Saggezza infantile

by lacapa

Dopo una giornata di mare con le Dears, mi accingo a tornare a casadolcecasa. Chiedo un passaggio a mia zia, al mare anche lei.
In macchina eravamo: io, MiaZia, AmicaDiMiaZia, Figliadell’Amica, CuginoPiccolo e Cugina.

C’era silenzio. Figliadell’Amica, CuginoPiccolo e Cugina erano arrabbiati. Al Lido, ieri sera, ci sarebbe stata una festa a cui loro avrebbero voluto prendere parte. C’è sempre da divertirsi per bambini di età compresa tra i sei e gli undici anni.

MiaZia, impossibilitata a portarli, cercava di giustificarsi. I bambini nulla, silenzio più totale.

MiaZia: << Visto? Star zitti è sintomo di stanchezza. A stasera non ci sareste neanche arrivati, ché tra un po’ vi addormentate in macchina. >>

CuginoPiccolo e Figliadell’Amica tacciono, con la faccia imbronciata.
Cugina, invece, nordica per colorito di occhi-capelli-carnagione, s’indispettisce. Una ottenne i cui desideri non vengono esauditi è una mina vagante.

Cugina: << Perché? Dobbiamo sempre parlare? E’ così bello il silenzio, al posto di quel brutto blablablabla senza senso. >>

MiaZia è rimasta senza parole. In macchina c’è stato un attimo di riflessione comune, suppongo.
Io, almeno, ho riflettuto.
E le conclusioni del mio pensiero sono riassumibili in: caspita!, Cugina ha detto una cosa proprio vera.