La Corrida

by lacapa

Dilettante nel senso che mi diletto. Di molte cose, invero, nessuna delle quali minimamente interessante. A dire la pura e semplice verità, mi diletterei di tutto negli ambiti più disparati, ma il tempo e le possibilità sono quelle che sono e quindi non mi pongo nemmeno più il problema.

Non mi diletto di geografia, ad esempio. Proprio, non ho idea di dove si trovino certi posti.

Tipo, la Russia: tu, immenso e gelido gigante, continente più che nazione, io lo so dove stai! Sì, lo so bene. Nelle cartine sei il primo colore che salta all’occhio. Rossa e grande. My dear Russia, della cui storia mi sono appassionata. My dear Russia, luogo in cui, probabilmente, in vita mia non mi recherò mai.

Mai? Mai dire mai, siore e siori.

Oggi, la Sorella discuteva con la vostra affezionatissima del più e del meno, ed è uscito fuori che la prossima settimana, grazie ad una strana associazione della quale lei conosce il decano, una decina di ventenni russi verrà a visitare la ridente Sicilia. Embé?, direte voi.

Il decano, amico di Sorella, le ha chiesto se avesse voglia di dargli una mano, facendo da accompagnatrice ai baldi giovani, portandoli a divertirsi e a fargli conoscere le meraviglie della terra sicula, tra mozzarella, pizza e mandolino. Naturalmente, per assolvere al meglio il compito, sarebbe necessaria una minima conoscenza della lingua inglese. I ventenni russi non è che la parlino benissimo, ma Sorella ha padronanza soltanto del basilare hello-what-is-your-name-how-are-you-my-name-is-fine-thank-you, ragion per cui pare essere inadatta al ruolo. Sorella, però, in un impeto di generosità parentale si è ricordata di avere una diciottenne femmina in casa, la quale – se non si fosse capito, sono io – riesce anche a chiedere l’ora, a domandare indicazioni stradali e a darne, tutto nella lingua di Carlo e Camilla. Insomma, ho le carte in regola per conquistare il mondo.

Non mi pagano. Ma non ha importanza.

Avete presente il "do ut des"?

Io do portando a spasso i russi nella mia madre terra, loro daranno, a giugno dell’anno prossimo, portandomi a spasso [senza che io sborsi un centesimo] nella rispettiva madre terra, per la precisione, a San Pietroburgo.

Mi ci vedo già a passeggiare per quegli spazi grandiosi e gelati, con lo zaino pieno di matrioske.

Mi sorge spontaneo, però, un dubbio amletico: dove matrioska è San Pietroburgo?
Menomale che dio ha inventato Google Maps.