Incidenti di percorso

by lacapa

Setto nasale lievemente deviato. E sottolineo lievemente.

Perché tu, come un bambino che lo vede per la prima volta, allorquando ti trovi davanti al mare senti forte l’impulso di fare il bagno, giocare con gli amici, tuffarti, sguazzare allegramente tra le onde e la schiuma da esse prodotta.

Il fatto è che il litorale è spesso affollato e, tra la tanta gente che cerca refrigerio dalla calura in acqua, risulta difficile godere del dovuto spazio marino in santa pace.

Sei con i tuoi compagni di classe, e si scherza, com’è naturale. Tu decidi che hai voglia di farti una nuotata, e ti immergi, a capo chino, dandoti una bella spinta. Davanti a te, non hai avuto modo di accorgertene, una tua compagna ha contemporaneamente deciso di mostrare a tutti le sue abilità acrobatiche, sicché si sta esibendo in una serie di verticali subacquee.

Queste due decisioni, sarà evidente, sono incompatibili. CompagnaAcrobata perde l’equilibrio e si lascia scivolare via, scalciando a pelo d’acqua.

Tu senti una botta proprio sul naso, non capisci più nulla e riemergi. Un piccolo urlo, CompagnaAcrobata si avvicina, chiede scusa e perdono. Tu ridi, ché tanto non è niente. Ti è soltanto arrivata una pedata in piena faccia.

La tua giornata prosegue tranquilla, senza acuti di alcun genere. Poi, capiti davanti ad uno specchio.

Cos’è quella?
Quella cosa?
Cos’è quella cosa là, al posto del mio naso?
Quella roba gonfia, gobbuta, violacea?

E’ il tuo naso. Provi a toccarlo, ma fa male. Nulla di preoccupante, ad ogni modo.

Torni a casa, a fine giornata, metti sulla tua faccia ghiaccio e cremine medicamentose varie.
Ti svegli, il giorno dopo, che il naso duole ancora. Ti ri-guardi allo specchio: è gonfio, gobbuto e violaceo. Ti avvicini ancora un pochino alla lastra.
Diamine, è storto.

<< Mamma! >> urli.

E rimani immobile, indicando con l’indice il nasone. Tua madre accorre, ti guarda ed esplode in una fragorosa risata.

<< E’ storto! >> gridi.

<< Ma solo un pochino… >> ti conforta lei, sempre ridendo.

Arriva anche tuo padre, richiamato dal frastuono. Lui, uomo di mondo, di nasi e d’ossa se ne intende. Ti acchiappa il setto nasale con due dita e… Crack, crack! Lo sposta prima a destra poi a sinistra, con tuo immenso dolore.

<< Eh sì, probabilmente c’è qualcosina che non va. >> conclude serafico, mentre tu hai le lacrime agli occhi perché dalla dannatissima appendice facciale si propagano ondate di fisica sofferenza.
 
"Esagerano per spaventarmi", pensi con convinzione. Intanto, il colore si è riavviato ad una quasi normalità e ti sei abituata alla gobbitudine ed al gonfiume della parte centrale del tuo viso.

In serata esci, rivedi MisterCameriere2008 e passi del tempo in allegria con le Dears.

L’indomani mattina, per non farti mancare nulla, vai dal medico amico di tua madre. Pure lui, acchiappa ‘sto benedetto setto e… Crack, crack!

<< Eh sì, probabilmente c’è qualcosina che non va. >> sentenzia.
"Ha scoperto l’acqua calda, il tizio", rifletti sofferente.

<< Ma tranquilla, niente di preoccupante. Una cosina da poco, un’incrinatura che puoi lasciar anche così, magari si sistema col tempo. Ma tu ce li hai messi la crema ed il ghiaccio? >> domanda, con fare severo.
"E’ un cretino, non c’è niente da fare", ormai non hai il minimo dubbio.

<< Certo, il gonfiore è proprio brutto a vedersi… Ma sarà solo per pochi giorni, eh. >> chiude, con tono fintamente rassicurante.

Tu avresti tanta voglia di dargli un calcio in faccia, al dottorino. E di dirglielo tu, con la faccia più da idiota che ti riesce: "certo, il gonfiore è proprio brutto a vedersi…".