E rimarrà forse il vuoto di noi a disarmare i rimpianti

by lacapa

Ve lo dico prima, così non vi sforzate a leggere tutto qualora la cosa vi annoiasse: il post che segue parlerà di me e di MisterCameriere2008.

Ieri sera sono andata all’Ostello. L’appuntamento era là alle 22:15, ma le Dears accumulano sempre un ritardo di almeno mezz’ora ciascuna, così qualsiasi persona con un minimo di cervello si sarebbe recata al locale alle 22:40 almeno. Io alle 21:55 avevo già posteggiato la macchina in un vicolo malfamato e malfrequentato e mi accingevo a scrivere su "Giovedì", l’agenda di viaggio di Dearfriend Ballerina, temporaneamente in mano mia.

Giacché attorno alla mia auto si stava creando un certo movimento di giovincelli ubriachi ed io ero sola nonché spaventata, alle 22:05 sono uscita e mi sono appostata ad uno dei tavoli più sfigati dell’Ostello, quelli un po’ solitari, un po’ fastidiosi, un po’ insignificanti.

Gambe incrociate all’indiana sulla sedia, penna in mano, Giovedì e le sue pagine inermi dinnanzi alla sottoscritta.

MisterCameriere2008 non si vedeva. Giorno libero, ho decretato dopo una decina di minuti.
Intanto buttavo giù parole e attorno a me si formava una piccola folla di camerieri curiosi di sapere cosa stessi scrivendo.

Ciascuno di loro è rimasto a bocca asciutta, mi sembra inutile dirlo.

Dearfriend Ballerina è arrivata per prima, straordinariamente puntuale.
Siamo rimaste un pochino io e lei, a parlare del più e del meno, degli strani accadimenti sentimentali nella mia vita, dei quali qui non posso scrivere perché "La Compagnia di Pulizie" è entrata nella mia esistenza vera, smettendo di limitarsi a quella cibernetica.

Dearfriend Ballerina va al bancone a prendere un bicchiere d’acqua. Dal mio posto, con la coda dell’occhio, la vedo alzare le braccia al cielo e farmi cenno.

Torna da me correndo.

Lei: << Non hai capito nulla. >>
Io: << E quando mai io capisco qualcosa? >>
Lei: << MisterCameriere2008 c’è. Stavo bevendo il mio bicchiere d’acqua e lui era dentro. M’è andato tutto di traverso, ho cominciato a tossire, lui m’ha vista e s’è messo a ridere. Pure gli altri… Che figura! Ad ogni modo, lui c’è. Non sei contenta? >>
Io: << Uhm. Il fatto che non l’abbia visto fuori significa solo una cosa: è dentro. Oggi è in grotta [il piano di sotto, con il fiume che scorre nda] e qua fuori non lo vedrò. >>
Lei: << Va’ in bagno, no? >>

Mi prendo un po’ di tempo, poi mi alzo e vado in bagno. Niente.
Torno indietro sconfitta.
Mi fermo al bancone a chiedere anche io un bicchiere d’acqua, ché la vodka non disseta mica tanto. Aspettando il mio bicchiere, incrocio il suo sguardo. Mi sorride, gli sorrido.

Arrivano Miamiglioreamica e Dearfriend Porno, la quale aveva intrattenuto un carteggio tramite cellulare con il suo CameriereFigo.
Miamiglioreamica ha sete. L’accompagno, mi propongo.

Mentre noi siamo là, vediamo MisterCameriere2008 uscire e dirigersi di filato al tavolo dove prima stavamo noi, salutare Dearfriend Porno e Dearfriend Ballerina e guardarsi intorno. Miamiglioreamica mi assicura che lui m’ha vista e che quindi sarebbe venuto anche da me.
Niente.
Torniamo indietro. Io non mi volto, lo supero e faccio finta di nulla. Miamiglioreamica si ferma a salutarlo.

<< Perché non scendi da lui in grotta? >> Mi chiedono le Dears.
<< Non intendo farlo. >> Rispondo laconica io.
<< Ma lui non può salire, sta lavorando. Vai. >> Continuano.
<< Non se ne parla. Per il momento. >> Mi ostino.
<< Finiscila e vai. >> Ordinano.
<< Con la fortuna che mi ritrovo, io scendo e lui sale. Non ci incrociamo e io finisco per fare avanti e indietro inutilmente. >> Profetizzo.

E sono una megera. La profezia si è avverata. Io sono scesa, piena di belle speranze, ma lui non c’era. Sono risalita, afflitta.

Le Dears al tavolo se la ridevano di gusto.

Io avevo varcato la soglia della porta principale per entrare, lui aveva varcato contemporaneamente quella della porta laterale per uscire. Io avevo varcato la soglia della porta principale per uscire, lui aveva varcato contemporaneamente la soglia della porta laterale per rientrare.

Sotto, in grotta, avevo incontrato il cuoco e avevo scambiato due parole con lui.

Lui: << Cerchi qualcuno? >>
Io: << Sì, ma non c’è. >>
Lui: << Magari dopo lo trovi. >>
Io: << Sì, magari. >>

Tra altri incoraggiamenti delle Dears, mi butto ancora. Scendo in grotta per la seconda volta. Dalle scale, lo vedo parlare con il cuoco, poggiato ad un tavolo.

