Le mie brame

by lacapa

Stamattina, alle setteantimeridiane, mi ritrovo davanti al mio specchio. Capelli arruffati, occhiaie di chi, alle tre di notte, ha deciso di leggere "Sensazioni e Allucinazioni" di D’Annunzio, per l’assurda convinzione che sarebbe stata una domanda del commissario d’italiano.
Mi lavo i denti, la faccia. Sento caldo.

Guardo fissa la mia immagine riflessa.

<< Cara LaCapa, >> mi dico << tu non sai assolutamente nulla. >>
Alle ottoantimeridiane ero a scuola, cosciente della mia ignoranza. Alle ottoetrentaantimeridiane, hanno fatto entrare la prima esaminanda. Io sarei stata la seconda.
Alle noveantimeridiane davo calci misurati contro il muro, nervosa, nevotrica, spaventata.

Alle noveetrentaantimeridiane MissGreco, professoressa di quell’idioma ormai familiare, mi chiama.

<< LaCapa, tocca a te. >>

Io e DearLowe, che sarebbe stata chiamata subito dopo la sottoscritta, avevamo fatto, in mattinata, una riflessione: siamo carne da macello. Ci avviamo, con l’etichetta della provenienza, verso i nostri carnefici, i quali ci triteranno e raccoglieranno i nostri resti in un piatto variamente imbandito.

Sistemo il computer, piazzo il proiettore, fornisco le spiegazioni del caso ai membri della mia commisione, introducendo l’argomento della tesina.
Mentadent, esaminatore di Letteratura Italiana e Latina, soprannominato in tal maniera da me vista la dentatura bianca e perfetta, si esibisce in una serie di smorfie di disapprovazione difficilmente fraintendibili.

Il video inizia. Dopo appena un minuto di proiezione, ancora lontani dal punto focale del cortometraggio, Mentadent esordisce.

<< Staccatelo. Io non sono obbligato a vedere queste scene. >>

Divento viola, un po’ per la rabbia un po’ per l’imbarazzo. Insomma, ci ho lavorato e mi sono impegnata, per quale ragione questo trattamento?

Ad ogni modo, non mi sono lasciata vincere dal nervosismo, e ho proceduto ugualmente all’esposizione della mia tesina, senza alcuna titubanza o errore. Considerato che Mentadent teneva banco, mi è stato impossibile esporre le tematiche che più avevo care. Irvine Welsh? Bret Easton Ellis? Charles Bukowski? Troppo.

E’ arrivata in mio soccorso EnglishTeacher, santa donna. Lei, approfittando della mia abilità con le lingue straniere, mi ha fatta parlare di quegli argomenti che Mentadent mi aveva costretta a snobbare. Ed ecco quindi che mi lancio in una accorata esposizione della superiorità musicale dei Beatles rispetto ai Rolling Stones, in una spassionata descrizione de "I Sotterranei" di Jack Kerouac, chiudendo con un graziosissimo WHO-NEED-REASONS-WHEN-HE’S-GOT-HEROIN?

Mentadent mi ha presa chiaramente in antipatia.

Mentadent: << LaCapa, lei mi cita Pasolini… Ma ha letto qualcosa del suddetto intellettuale? >>

Io: << Bhè, sono convinta che non si possa parlare di qualcuno senza conoscerne le opere. Ovviamente ho letto i romanzi di Pasolini, come ha potuto leggere nella nutrita bibliografia che ho presentato. >>

LaCapa 1 – Mentadent 0

Mentadent: << Ebbene. Se mi parla di Baudelaire deve necessariamente citarmi gli altri Simbolisti francesi, le pare? >>

Io: << Mallarmè, Verlaine… Sono solo un paio, parte di un nutrito gruppo di scrittori che fanno dell’abuso di sostanze stupefacenti fonte d’ispirazione. >>

LaCapa 2 – Mentadent 0

Mentadent: << E il movimento culturale che in Italia si caratterizza per costumi così libertini dal punto di vista delle droghe? >>

Io: << Così, su due piedi, mi verrebbe da dire la Scapigliatura. >>

Mentadent: << Coordinate spazio-temporali, per piacere… >>

Io: << Anni ’70 dell’Ottocento. Milano e Torino, punti focali! >>

Mentadent: << E Genova? >>

Io: << Bhè, quella fa parte di questo gruppo solo da punto di vista commerciale, non tanto letterario. >>

