare alla cara vecchia terrazza con le stelle sulla testa e il cuore che batte forte.

A casa di Dearfriend Porno trovo un equilibrio che perdo in qualsiasi altro posto. E mi sento contenta e serena.
E’ una specie di cura per i nervi: quando sono in sclero, Dearfriend Porno mi accoglie a braccia aperte e mi dimostra che mi vuole bene.

E io sono felice, perché non so dove ho letto che gli amici, quelli veri, sono quelli che quando entri nella loro vita dici "sono a casa". E io, quando entro nella Porno’s House, griderei volentieri

HOME SWEET HOME.