So come on, let me go

by lacapa

Domani, alle 14:22 [ché la precisione è d’obbligo], prenderò un treno che mi condurrà a Tropea, in terra calabra.
Vacanza con le Dears. Inizialmente avrebbe dovuto essere la Grecia, poi ci siamo buttate sulla Tunisia, abbiamo fatto retro marcia arrivando a Lampedusa, superandola e sbarcando a Favignana. Infine, per raggiungere un compromesso che andasse bene per tutti, tiè, Tropea. Tra capo e collo.

Spiagge bellissime, vita notturna da verificare ma, a quanto pare, abbastanza meritevole.
Tenda, sacco a pelo e zaino in spalla. Si torna domenica, lunedì si fa baldoria per il compleanno di Dearfriend Ballerina e poi ci si dedica alla placida quiete casalinga, chi studiando per i vari test di ammissione universitari, chi girandosi amabilmente i pollici in mancanza di roba migliore da fare.

Intanto, da domani, sono in ferie. In realtà, in ferie lo sono dal 2 Luglio, data di svolgimento dei miei esami orali, ma che volete che sia? Lo stress mentale da sempre-la-stessa-gente non è mica da sottovalutare.

Certo, direte voi, la ragazzetta non lavora mica. Che ne sa lei delle ferie, quelle vere? Dello stress? Della fatica?

Assolutamente nulla, me ne rendo conto. Ed è per questo che mi godo questi giorni, perché tanto non tornano.

Mi prendo un week-end, stacco la spina, mi allontano dalla città che odio, guardo posti nuovi e chissà che non mi colga nelle gelide notti in spiaggia un attacco acuto d’ispirazione scrittoria, che per la verità non manca. Le idee son tante, eppure tradurle in parole è compito arduo che io non riesco ad assolvere al meglio, negli ultimi tempi.

La fissa del non-essere-all’-altezza, probabilmente.

Signori miei, questo è quanto.

Buone vacanze.