Viaggi altamente istruttivi

by lacapa

Oggi è l’8 Aprile 2008.

Ieri mi sono imbucata in un internet point e ho postato tutto il postabile. Avrei anche scritto qualcosa, ma non mi sentivo a mio agio. Ho bisogno del mio pc, della mia calma, della mia scrivania, della mia concentrazione… Insomma, di tante cose mie che in un internet point non posso mica trovare, soprattutto con mio fratello alle spalle che mi alitava sul collo come un avvoltoio sulla spalliera del letto di un becchino novantenne.

Come avete letto qualche post fa, mi accingo a partire per la classicissima gita dell’ultimo anno. Vi avevo detto che sarei andata a Parigi ma, per ragioni che tutt’ora non m rimangono interamente comprensibili, la cosa è fallita miseramente e si è deciso di optare per un’altra meta.

Non vi dico il casino che io e Dearfriend Ballerina abbiamo dovuto sopportare per riuscire ad inserire la nostra classe in un gruppo già stabilito, le liti con la preside e con i vari insegnanti predisposti all’organizzazione, i pomeriggi passati in agenzia all’unico scopo di definire un programma di visite decente…

Superati tutti questi ostacoli, abbiamo fatto nostra una seconda capitale europea, a parer mio ben più affascinante di Parigi. Parlo di Berlino, la tedeschissima, ordinatissima e severissima Berlino, sì, quella del muro insomma.

L’albergo è a 20 km dal centro, è mezza pensione e non pensione completa, il volo del ritorno non è diretto e abbiamo saputo il programma completo soltanto dieci giorni prima della partenza, cioè l’altro ieri. Ma che volete farci? O si andava a queste condizioni, o si restava a casa… La gita dell’ultimo anno è un must, nessuno aveva voglia di rinunciarci.

Il 16 Aprile, alle 04.30 del mattino, prenderò l’aereo in direzione di una delle città del mondo più imbevute di storia, che poi sia stata una brutta storia potrebbe essere considerato solo un dettaglio, no?

 Io la Germaniala conosco decentemente. Anni fa ci passai un mese in estate, coi parents, in un tour per le città più importanti.

Sinceramente, mi dispiace un po’ di non andare più a Paris, giacché mi allettava l’idea di visitare Belleville e di andare alla ricerca di Daniel Pennac, però, l’ho detto e lo ripeto, m’ispira di più la gelida Berlin.

Cioè: la birra costa meno dell’acqua. Vi sembra poco?

Io amo la birra, la amo profondamente.

E poi, “Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino” è uno dei libri che più hanno colpito la mia testolina di alternative-blogger e non mi dispiacerebbe guardare da vicino i luoghi dov’è ambientato, e farlo con una certa coscienza.

Madre non è granché contenta, si fida del contesto scolastico ma non altrettanto di me, e suppongo che non le dia tanta sicurezza la presenza di Profia con la quale, a proposito, ho affrontato un’interessante conversazione sugli alcolici migliori con i quali è possibile ubriacarsi.

Ohhhh, sento che sarà una bella gita!