Chi non mantiene le promesse…

by lacapa

Oggi è il 21 Maggio 2008.

Non ho avuto proprio tempo per scrivere negli ultimi giorni. Sapete com’è… Firmare autografi è impegnativo, i fotografi chiamano in ogni istante per ottenere nuovi servizi, i giornali non fanno altro che telefonarmi per chiedere che io conceda interviste, i fan mi aspettano sotto casa strappandosi i capelli, Umberto Eco ha deciso che conversare con la sottoscritta è istruttivo, per cui, per aumentare la sua cultura, mi obbliga ogni giorno ad un paio d’ore di chiacchiere letterarie. Ahh, quell’uomo!
Non è mica facile la vita di chi vince concorsi di scrittura.
Eh. Già. Sì, proprio così. Ehm. Uh. D’oh.
Bhé, scherzi a parte, negli ultimi giorni è proprio stato figo. A scuola tutti si complimentano con me, ho scoperto che ci sono un paio di miei insegnanti che girano tessendo le mie lodi di classe in classe.
Ora il racconto dovrebbe anche essere pubblicato, pure sul sito della scuola. Cioè, mi sembra un po’ esagerata tutta quest’attenzione. I complimenti fanno sempre piacere, però comincio a sentirmi etichettata per la storia che ho scritto per il concorso, mentre invece io so di essere in grado di fare di meglio, anche se quest’ultimo mio robo è stato giudicato ottimamente.
Devo dimostrarlo…
Focalizzando l’attenzione su un altro aspetto dello stesso discorso: lunedì sera sono andata a festeggiare con le Dears all’Ostello. Una scommessa è una scommessa, e va onorata in quanto tale.
Avevo appuntamento con Altradearfriend alle 21.15 sotto casa sua. Alle 20.50 ero già arrivata e conversavo amabilmente con suo fratello che mi parlava affacciato alla finestra del secondo piano. Altradearfriend pare fosse ancora nel meglio della sua nudità post doccia. Aspetto qualche minuto, impegnata in interessanti discussioni sulle partenze in salita con automobili a benzina di almeno dieci anni di età, intrapresa da FratellodiDear, finché Altradearfriend varca la soglia di casa, vestita con le prime cose che aveva trovato, struccata e coi capelli sfatti.

<< Meglio >>, commento io << Così il cameriere non ci prova con te! >>

Alle 21.10 saliamo in macchina e ci dirigiamo verso una gelateria al Lungomare, dove avevamo appuntamento con Miamiglioreamica e DearLowe, cinque minuti dopo.
Andiamo con calma, consce che Miamiglioreamica è sempre in ritardo, figurarsi quando guida lei.
Io e Altradearfriend ci fumiamo una deliziosa sigaretta tra discussioni futili e un po’ più profonde, davanti a una luna tonda tonda e a un mare fantasticamente liscio.
Comunque, alle 21.35 Miamiglioreamica e DearLowe arrivano. Nel frattempo, Dearfriend Ballerina mi telefona avvertendomi che ancora è a casa, e non si è nemmeno fatta la doccia.
Noi ci mettiamo in macchina, dirette al locale. Miamiglioreamica sbaglia strada un paio di volte ma, infine, giungiamo a destinazione.
Inutile descrivervi ancora quel sorriso e quegli occhi che mi hanno accolta.
Miamiglioreamica non l’aveva mai visto. Non è che abbia positivamente commentato. Insomma, ‘sto tipo sono l’unica a trovarlo squisitamente affascinante e delicatamente bellissimo. Secondo me, somiglia al marito della Bellucci. Mi sa che esagero…
Dopo un’attesa neanche troppo lunga, arriva Dearfriend Ballerina. Ecco, quello era il momento giusto per ordinare.
Arriva al tavolo un suo collega, PiùSosiaDiSosia, non so se lo ricordate.
PiùSosiaDiSosia: << Volete ordinare? >>
Altradearfriend: << Si, vorr >>
Miamiglioreamica [interrompendola]: << No, non siamo ancora pronte! >>
Alle spalle di PiùSosiaDiSosia, MisterCameriere2008 dava un’occhiata alla sala. Miamiglioreamica quasi non lasciava il tempo a PiùSosiaDiSosia di allontanarsi…
Miamiglioreamica [ad alta voce, ovviamente, rivolta a MisterCameriere2008]: << Scusa, possiamo ordinare? >>
Immaginate la piega che ha preso la serata.
A un certo punto, per il troppo ridere, non riuscivo più a respirare. DearLowe quasi piangeva, Altradearfriend si contorceva, Dearfriend Ballerina batteva i piedi per terra, Miamiglioreamica era incapace di stare composta. Giuro, ci siamo divertite troppo. Ridevamo come folli, nonostante fossimo sobrie…
Cioè, le altre potevano bere ma non l’hanno fatto. Miamiglioreamica è praticamente astemia, Dearfriend Ballerina doveva guidare e io, oltre a dover guidare, martedì mattina avevo l’appuntamento per donare il sangue [essì, m’hanno salassata] così ho voluto essere coscienziosa, una volta tanto.
E poi, amo il chinotto.
Verso la fine della serata, non potevo tirarmi indietro.
Chiedo una penna, ovviamente non a MisterCameriere2008 ma, guarda caso, me la porta proprio lui. Agguanto un foglio di carta dove avevamo scritto le mete possibili per il viaggio post-diploma, di cui abbiamo parlato proprio lunedì, ne strappo un pezzo e invoco le Muse, affinché mi suggerissero qualcosa di decente da scrivere.
Naturalmente, le Muse, brutte baldracche, erano impegnate ad un festino con Apollo e Dioniso, quindi non si sono fatte vedere. Mi sono dovuta affidare alla mia immaginazione che, in mancanza di alcol, non è un granché.

