Secondo te, come si suiciderà?

by lacapa

La vostra affezionatissima ha avuto un grande talento, per un certo periodo della sua vita: la capacità d’infrangere cuori. Quello di una persona in particolare. Lui, adesso, E’solounamico, eppure un tempo fu il fidanzato innamoratissimo della sottoscritta.

Io, però, non ero [e forse non sono] fatta per i legami. Durai tre mesi, poi scappai a gambe levate. Io fidanzata? Macchèscherziamo?! Peraltro, all’epoca, non si profilava affatto la penuria maschile degli ultimi periodi, anzi, e il numero di pretendenti più che accettabili che mi giravano attorno mi portava arrogantemente a pensare che la succitata penuria, in realtà, non si sarebbe mai fatta vedere dalle mie parti.

Dearfriend Ballerina ed io, proprio in quei giorni, ci dedicammo ad una delle conversazioni meglio riuscite degli ultimi tre anni.

Avevo piantato da meno di quarantotto ore E’solounamico.

Dearfriend Ballerina: << Poverino, ci starà malissimo. >>

Io: << Già. >>

Dearfriend Ballerina: << E’ distrutto. Quello, senza di te, si uccide. >>

Io: << Può essere. Secondo te, come si suiciderà? >>

Dearfriend Ballerina: << Secondo me si butta dal balcone. >>

Io: << Secondo me s’impicca. >>

Dearfriend Ballerina: << Sì, il cappio, il cappio. Che si stringe attorno al collo e le sue gambe penzolanti nel vuoto della sua camera. E tu sarai stata la causa di tale morte. >>

Io: << Oppure si taglia le vene. Tipo Seneca. >>

Dearfriend Ballerina: << Magari anche con la cicuta. >>

Io: << Interessante, la cicuta. Non lascia tracce nel corpo esanime. >>

Dearfriend Ballerina: << Potrebbe anche allacciarsi un masso attorno al collo e gettarsi nel vuoto di un fiume, dall’alto di un ponte. Sarebbe morte certa, per annegamento. >>

Io: << Immagina i titoli dei giornali. >>

Dearfriend Ballerina: << Suicidio d’amore. >>

Io: << Mi ci vedi a me vestita di nero a piangere al funerale? >>

Dearfriend Ballerina: << Oppure si spara un colpo alla testa. Il proiettile lo trapassa e sulle sue labbra si potrà leggere ancora, lieve, un "ti amo"! >>

Io: << Quanta poesia. E’ solo un suicidio. >>

Dearfriend Ballerina: << Il suo piccolo cuoricino, spezzato esattamente a metà. >>

Io: << Come in quella puntata dei Simpson, quando Lisa spezza il cuore di Ralph in diretta tv, e Bart, col fermo immagine, individua precisamente il momento di massima sofferenza. >>

Dearfriend Ballerina: << Lo spannung di una vita, insomma. >>

Io: << In poche parole, sì. >>

Dearfriend Ballerina: << Magari, dopo morto, avvertirai la sua mancanza. >>

Io: << O il senso di colpa. >>

Dearfriend Ballerina: << Assassina. >>

Io: << Insensibile, più che altro. >>

Quanto scritto, nei limiti della fallibilità della mia memoria, corrisponde abbastanza fedelmente al contenuto del dialogo telefonico che tanto piace a me e a Dearfriend Ballerina. Siamo andate avanti, per più di un’ora, ad elencare le maniere per mezzo delle quali un ragazzo potrebbe decidere di porre fine alla propria esistenza, per colpa di un’acida fanciullina che, dall’imperscrutabile delirio di onnipotenza dietro il quale s’è trinceata, ha dichiarato solennemente: << E’ che io non so se ti amo. >>

Ogni tanto, godendo della nostra acuta malvagità, riportiamo alla memoria questa discussione e ne ridiamo vergognosamente.

Lui, per dovere di cronaca, è ancora vivo, sebbene, affranto dal dolore, ben più di una volta abbia fiocamente affermato qualcosa che suonasse più o meno così:

<< Senza te accanto, non ho idea di come potrei continuare a vivere. >>

In quei momenti, avrei spesso voluto rispondere:

<< Qualche suggerimento su come smettere, se vuoi, posso anche dartelo. >>