Strada in discesa

by lacapa

La strada è tutta in discesa, dopo ferragosto.

Ogni estate è così. Dal quindiciagosto in poi, l’atmosfera estiva va scemando, riducendosi sempre più a sottile linea rosata che sfuma nella porpora.

Come l’alba.

L’alba, cari miei, l’alba. Ho capito che è uno spettacolo al quale non potrei rinunciare, l’alba sul mare. Sono i colori, più che altro, il loro lento digradare: nero, blu, grigio, marrone, rosso, arancione. E il sole è alto.
Era stupendo. Tanto che mi sarebbe venuta voglia di prendere carta e penna, ad un certo punto, e di descrivere ogni attimo. Avrei potuto costruirci un best seller soltanto sulle variazioni di tonalità.

E poi era bellissimo voltarsi, rivolgere gli occhi alla spiaggia e ai sacchi a pelo stesi accanto alla sottoscritta, e vederli là, i miei ex compagni di classe, tutti in fila, ridere e scherzare, per poi ammutolirsi con lo sguardo perso sul mare brillante ed abbagliante.

La notte era appena trascorsa, e s’era parlato di stelle, di sogni, di futuro e di grandi prati verdi, anche se non ambivamo ad un prato intero e pure qualche sparuto filo d’erba sarebbe bastato [e ce lo siamo fatti bastare, ovviamente].

La notte era appena trascorsa, e ci s’era presi in giro, ci s’era buttati in acqua e s’era usciti infreddoliti, elemosinando calore, aprendo coi denti la birra, stappando il vino bianco frizzantino e storcendo il naso assaggiando la vodka al melone.

La notte era appena trascorsa, e guardando il cielo del giorno nascere nuovamente, avrei tanto voluto trascorrerne un’altra uguale, e poi un’altra, un’altra e un’altra.