<< Eccomi nuovamente. >> Faccio io, rivolta al cuoco il quale sogghigna e si fa da parte.

MisterCameriere2008 mi segue.

Lui: << Come va? >>
Io: << Bene. Te? >>
Lui: << Bene. >>
Io: << Stasera hai chiusura? >>
Lui: << Sì, stacco tardissimo oggi. Però ho l’ultima mezz’ora qua in grotta, poi salgo. >>
Io: << Uhm. >>
Lui: << Uhm. >>
Io: << Ho fissa che l’acqua del fiumiciattolo porti fortuna. >>
Lui: << Allora scendiamo? >>
Io: << No, bhé, c’è una coppia. Sono là, da soli, non mi va di rompere. Quei due teneri e romanticoni, e io che parlo di quanto sia fortunata l’acqua del fiume. >>
Lui: << Dai, possiamo andare se vuoi. >>
Io: << No, tranquillo. Ho saputo che l’altra sera sono venute un paio di amiche. Che una t’ha nominato DiscotecaFighetta. >>
Lui: << Sì. >> Scoppia a ridere.
Io: << Non ti fanno nemmeno entrare a te, in quel posto. >>
Lui: << Già. Io, poi, frequento DiscotecaAlternativa. Domani sera sono là. Tu? >>
Io: << Io non ci sono mai stata, a dire il vero. >>

Intanto che il discorso proseguiva, le nostre facce diventavano sempre più rosse. S’è parlato del concerto di stasera dei Subsonica, in piazza. Lui andrà, io andrò. S’è parlato del concerto degli Afterhours, al quale lui sarebbe voluto andare ma non è andato, al quale io sarei voluta andare ma non sono andata.

Ridevamo entrambi senza motivo, sembravamo due pirla ubriachi. Neanche lo sapesse che il suo sorriso mi fa impazzire… E poi gli occhi, giuro, ha due occhioni così!

Io: << Io dovrei spiegarti una cosa. Cioè, lo so che tu non crederai mai a quello che ti dirò, ma tanto. Ormai, io le figuracce le colleziono qui. >>
Lui ride.
Io: << Il bigliettino. >>
Lui: << Già, il bigliettino. >>
Io: << Che tu non hai usato, ma questi son dettagli. >>
Lui sorride.
Io: << Era una scommessa. >>
Io noto una strana espressione in lui. Non riesco ad identificarla bene: delusione? superbia? presa in giro?
Io: << Cioè, ti spiego. C’era questo concorso, no? Di scrittura. E io ho partecipato. Così, tanto per… Ero sicura che non avrei vinto. E ho fatto questa scommessa con le Dears, le quali erano certe, invece, che io avrei vinto. Se avessi vinto avrei dovuto fare alcune cose che avrebbero deciso loro. E ho vinto. E ho scritto il bigliettino, che tu non hai usato. >>

Suppongo si sia chiesto come abbia fatto io, con l’italiano che ho sfoggiato, a vincere un concorso di letteratura.

Lui: << Bhé, io non ho usato il bigliettino solo per una ragione. >>
Io: << No. Sei fidanzato! >>
Lui: << No no, assolutamente. E’ che all’epoca avevo dei problemi con una persona e se avessi usato il bigliettino avrei peggiorato la situazione e… Ma adesso problemi non ne ho più. >>
Io: << E il bigliettino è finito nel cestino. >>
Lui: << No, a dire la verità no. >>

Voi state immaginando una scena tranquilla, di due persone che parlano serenamente. Non è stato così. Io mi sentivo goffa e impacciata, avevo il volto in fiamme e non facevo altro che muovermi, spostarmi, toccarmi i capelli.

Io: << Wow, non credevo sarei riuscita a fare un’altra figura di merda in così poco tempo, con te. >>
Lui ride.
Io: << Bhè, adesso vado. Cioè, é meglio che io vada, no? >>
Lui: << No, cioè, resta. >>
Io: << No, vado. Tu devi lavorare, e io vado. Sì, vado. >>
Lui sorride.

Io corro su per le scale, col rischio di inciampare e di confermare in lui l’idea che s’è già fatto, ovvero quella che sono un’emerita idiota, senza possibilità di scampo.

Tornata al tavolo, eccitata come una bambina di sei anni che ha scoperto che Seìlor Mun e Milord finiranno assieme, racconto tutto alle Dears, col fiatone e la tachicardia.

Dopo non so quanto tempo, MisterCameriere2008 s’è preso una pausa. E’ uscito fuori e, senza degnarmi di mezzo sguardo, s’è diretto nella parte totalmente opposta a quella dove sedevo io, presumibilmente da un gruppo di amici.

Nel corso della serata, s’è fatto vedere soltanto un’altra volta. Una fugace apparizione quando, in compagnia dei suoi colleghi, noi si parlava di canne. S’è fermato un attimo, ha riso ad un paio di battute ed è sfrecciato nuovamente tra i tavoli, a prendere ordinazioni e a portare roba da bere.

Alle due e mezza, dopo averlo salutato, sono andata via.
Sospiravo e sospiro, che neanche uno che soffre d’asma.

[EDIT: non andrò al concerto dei Subsonica. Un’amica dà una festa in piscina e non posso darle buca. Forse faccio un salto là in tarda serata, forse…]