Hello, I love you. Want you tell me your name?

by lacapa

Negli ultimi tempi avevo avuto la netta impressione che la mia cotta adolescenziale per il bellissimo MisterCameriere2008 fosse stata limitata con successo, che la testa fosse tornata al suo posto, sulle mie spalle, e che il batticuore mi avesse definitivamente abbandonata.

Avevo decretato di aver dato troppo risalto a qualcosa che in realtà non lo meritava. Mi ero convinta che fosse tutta una questione ormonale, o roba simile.

Ieri sera io e le Dears eravamo ad una festa, una cosetta elegante, da vestito-capellisistemati-tacchi-trucco.

Era programmato che, dopo detta festa, saremmo passate all’Ostello a verificare la situazione.

All’una ci mettiamo in macchina io e Dearfriend Porno e, tutte in tiro, raggiungiamo il locale.

Grignani era in pausa. Ci siamo momentaneamente sedute con lui il quale, non ne abbiamo mai fatto mistero, è di una simpatia infinita. Parla e scherza in continuazione, riempie i silenzi imbarazzanti di racconti divertenti, narra episodi della sua vita e spiega i suoi piani per il futuro.

Cinque minuti di conversazione, poi io e Dearfriend Porno ci siamo alzate e abbiamo cercato un posto per noi.

Ero sistemata come nelle grandi occasioni: vestitino, tacchi [bassi], capelli normali, matita nera e mascara. Così agghindata non giro mai. All’Ostello poi, andiamo vestite in maniera atroce, perché l’ambiente è troppo familiare.

Dearfriend Porno era stata perfino dal parrucchiere, causando un commento positivo da parte del suo CameriereFigo al quale lei tentava disperatamente di non dare importanza.

MisterCameriere2008 non c’era. Che fortuna, eh? Di lui nemmeno l’ombra. Ero triste, profondamente dispiaciuta. Contavo di vederlo, contavo di ottenere un po’ di considerazione, un complimento… Ma lui non c’era.

Alle due, accesa l’ennesima sigaretta, mi alzo in piedi per andare a recuperare un posacenere, ché ormai là sono di casa, so dove cercare quello che voglio e so altresì che posso prenderlo da sola.
I posacenere stanno su un tavolo attaccato al muro, accanto all’ingresso laterale. Dopo aver agguantato il mio trofeo, mi volto per tornare dalla mia compagnia e mi ritrovo MisterCameriere2008 alle spalle, che mi aspettava per salutarmi.

Un altro po’ e lasciavo cadere quello che avevo in mano.

Lui mi accoglie con questo sorrisone a mille denti, una camicia nera e dei jeans meno larghi e stracciati del solito.

Stranamente, intavola una conversazione.
Domande di rito: come va? che fai? dove sei stata? col vestito… – mi fissa in panoramica, e fa un gesto  di apprezzamento alquanto eloquente.

Dopo sarebbe andato alla DiscotecaAlternativa, era passato per dare un’occhiata e vedere un po’ chi ci fosse al locale, e io dopo che facevo? DiscotecaAlternativa anch’io?

No, io no. Ad ogni modo, io stavo seduta a quel tavolo là in fondo, magari dopo avrebbe potuto fare un salto, parlare un po’ con me.

Sicuramente, ha detto lui.

Sono tornata dalle Dears tenendomi in piedi a stento. Mi tremavano le gambe, mi sudavano le mani.

Dearfriend Bellissima e Pallanuotista, il suo fidanzato, mi guardavano con tenerezza.
Mi rendevo conto anche io di avere gli occhi a lampadina. Credevo che avrebbero potuto sentirlo tutti quanto mi batteva forte il cuore.

Erano le due. Avevo un’ora, soltanto un’ora. Se non fossi tornata a casa alle tre, i miei sarebbero scesi sul piede di guerra.

MisterCameriere2008 passava da un gruppo di ragazzi all’altro, salutando e parlottando un po’ con tutti. E venirsi a sedere accanto a me non sembrava nelle sue intenzioni.

Io non lo guardavo, arrabbiata per questo suo ostentare indifferenza.
Pare che, ad un certo punto, lui mi abbia fatto un cenno, ma io ero troppo impegnata a non incrociare il suo sguardo per potergli rispondere e per scoprire cosa volesse.

I minuti passavano. Dearfriend Bellissima era un continuo:

<< Ti sta fissando… Vuole solo che tu alzi lo sguardo, è evidente. >>

Era fermo davanti a me e io non spostavo gli occhi dalle Dears, fingevo di essere coinvolta da interessantissime conversazioni con Dearfriend Porno sui pinguini del paleolitico, gli orsi polari della Cina svizzera, la questione dell’indipendenza dei cani da pastore dai contadini.

I suoi amici si allontanano, attraversano la piazza. Lui resta un po’, infine li raggiunge.

Io mi convinco che stava andando via, senza salutarmi.

Lui torna indietro. Io controllo l’orario. Le tre meno cinque,  mi congedo dalla mia tavolata, e mi allontano, senza degnarlo del minimo sindacale di considerazione.

Stava andando via senza salutarmi lui, perché io non avrei potuto fare lo stesso?
Passo davanti ai suoi amici per andare a prendere Vanda, e loro iniziano a chiamarlo ad alta voce.

<< MisterCameriere2008 >> urlano. << Sbrigati, vieni qua. >> Continuano.

Lui non li ascolta.

Passo con la macchina davanti all’Ostello. Mi fermo a parlottare con Dearfriend Bellissima che tenta di spiegarmi che lui non mi toglieva gli occhi di dosso.

MisterCameriere2008 viene verso di me. Saluto Dearfriend Bellissima, metto in moto, e parto.

Ce l’avevo con lui e, soprattutto, con me stessa perché nel mio stomaco non stavano volando delle farfalline, bensì dei gabbiani.

Arrivata a casa, sconsolata, guardo il cellulare: un nuovo sms.

Dearfriend Porno, ancora al locale, mi scriveva che MisterCameriere2008 non stava affatto andando via, al contrario. Pare che, subito dopo che io sono sparita, lui sia andato dalle loro parti e abbia commentato dicendo qualcosa tipo: << Vedo che vi siete dimezzati… >>

Dearfriend Porno ha insinuato il sospetto: si trattava forse di una frecciatina relativa alla mia assenza?

Oggi, ci ripenso a mente fredda e mi dico: LaCapa sei una pirla!