Mettiamoci alla prova

by lacapa

Credo di aver fatto una cazzata. Cioè, sono convinta di aver fatto una cazzata, ma ormai l’ho fatta e non ha senso pentirsene.

Mi sono iscritta ai test di ammissione per la Scuola Superiore di Catania, una robetta che simile c’è solo a Pisa e si chiama Scuola Normale Superiore. Niente di importante, insomma.

Per la Classe delle Lettere [che è quella che io, qualora fossi ammessa, frequenterei] ci sono soltanto dieci posti, dei quali due sono riservati a studenti che non vengono da paesi dell’Unione Europea.

Dovrò sostenere due prove scritte ed un colloquio orale e, se fossi giudicata meritevole di uno scranno tra le file degli studenti, da ottobre in poi dovrei preoccuparmi soltanto di studiare. Mi trasferirei nel Campus [e questa è la principale ragione per la quale tenterò l’ammissione], la Scuola mi pagherebbe le tasse universitarie, mi darebbe vitto e alloggio gratuiti, passandomi, inoltre, una retta mensile di sopravvivenza.

Che il Campus sia esattamente a cinque minuti, a piedi, da casa mia è un dettaglio trascurabilissimo.

Tra l’altro, diciamocela tutta, il sapere che sarò nuovamente sotto esame mi stimola, e non poco.