Ma chi rimborsa chi non è soddisfatto?

by lacapa

Oggi è il 27 Aprile 2008.

E giuro che Mister Telecom rischia di essere vittima delle ire di una diciottenne che usava internet quotidianamente e che ne è stata privata all’improvviso per un tempo troppo lungo per poterlo sopportare.
Vi spiego: ormai due mesi fa, Madre ha deciso di cambiare contratto e di attivarne un altro, sempre con Telecom [perché è brutto buttare le cose vecchie, anche se non funzionano]. Ci era stato detto che nel giro di una settimana tutto sarebbe stato risolto e noi avremmo potuto godere nuovamente dei servigi dell’onnipotente Mister.
Sono passate due settimane, e Madre decide di telefonare al Centro Assistenza per vedere a che punto si era giunti con il nostro contratto. La signorina sottopagata del Call Center, povera donna, si rende conto che, ops, la richiesta di cambio del contratto ancora doveva essere inoltrata. La inoltra immediatamente e ci avvisa che, purtroppo, avremmo dovuto aspettare la prossima bolletta del telefono per la declassazione effettiva del nostro vecchio contratto e che, quindi, dopo che fosse arrivata la nuova bolletta, noi avremmo potuto telefonare nuovamente e, in virtù della condizione contrattuale appena acquisita, richiedere l’allaccio della linea adsl con non so che promozione; ovviamente, anche per riavere internet avremmo dovuto attendere del tempo, almeno una settimana.
La nuova bolletta è arrivata, il 21 Aprile. In teoria, essendo passata una settimana, io dovrei già avere internet.
In teoria.
In pratica nella bolletta non figurava la declassazione del contratto. Madre telefona, ancora una volta, al centro assistenza, e la signorina sottopagata del Call Center, povera donna, è mortificata. C’era stata una svista o non so che altro, per cui avevano dimenticato di rescindere il contratto vecchio, pertanto era stato loro impossibile attivarne un altro contemporaneamente.
Il succo è il seguente: bisogna attendere la prossima bolletta del telefono e, se Mister Telecom vorrà, godremo dei benefici di un nuovo contratto e di un parziale rimborso per il tempo perso ed i soldi sprecati continuando a telefonare con una tariffa di cui noi avevamo chiesto il cambiamento ben due mesi fa. Naturalmente, oltre ad un ulteriore mese, dovranno passare sette giorni, o più, per riavere internet.
Se le cose andassero avanti senza intoppi aggiuntivi, potrei tornare nel mondo dei bloggers più o meno nella prima decade di giugno.
Contiamo. Mi hanno staccato Alice il 9 Marzo.
9 Aprile: un mese di astinenza.
9 Maggio: due mesi di astinenza.
9 Giugno: tre mesi di astinenza.
Mister Telecom per puntualità può fare concorrenza alle Ferrovie dello Stato.
Ora, si trattasse soltanto di aggiornare il blog e mantenere i miei contatti con il resto del mondo potrei anche stringere i denti e farmene una ragione. Purtroppo, mio malgrado, il discorso è più ampio: vi ho parlato della mia tesina di maturità. Molto del materiale che mi serve, soprattutto quello relativo ai culti di Dioniso e Bacco, non lo trovo sui libri di scuola, che pure sto sfruttando al massimo delle loro possibilità.
Ho bisogno di un bacino più ampio dal quale attingere informazioni. E proprio perché so che internet non è una fonte nota per la sua attendibilità, non posso fare le mie ricerche da un internet point. Lì il tempo incalzerebbe, non potrei eseguire tutti i raffronti di cui necessito, non potrei verificare un benamato fico secco.
Tradotto: i grandiosi progetti per la mia tesina vanno allegramente a prostituirsi.
Altradearfriend mi avrà detto una cosa come una quindicina di volte che posso buttarmi a casa sua e fare quello che voglio col suo pc, ma non mi sembra il caso di abusare della sua gentilezza. Voglio dire, posso mica attaccarmi al suo computer e mettermi a fare le ricerche più assurde. Se volessi fare le cose bene, ci metterei almeno due ore e mezza, o giù di lì. Altradearfriend mi aiuterebbe con piacere, ma non me la sento di approfittare della cortesia altrui.
In ogni caso, c’è sempre la possibilità che io attui il mio magnifico piano criminale.
Pensavo di andare a casa di Mister Telecom, armata forchetta e colla vinilica [sono sicura che, dopo anni di Muciaccia e McGyver, sono in grado di costruire una bomba atomica con quei due miseri utensili], prenderlo come ostaggio e costringerlo a ridarmi la linea adsl nel giro di trenta secondi. Lo minaccerei di strappargli ad uno ad uno i peli del petto se per caso si rifiutasse. E dopo quelli del petto, passerei a quelli del pube, per poi arrivare alla schiena. Una tortura simile nessuno sarebbe in grado di reggerla. Allorché Mister Telecom si rivelasse dotato di una grandiosa resistenza, prenderei il silk-epìl, fabbricato anch’esso con forchetta e colla vinilica, e mi dedicherei alle sue gambe.
Un uomo, per quanto temerario, non può nemmeno immaginare una sofferenza simile a quella della depilazione silk-epìlica.
Bhè, non potete negarlo: è un piano infallibile. Stewie Griffin non avrebbe saputo partorire niente di meglio.
Le donne sadiche sono le più affascinanti. Lo so.