Nuovi lettori

by lacapa

[Piccola nota per chi mi legge abitualmente: questo post è per Profia, che al momento è davanti al pc avida di conoscenza cibernetica…]

{Lo so che la cosa sembra poco spontanea adesso, anzi, a dirla proprio tutta, sembra davvero forzata, però giuro che avevo in mente di scrivere una roba del genere da un po’ di tempo, anche perchè, i miei lettori affezionati lo sanno, uso il blog per buttarci dentro pure le cose più o meno gentili.

Che incipit! Vero, Profia?

No, non ci sarà mica rimasta male per lo pseudonimo? E’ che ho dato il meglio della mia fantasia con altri nick, tipo DonnaEquazione e MisterCameriere2008, due elementi che lei mi ha spesso sentito nominare, o Mr Telecom e Originale, che lei non può conoscere ma che, obiettivamente, hanno due soprannomi che calzano loro a pennello.

Ho pensato che in questo post avrei finalmente potuto ripagarla con la sua stessa moneta, descrivendo il frutto di un anno scolastico di osservazioni, giacché in questi nove mesi [un parto, praticamente], seduta alla cattedra, lei ci fissava con fare distratto ma, in fondo in fondo, formulava astratti pensieri riguardo le nostre personalità e, ne sono convinta, è riuscita ad ottenere un quadro abbastanza veritiero delle attitudini di ciascun elemento della terzaddì.}

Chiusa la premessa, posso cominciare.

Profia è entrata in classe un assolato giorno di settembre e, inutile nasconderlo, suscitò una certa curiosità in ventisei adolescenti. Sembrava mia sorella! No, giuro. Ci somigliava parecchio.
Noi tutti ci chiedemmo se sarebbe stato come l’anno precedente, quando, con una certa supplente [veramente in gamba e preparata], CompagnoDiClasse potè permettersi tale colorito scambio di battute:

Supplente: << Voi avete un sacco di lacune, sul serio. Veri e propri buchi di sapere… >>
CompagnoDiClasse: << Supplente, io con Lei sarei disposto a tappare qualsiasi buco! >>

All’inizio eravamo un po’ sulle nostre, del resto, non ci conoscevamo affatto e credo ci fosse una certa diffidenza reciproca di fondo.
Profia è magra magra, un po’ più alta di me, coi capelli lisci sempre un tantino spettinati e l’aria di chi, ovunque si trovi, stia passando di lì per caso.
Sembra sempre distratta e ha un chè d’iperattivo, si muove a scatti e parla tantissimo, quasi quanto me.
Profia mi prende sempre in giro per la cadenza della mia voce, perchè non sono esattamente una ragazza sportiva, per il mio tono da saputella, per la postura che assumo quando fumo, per le facce strane che faccio a volte, per come comincio gli sms, per la fisicità di un mio spasimante e per duemila altri motivi che figurarsi se me li ricordo.
Però, in fondo, è simpatica, eh! E poi legge tantissimo, qualsiasi libro voi le nominiate, lei l’ha già letto e sarebbe anche capace di citarvene, con precisione quasi maniacale, una o più frasi.
E’ politicamente scorretta, nel senso che in una scuola nota per essere un forte della destra è una delle poche a mostrarsi chiaramente di sinistra.
I primi giorni mi faceva troppo ridere: immaginate questa ragazza [che sembra una di noi] che attraversa il cortile con gli occhiali da sole verdi, un maglioncino verde pure quello, jeans, anfibi, sciarpina al vento,  borsa a tracolla e una copia del Manifesto sotto braccio.
Profia nutre pure lei una certa ammirazione per Marco Travaglio, infatti tutte le volte [due] che è venuto qui per presentare un libro o roba simile, lei era presente. La seconda, in particolar modo, siamo rimaste  entrambe sedute per terra per tutto il tempo della conferenza, facendoci rimproverare da una tipa seduta accanto a noi perchè parlavamo troppo.
M’ha detto ieri sera che al suo fidanzato abbiamo perfino fatto tenerezza.
Che poi, il fidanzato di Profia è un capitolo a parte pure lui… E non aggiungo altro perchè sono già stata abbastanza sfacciata nei suoi riguardi e non ho risparmiato i commenti.
Profia ha viaggiato tantissimo, ha vissuto a Parigi e tiene le finestre chiuse anche d’estate perchè ha paura degli scarafaggi. Come darle torto?

In genere, i tuoi insegnanti del liceo non riesci ad immaginarteli da giovani. Lei sì, senza nemmeno sforzarti troppo.
E poi, tra gli altri, dovrei riconoscerle un merito: è stata la prima prof a farmi pensare che, forse, fare l’insegnante non è poi cosa malvagissima