Mentadent: << Da cosa deriva il termine "scapigliatura"? >>

Io: << Da "scapigliati", ovvero i letterati che aderivano a quel movimento. E’ una traduzione del termine francese bohémienne, e significa, letteralmente, "spettinati". >>

Mentadent: << Sì, ma c’è un’opera in particolare… >>

Io: << Mi spiace. Non la ricordo. La Scapigliatura l’abbiamo studiata solo superficialmente, per introdurre un nuovo periodo della letteratura italiana. >>

Mentadent: << Ma lei che è stata presentata con questi voti [10 in lettere, nda], avrebbe dovuto approfondire, non crede che sarebbe stato il caso? >>

LaCapa 2 – Mentadent 1

Mentadent: << Traduciamo un brano di Lucrezio? >>

Io dico [con sguardo affranto e sinceramente dispiaciuto]: << Ehm, veramente ho dimenticato il libro di classico dell’anno scorso. Ho portato solo quello di quest’anno. Ma, se vuole, posso parlarle ugualmente di Lucrezio, giacché conosco la storia dell’autore e della sua opera. >>

Io penso [compiaciuta delle mie capacità d’attrice]: << Lucrezio non l’ho studiato, porca miseria. Menomale che ho scordato il libro, così non me lo fa ripetere. >>

LaCapa 2 – Mentadent 2

Mentadent: << In letteratura italiana, certamente, ha studiato un brano che si collega alla perfezione con la sua tesina. Mi stupisce che lei non l’abbia inserito. >>

Io: << "Sensazioni e allucinazioni" di D’Annunzio. >>

Mentadent: << Esattamente. Me lo racconti, in maniera dettagliata. >>

Io penso: << Che culo che l’ho letto stanotte! >>

Mentadent: << Mi dica le opere di D’Annunzio. >>

Io penso: << Ma proprio lo scrittore che odio di più mi doveva chiedere? >>

Mentadent: << Mi esamini "La pioggia nel pineto". >>

Io penso: << Mannaggia, continua. D’Annunzio mi sta proprio sui cosiddetti! >>

Io, trafelata, rispondo ad ogni singola domanda. Mentadent si accanisce, con l’evidente scopo di cogliermi in fallo.

LaCapa 3 – Mentadent 2

Io: << Mi sarebbe piaciuto che vedesse tutto il video, alla fine del quale avrei potuto farle il raffronto tra una protagonista del video e un personaggio di Pirandello. >>

Mentadent: << Ecco. Non sarebbe stato meglio se lei avesse fatto qualcosa di più didattico? >>

Io: << Speravo che il fatto che io intendessi dimostrare che ho una cultura che non si limita a quella scolastica sarebbe stato ben accetto. >>

LaCapa 4 – Mentadent 2

Io mi scompongo sulla sedia, mettendomi "comoda". In pratica, incrociando le gambe all’indiana.

Mentadent: << Signorina, un po’ di compostezza! >>

LaCapa 4 – Mentadent 3

Il mio esame si è protratto per quasi novanta minuti, metà dei quali occupati da Mentadent. Una partita di calcio. Niente rigori, stavolta.

Appena uscita, alquanto soddisfatta, la commissione si è chiusa in aula per decidere la mia valutazione.
Sono rimasti dentro per mezz’ora. Abbiamo sentito urla, abbiamo visto dalla porta (che ha una piccola finestrella di vetro) Mentadent farsi rosso rosso in faccia e gridare, EnglishTeacher alzarsi in piedi, nervosa, MissGreco alterarsi, StoricaFilosofa [insegnante di storia e filosofia] dissentire vistosamente, ilPresidente [della commissione] cercare di mettere pace.

Allora. Io non ho idea di che cosa si siano detti là dentro. Immagino soltanto, in base a ciò che ho visto ed origliato, che abbiano litigato di brutto, e che lo schema del combattimento sia stato Tutti-Contro-Mentadent.
Mezz’ora per decidere con quale punteggio farmi passare questa Maturità. O per decidere se assegnarmi o meno la Lode, dal momento che, avendo ottenuto il massimo agli scritti ed essendo stata presentata con tutti i crediti possibili, il Cento dovrebbe essere quasi sicuro.

Profia mi aveva accennato al discorso della Lode. Boh.

L’unica cosa che m’importa, al momento, è che ho finito. Col liceo, dico, ho finito. Mi sembrava che l’essere studentessa del Classico fosse ormai una situazione permanente acquisita. Invece no, tutto è stato vigliaccamente temporaneo.

Mi hanno chiesto che facoltà sceglierò.

Lettere Moderne, ho risposto.