Casi giornalistico-giudiziari

by lacapa

Ormai è diventata un’abitudine per i giornalisti trovarsi in un’aula di tribunale. Certo, loro si divertono. Ci vanno volentieri, che pensate? Un giorno sì, quello dopo no, l’altro ancora nuovamente sì. Per tutto l’anno. Praticamente, potrebbero fare gli avvocati come secondo mestiere, che tanto la giustizia la conoscono meglio di blasonati professionisti.

Oggi mi trovavo a leggere il blog di Beppe Grillo, e lì ho potuto apprendere la storia dell’ennesimo giornalista con la posta intasata di querele.
Si tratta di Antonino Monteleone, il cui blog è stato addirittura posto sotto sequestro. Ma vi sembra una cosa possibile? No. Sul serio. Non scherzo. Vi sembra una cosa normale in uno stato democratico?
Ho letto tutto il post e, alla fine, ero arrabbiatissima.

Qua stiamo arrivando a livelli di anti-libertà che non avrei mai ritenuto possibili. Qualche post fa scherzavo sul reato di informazione a delinquere, eppure se i presupposti sono questi non ci vorrà molto prima che lo creino davvero. Anzi, non vorrei essere stata fonte d’ispirazione.

Ad ogni modo, ho deciso di scrivere una e-mail di supporto ad Antonino.
Ve la posto:

Caro Antonino,
mi permetto di darti del "tu" perchè, avendo io diciannove anni, non sei poi tanto più grande di me; mi permetto altresì di dirti "caro" giacché, dopo aver letto della tua situazione sul blog di Beppe Grillo, mi pare una dimostrazione di stima quanto meno necessaria.
Da maturanda aspirante giornalista non ho molta esperienza nel campo dell’informazione, del resto, alla mia tenera età, sarebbe presuntuoso pretendere di averne. Eppure credo di essermi fatta un’idea molto chiara dell’informazione pura,corretta e seria, e credo anche che nel nostro Paese, tranne qualche eccezione, non ci sia nessuno disposto a dire le cose come stanno veramente, senza chinare lo sguardo e tapparsi la bocca dinnanzi alle corrotte autorità politiche che, con sfacciataggine sorprendente, pretendono di avere ragione dei media e delle notizie, in nome di un tanto paventato quanto falso impegno sociale e culturale.
Ti scrivo con l’unico scopo di esprimerti un supporto che, certamente, non è mio soltanto ma di quanti ritengano che i giornalisti non debbano essere imbavagliati con provvedimenti giudiziari chiaramente ingiusti.
E’ assurdo quello che sta capitando negli ultimi tempi in Italia: osceni ddl contro le intercettazioni da una parte, V2-Day a favore di un’informazione libera dall’altra. Mi domando in quale altro Paese civile e democratico del mondo accadano cose del genere.
Che l’Ordine non ti stia supportando è scandaloso.
 
Leggendo quello che ti sta succedendo mi risulta impossibile non chiedermi se sia la cosa giusta tentare di fare un mestiere che, per come la vedo io, mi porterà, nel migliore dei casi, ad essere una giornalista di nicchia o, nel peggiore dei casi, nonché più probabilmente, a non poter esercitare liberamente la professione per via di interventi esterni.
 
Pensavo, ingenuamente, che internet fosse ancora una terra franca. Mi sbagliavo. Anche i blog possono essere messi a tacere, come mi dimostri.
Forse, il "caso" che ti riguarda, grazie anche alla visibilità del Blog di Beppe Grillo, farà molto rumore. Certo, è inquietante che per sentir parlare di giustizia bisogni cercare sulla pagina web di un comico.
 
Spero che tu risolva tutto per il meglio.
 
Un saluto, 
Luisa Santangelo

Ero, e sono, indignata.
Cicerone chiedeva a Catilina: << Quo usque tandem abutere Catilina patientiae nostrae? >> [Cito a memoria, scusate per eventuali errori]. Si traduce in: << Per quanto tempo ancora Catilina abuserà della nostra pazienza? >>

Non finirò mai di chiedermelo: PER QUANTO TEMPO ANCORA I POLITICI ABUSERANNO DELLA MIA PAZIENZA?
No, perchè ha un limite. E non vorrei che superando questo limite mi passi anche la voglia di scrivere.