“Chi non risica non rosica. Scusa per le macchie di unto [credo fosse caduto dell’olio sul bigliettino, nda]… Lo so che sto facendo una figura di merda, però… Venire all’Ostello è sempre un piacere!
Mi chiamo LaCapa: 123 4567890”

Eccolo, il tanto discusso messaggio per MisterCameriere2008. Com’era ovvio, la stesura dello stesso è stata tutto tranne che discreta, per cui lui aveva già immaginato cosa stesse accadendo.
L’Ostello era pieno.
Noi ci alziamo dal tavolo, io avvolgo il bigliettino attorno alla penna, avvicino il cameriere e, con voce simile a quella di Chris Griffin quand’è imbarazzato, esordisco:

<< La peeenna! >>

Lui, sempre sfiorandomi delicatamente la mano, riprende la penna e si accorge del bigliettino. Mi guarda, mi sorride, gli sorrido. Mi volto e cerco di scappare con dignità, ma il locale era talmente affollato che mi ritrovo davanti un muro di persone. Cerco di arrampicarmi, tachicardica.
Non si sa come, Altradearfriend aveva visto MisterCameriere2008 buttare il bigliettino, così Dearfriend Ballerina torna indietro e, come se non avessi fatto già una figura abbastanza abominevole, gli chiede se si fosse accorto del bigliettino, lui risponde affermativamente, lei continua invitandolo a leggerlo, lui le assicura che lo farà, lei mi indica da lontano, informandolo che non può sbagliare persona.
Suppongo che di questa cosa rideremo per i prossimi quindici anni.
Non mi aspettavo né mi aspetto che richiami… Fortuna che ho abbastanza sfacciataggine per potermi permettere di non precludermi di passare alcune delle mie serate all’Ostello. Il posto mi piace troppo, figuratevi se smetto di andarci perché ho perso una scommessa.
Ah, comunque la mia immaginazione ha toppato clamorosamente, oltre che sul finale della storia, pure sull’inizio. Il nome. Ho sbagliato il nome.
Peccato, aveva la faccia da Luca. Secondo DearLowe, invece, era un tipo da Giovanni. Sapete chi l’ha indovinato? Altradearfriend! E non è che abbia un nome comunissimo, il mio bel MisterCameriere2008.

La prossima volta che vado all’Ostello, magari, gli spiego. Così, almeno, recupero parte della faccia che è rimasta sotto un tavolino…