Falegnameria

by lacapa

[Avvertenza: questo post ha l’unico scopo di raccontare, nella maniera più anonima e poco compromettente possibile, una vicenda accaduta alla sottoscritta. Detta vicenda, riportata alla mia mente, mi porta grasse risate e niente di più, quindi state tranquilli. Il post che segue potrebbe anche sembrare pesante nei confronti del protagonista ex quindicenne, oggi cresciutello, ma mi sento in diritto di parlarne in questi termini. E’ un intervento ironico, vi prego, prendetelo come tale.]

Quando hai quindici anni e sei un ragazzino brutto più della media degli altri ragazzini, con la faccia rovinata dall’acne, l’apparecchio ai denti praticamente da quando ti son caduti quelli da latte, un leggero sovrappeso e due orecchie a sventola, ma così a sventola, che potresti ricevere Sky e le conversazioni private della Nasa tanto sono paraboliche… Bhè, quando sei questo ragazzino la vita dev’essere decisamente difficile.

Le cose si complicano ulteriormente nel caso in cui tu sia non solo portatore insano di tutte le sfortune fisiche possibili, ma anche ipodotato cerebralmente, ovvero stupido fino all’inverosimile eppure convinto di essere questo mostro d’intelligenza e di bellezza.

Hai una risata da scimmia idiota, un alito pestilenziale e l’assurda convinzione che il fatto che tu sia più che benestante ti piazzi al di sopra dei comuni esseri mortali.

In tre parole: sei uno sfigato.

Precisiamo: io non ho nulla contro gli sfigati normali, giacché sono la persona più goffa di questo mondo e meriterei un posto d’onore nel club "Fedelissimi della sfiga", ma a tutto c’è un limite.

Il limite sei tu, quindicenne odioso, che non sei un normale sfigato, di quelli che mi stanno tanto simpatici e con cui io mi sento particolarmente a mio agio, invece sei molto di più: uno sfigato speciale, unico nel tuo genere.

Il limite sei tu, quindicenne odioso, che parli tanto di quello che sai fare, di quanto tu sia superiore agli altri, di quanto tu sia ricco, simpatico, bello ed intelligente.

Il limite sei tu, quindicenne odioso, che indossi quegli abiti iper-firmati e ti vanti di quanto tu li abbia pagati, ridendo di coloro che acquistano soltanto con gli sconti.

Il limite sei tu, quindicenne odioso, che hai una villa di dimensioni paurose con una grande piscina e un giardino curatissimo in cui non inviti mai nessuno perché ti si rovina il prato e si sporca l’acqua.

Il limite sei tu, quindicenne odioso, che vivi davanti al computer, fai quei giochi di ruolo in cui devi fornire il tuo numero di carta di credito per acquistare una gemma del potere, che ti dà la possibilità di uccidere un numero tot di lupi mannari in soli cinque minuti di gioco.

Il limite sei tu, quindicenne odioso, che non esci perché fuori c’è troppa brutta gente e ti trincei in casa, davanti al tuo mega schermo ultra piatto, e non hai mai letto un libro in vita tua, perché godi di una cultura in te insita, che cade dal cielo e che ti rende migliore di chiunque ti stia attorno, arrogante e presuntuoso.

Il limite sei tu. E basta.

Poi, però, il limite sei anche pronto a superarlo.

Sì, sai anche andare oltre.

Oltre, perché capisco che a quindici anni i tuoi ormoni siano in subbuglio e che tu abbia delle esigenze fisiologiche che non puoi ignorare… Capisco questa e molte altre cose, però.

Immaginate la scena.

Vacanza. Camera. Ragazzina quattordicenne fissa il soffitto, insonne. Quindicenne odioso nel letto accanto, insonne. Ragazzina quattordicenne sente strani rumori, sente qualcuno ansimare. Si volta. Quindicenne odioso in posizione fetale e sguardo da maniaco, si muove in maniera inconsulta sotto le coperte, fissando con insistenza la ragazzina quattordicenne. Ragazzina quattordicenne chiude gli occhi e si finge dormiente, si volta dall’altra parte e passa una nottata orribile, disgustata e spaventata.

Spegnete la vostra immaginazione.

Quindicenne odioso, proprio per la mole di sfighe fisiche ed intellettive che si concentrano nella tua figura, sono disposta a comprendere gli ormoni in subbuglio e le esigenze fisiologiche di cui sopra, ma non aspettarti che la ragazzina quattordicenne [che potrei anche essere io cinque anni fa] non rida di te per il resto della sua vita e non ti consideri l’essere più abietto, sordido e rivoltante sulla faccia del pianeta.

Quindicenne odioso, fossi in te, verificherei bene la mia discendenza cercando sull’albero genealogico.

Chissà, magari Mastro Geppetto è tuo padre e non lo sai